Home Lega Basket ASerie A2Gli upgrade Virtus e i pronostici di Ravenna

Gli upgrade Virtus e i pronostici di Ravenna

di Luigi Ercolani

Quello che intercorre tra Bologna e Ravenna è un legame strano. Da Piazza di Porta Ravegnana, sotto le Due Torri, parte la via che porta direttamente alla capitale italiana dell’epoca bizantini.

O c’è quel Dante Alighieri, che risedette nella Dotta per un po’ dopo la cacciata dalla natia Firenze, per poi passare i suoi ultimi anni a Ravenna.

Sportivamente magari non saremo a questi vertiginosi livelli, ma se consideriamo i giallorossi hanno due elementi fondamentali targati Virtus, possiamo coglierne una sorta di eredità.

QUI VIRTUS BOLOGNA

La Virtus da qui alla fine della stagione può divertirsi a fare la parte del domatore di leoni. Hanno lasciato il palco Treviso e Biella, le prime classificate dei rispettivi gironi.

La serie contro Roseto ha rinvigorito gli animi. Lo scivolone casalingo di due settimane fa è stato prontamente recuperato con un +28 nel turno successivo, e poi sono arrivati i sigilli in Abruzzo.

Intendiamoci, nessuno ha “giocato in ciabatte”, come dicono oggi quelli che fanno finta di intendersene o che pensano di essere originali.

Roseto ha costretto i bianconeri a guardarsi dentro, a trovare forze e spirito che in stagione regolare erano stati mostrati solo a tratti.

Umeh per tre gare ne ha imbroccate pochissime, ma è stato lucido quando contava. Rosselli si è dimostrato il LeBron toscano della V nera.

Contro di lui è difficilissimo difendere e attaccare, perché a questi livelli la sua taglia fisica e la sua bidimensionalità sono due fattori determinanti.

Gentile sembra che giochi in questa squadra addirittura dal 2015, l’ultima volta che la Virtus fece i playoff in A.

Sulla sponda bianconera dell’antica Felsina, si spera che questa volta per accedere a tutti questi upgrade non sia necessario passare attraverso una sconfitta.

QUI RAVENNA

Se c’è una squadra che ha costretto a rimangiarsi tutti i pronostici con la stessa rabbia con cui Rockerduck digeriva le sue bombette, questa è Ravenna.

“Non dura”, si diceva quando viaggiava a vele spiegate. Sta durando tutt’oggi. “Esce contro Verona”. Regolata 3-0.

Scetticismo che peraltro faceva seguito a quello dell’estate scorsa, quando le ambizioni romagnole non erano state prese sul serio.

Invece la miscela sta pagando ottimi dividendi. Tambone è un play che alterna rottura e struttura, Masciadri un’ala polivalente, Sgorbati un realizzatore efficace, Smith e Chiumenti presenze fondamentali sotto le plance.

Sabatini sta andando ben oltre le attese da secondo play/prima guardia, così come Crusca, uno scooter che quando si accende lascia dietro parecchi danni nelle retroguardie avversarie.

L’assenza di Marks sta venendo compensata nel modo migliore. La rotazione varia tra i sette e gli otto uomini a seconda delle partite ha due facce: è chiara o corta, a seconda di come la si guarda.

Nell’ambiente Orasì la speranza è che tanto basti per fare qualche scherzo alla Virtus.

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