Home NBA, National Basketball Association#123Ragioni per cui Russell Westbrook può vincere l’MVP

#123Ragioni per cui Russell Westbrook può vincere l’MVP

di Mario Tomaino

È sempre oggetto di dibattito quello che riguarda l’assegnazione del titolo di MVP della stagione. Quest’anno, però, sembra che trovare un vincitore sarà più complicata del previsto, grazie alla spettacolare stagione che, ragazzi come Curry, Harden e James, stanno disputando. C’è poi un quarto incomodo, uno che in questa stagione sta dimostrando che gran parte della critiche ricevute nel tempo sono del tutto immeritate: stiamo parlando di Russell Westbrook. Nell’appuntamento di oggi con la rubrica #123Ragioni, tenteremo di individuare 3 validi motivi per cui Westbrook merita più di tutti di vincere il titolo di MVP:

 

1 – Il vero Most Valuable Player

Si era capito dal momento in cui Kevin Durant è rimasto fuori per infortunio ad inizio stagione, che questa potesse essere seriamente la stagione della consacrazione di Russell Westbrook. Sin dalla prima palla a due, la PG dei Thunder ha dimostrato una grinta, una tenacia e una voglia di fare come mai prima d’ora, tant’è che già nella prima uscita stagionale contro i Trail Blazers, ne mise a segno 38. Nella notte appena trascorsa, sempre contro Portland, RW0 ha dato ancora una volta dimostrazione della sua forza, come se ce ne fosse bisogno: tripla doppia da 40 punti, 13 rimbalzi e 11 assist, la terza di fila, qualcosa che non si vedeva dal 2009, quando l’ultimo a riuscirci fu LeBron James. Westbrook detiene inoltre il record stagionale di triple-doppie al momento, con ben 5 messe a referto.

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Statistiche comparate tra Westbrook, James, Curry e Harden (Fonte: NBA.com)

 

In questa stagione, Russell sta dominando in lungo e in largo, con numeri davvero sorprendenti: 26.5 punti (2nd), 6.8 rimbalzi (migliore tra le guardie), 8.1 assist (5th) e 2.0 palle rubate (2nd), oltre ad un’efficienza (PER) che è stimata a quota 29.1 (2nd). Insomma, nessuno come lui sino ad ora in questa stagione, con buona pace dei vari Curry, James e Harden che non sono riusciti ad eguagliare tali numeri fino ad ora.

 

2 – Leadership ben salda

Nella tradizione popolare, Russell Westbrook è stato spesso etichettato come un grande talento individuale, incapace di integrarsi con il resto del team. Se così poteva essere accaduto in altre stagioni, quest’anno Westbrook ha smentito anche i più scettici. Persino il neo arrivato, Enes Kanter, descrive così il suo compagno: “Russell è un ottimo leader, dentro e fuori dal parquet, anche dalla panchina. Parla con tutti, comunica con il coach e con I compagni. Tutto questo ci dà una grande forza, è davvero grandioso”.

Westbrook e Ibaka scambiano un cenno d'intesa

Westbrook e Ibaka scambiano un cenno d’intesa

Un grande attestato di stima, confermato anche dal gioco di squadra che Westbrook sta tentando di imporre sul parquet: “Sto semplicemente pensando a far bene il mio lavoro. Il mio compito e solamente quello di scendere in campo e guidare il mio team verso la vittoria”. Parole che non ti aspetti, forse, da quel Russell Westbrook spesso mostratosi al pubblico come quel tipo di giocatore spavaldo, quasi sbruffone, capace di asfaltare tutto e tutti a suon di schiacciate sulla testa degli avversari. Se questa parte di Russell resta sempre molto viva, quest’anno sembra che lui stesso abbia capito che è giunto il momento di responsabilizzarsi maggiormente, risultando quindi molto più leader di quanto avvenuto in passato.

 

3 – Fondamentale come nessuno

Premessa: quando si tratta di essere decisivi, vi sono diverse visioni su tale argomento. In questo caso, si vuole semplicemente analizzare come Westbrook, in una stagione particolare nella quale Kevin Durant è rimasto fermo ai box per lungo tempo a causa di diversi problemi fisici, è divenuto il vero fulcro del team, l’uomo sul quale i Thunder si basano maggiormente in questa stagione.

Westbrook da indicazioni ai propri compagni

Westbrook da indicazioni ai propri compagni

Andando a spulciare tra alcune particolari statistiche, notiamo come, in questa stagione, Westbrook risulta essere il maggiore costruttore di gioco, capace di creare il maggior numero di assist comparato agli avversari della lega, come dimostrato dal 47.8% di assist che provengono dalle sue mani; numeri che James (38.1%) e Harden (35%) possono solo provare ad avvicinare, con Curry più che distaccato. Altro dato interessante, che fa capire quanto Westbrook sia importante nelle redini del team, è professato dal Box Plus/Minus, per il quale ancora una volta il #0 dei Thunder risulta essere leader con ben 11.3 punti di differenziale con lui in campo, seguito da Curry (9.6), Harden (9.0 e James (6.8).

 

Insomma, se il record di franchigia stabilito sinora in stagione dai Thunder non aiuta Westbrook ma anzi, lo penalizza, quel che è certo è che in questa stagione il ragazzo di scuola UCLA sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per poter contendere il titolo di MVP. Riuscirà nell’impresa di ribaltare i pronostici o dovrà arrendersi alla dura realtà?

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