Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles Lakers#123Ragioni per cui i Lakers dovrebbero tankare

#123Ragioni per cui i Lakers dovrebbero tankare

di Mario Tomaino

“Spero che i Los Angeles Lakers perdano tutte le partite, e sono serio”. È stato questo il laconico commento rilasciato qualche giorno fa da chi non ti aspetti. Quel Magic Johnson che della franchigia losangelina è oramai una leggenda, tanto da avere una statua a lui dedicata, proprio al di fuori dello Staples Center. Se a dichiarare tale frase è stato uno della sua caratura, vuol dire che forse, il suo auspicio, ha motivo di esistere. Questo speciale appuntamento con la rubrica #123Ragioni  è proprio incentrato sui motivi secondo cui i Lakers dovrebbero tankare:

1) L’esoso contratto di Kobe Bryant

Mantenere i campioni nel proprio team, quasi sempre, equivale ad andare in contro ad un grande esborso in denaro. È esattamente ciò che è accaduto un anno fa, quando Kobe Bkobe-topperryant ha prolungato il suo contratto con i Lakers per altri due anni. 23,5 milioni di dollari. Questa la cifra che sta percependo nella stagione in corso il cinque volte campione NBA. Uno stipendio che sicuramente rispecchia il valore e il peso del Black Mamba all’interno dello spogliatoio, in termini tecnici quanto motivazionali. Ma quanto “costa” davvero la scelta di rinnovare a queste cifre? Alla franchigia sicuramente tanto. Al momento, i lacustri sono al settimo posto della salary cap. Un dato che, in tutta onestà, non rispecchia il valore attuale del team. Il contratto di Kobe, se per alcuni aspetti è un vantaggio, per altri ovviamente taglia le gambe al GM della franchigia che, con un margine economico notevolmente ridotto, non ha grandi possibilità di migliorare la qualità del team. Allora cosa fare? La soluzione più banale, ma forse più efficace, può essere quella di iniziare a pensare seriamente alla possibilità di “tankare”.

2) Largo ai giovani

Le operazioni di tanking da parte di Mitch Kupchak, GM della franchigia, sono state avviate già questa estate, lo dimostrano gli arrivi di Lin e Boozer, ambedue con contratto in scadenza a fine stagione. I due, libererebbero la bellezza di 18 milioni, soldi che potrebbero essere investiti sui prossimi possibili Free Agents, oltre che nel Draft 2015. Già, il Draft. È sui futuri campioni, che possono apportare dinamismo e talento ad un quintetto vecchio (l’età media è di 30,2 anni), che la franchigia deve puntare. Mitch Kupchak, Julius Randle, Jim BussEcco perché, tankare sin da subito, può rivelarsi una scelta decisiva. I Lakers, già al Draft 2014, sono riusciti ad ingaggiare un ottimo prospetto quale Julius Randle. Scegliere di non tankare, vincendo quante più possibili partite, potrebbe essere una scelta controproducente, poichè, vincere 30-35 partite ridurrebbe solamente le probabilità di ottenere una tra le cinque migliori scelte assolute del prossimo Draft, portando i Lakers a dover rimandare i piani di rifondazione, passando quindi un’altra stagione all’insegna della mediocrità. La linea giovane, pertanto, deve essere l’obiettivo della dirigenza: bisogna creare un roster giovane e talentuoso che, con l’esperienza e la classe di Kobe Bryant, nel giro di pochi anni, possa far tornare i Lakers ai vertici della lega.

3) Tankare per non perdere una pick

Oltre il danno, anche la beffa. Potrebbe essere questo lo strano destino dei Lakers nel caso in cui decidessero di non tankare. Ricordiamo tutti la trattativa che ha portato Steve Nash a Los Angeles, vero? Bene. La sign-and-trade prevedeva, per i Suns, un conguaglio di 9 Draft Lotterymilioni di dollari oltre che 2 seconde scelte e 2 prime scelte per gli anni futuri. Niente di strano insomma. Invece non è così. Una clausola all’interno del contratto prevede che, per il Draft 2015, qualora i Lakers ottengano una tra le prime 5 scelte, potranno firmare il rookie senza problemi. Viceversa però, se dovessero ottenerne una dalla sesta in poi, passerebbe automaticamente a Phoenix. Immaginate per un attimo che i Lakers inizino ad inanellare vittorie con maggior frequenza, arrivando noni o decimi nella Western Conference. Non solo non parteciperebbero ai Playoffs, ma rischierebbero di non riuscire ad essere sorteggiati nemmeno tra i primi team che andrebbero a scegliere i possibili migliori cinque ragazzi dichiaratisi eleggibili, dovendo poi andare a “regalare” letteralmente il giocatore draftato, con il rischio quindi di trovarsi a bocca asciutta su ogni fronte. Sarebbe un paradosso.

L’esperienza ci insegna che nello sport esistono dei cicli, nelle vittorie come nelle sconfitte. I Lakers fanno parte di una fetta importante della storia di questo sport e, com’è naturale che sia, usciranno da questo momento negativo, tornando a vincere. Ci sono, però, strade più o meno lunghe. In questo, i dirigenti devono essere bravi: bisogna scegliere la strada più breve ed efficace. Tankare quest’anno, potrebbe essere una mossa poco simpatica ad alcuni ma, allo stesso tempo l’unica via per risollevare le sorti del team nel minor tempo possibile.

Per Nba Passion,

Mario Tomaino

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