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Julyan Stone, il ministro della difesa Reyer

di Daniele Morbio

Con il campionato che va sempre di più verso una sospensione definitiva, proseguiamo con gli approfondimenti sui giocatori che hanno fatto cose importanti in campionato per il loro team. Quest’oggi parleremo di Julyan Stone, il ministro della difesa della Reyer Venezia: il nativo di Alexandria è veramente fondamentale nello scacchiere di coach De Raffaele, come ha spesso dimostrato in questi anni di grandi successi lagunari.

L’esterno americano -arrivato a Venezia per la prima volta nel 2014- ha conquistato due scudetti ed una Coppa Italia in oro-granata ed è uno dei grandi beniamini dei tifosi lagunari.

Dalla prima -discussa- volta ai successi

L’avventura di Julyan Stone a Venezia è iniziata quasi per caso, visto che non doveva essere lui il playmaker della prima Reyer targata Recalcati, ma il mancato superamento delle visite mediche da parte di Lorenzo Brown gli ha aperto la strada verso la laguna.

Partito molto in sordina, e addirittura papabile di taglio dopo le prime disastrose uscite in maglia oro-granata, l’avventura di Stone svolta a tutti gli effetti nel novembre 2014 durante la trasferta in casa della Virtus Bologna: 19 punti, 11 rimbalzi e 4 assist a siglare un clamoroso successo in rimonta negli ultimi minuti, il tutto grazie ad un 12-1  di parziale confezionato dallo stesso esterno americano e dal compianto Cameron Moore. Da quella sfida di metà novembre in poi si è accesa la luce in casa Stone ed è iniziato un grande feeling con la città e i tifosi, ai quali è entrato letteralmente nel cuore.

La stagione 2014/2015 prosegue con buone prestazioni del ragazzo della Virginia, che contribuisce al raggiungimento di una storica semifinale playoff raggiunta eliminando Cantù, ma culminata con una cocente sconfitta contro Reggio Emilia in una drammatica gara 7 al Taliercio. Il play americano è poi tornato in laguna nel marzo 2017 -dopo due stagioni spese in Turchia e G-League- in tempo per dare man forte ai compagni nella storica conquista del tricolore, che mancava in laguna da ben 74 anni: un rientro veramente fondamentale viste le qualità tattiche di Julyan, soprattutto grazie ai notevoli miglioramenti nel tiro da oltre l’arco, suo vero tallone d’Achille per tutta la carriera.

L’addio burrascoso post scudetto, nonostante avesse rinnovato il contratto, pareva aver definitivamente spezzato il rapporto con la piazza e con la società, benché fosse causato dai grossi problemi salutari del padre; tuttavia la Reyer ha fatto valere la clausola di rientro alla base nell’estate 2018, facendo così rientrare Julyan a Venezia e -neanche a dirlo- rendendolo un trascinatore con energia, grinta e grande difesa, che sono valsi agli oro-granata il secondo tricolore in 3 anni.

Caratteristiche tecnico-tattiche

Stone è il tipico giocatore che si vede in campo e soprattutto si sente, ma che nel tabellino statistico non vede la reale fotografia del suo gioco: difesa forte, tanta energia e palloni sporcati sono la specialità del numero 5 oro-granata; tutte queste cose non appaiono, come detto, tra i numeri, ma spiegano davvero al 100% l’importanza di Julyan per coach De Raffaele.

Un giocatore al quale è difficilissimo rinunciare, forse l’unico esterno in grado di garantire più rimbalzi conquistati che punti realizzati ad ogni uscita: le sue difese nelle cinque uscite contro l’ex MVP Drew Crawford nei playoffs della stagione passata sono ancora fresche e sotto gli occhi di tutti: un’energia e un’aggressività ai limiti del regolamento che hanno estromesso dal gioco il figlio di Danny, storico arbitro NBA.

Playmaker in origine, l’esterno di Alexandria è capace di difendere su 4 ruoli senza problemi e di giocare anche da “3” o da “4” tattico per diversi minuti, in un quintetto atipico e camaleontico., dove vengono esaltate le sue qualità di ottimo rimbalzista e passatore; Stone rende meglio quando è sgravato da compiti importanti di regia e quando ha al suo fianco un esterno con punti nelle mani; un esempio lampante era l’accoppiata con Marquez Haynes nella passata stagione.

Altro esempio delle sue qualità è certamente la memorabile -per i tifosi Reyer- performance difensiva in gara 5 di finale scudetto del 2017 contro Trento: al 35′ -con Venezia sotto di 9 lunghezze in casa-, De Raffaele stravolge l’equilibrio del quintetto inserendo Stone per Esteban Batista. L’ex Hornets risultò determinante nel cancellare dal campo un devastante Dustin Hogue, consentendo alla sua squadra un recupero pazzesco, chiuso da una super tripla di Michael Bramos quasi allo scadere: una vittoria fondamentale, che ha spianato poi la strada verso il primo tricolore.

Carriera

Dopo aver frequentato la Dos Pueblos High School e la storica UTEP (University of Texas at El Paso), Stone ha iniziato la carriera da pro in NBA nel 2011 vestendo le maglie di Denver Nuggets e Toronto Raptors, prima di intraprendere la prima parentesi italiana con Venezia: nel 2014 approderà -come detto- alla corte di coach Recalcati dopo il mancato arrivo di Lorenzo Brown. La stagione successiva si trasferirà in Turchia al Gaziantep, prima di un ulteriore ritorno in America: questa volta giocherà per i Fort Wayne Mad Ants, team della allora D-League.

A marzo del 2017 tornerà per la seconda volta al Taliercio, per aiutare i compagni a conquistare uno storico tricolore, giocando da protagonista una seconda parte di stagione.

Dopo il rinnovo biennale con Venezia torna in America per soccorrere il padre gravemente malato e firma un contratto con i Charlotte Hornets: l’avventura in NBA durerà mezza stagione, prima del passaggio ai Greensboro Swarm, squadra della G-League affiliata ai predetti Hornets.

Il 2019 lo vede rivestire l’oro-granata, dove in un anno e mezzo ha conquistato un altro scudetto e una Coppa Italia.

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