Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors#123Ragioni per cui Stephen Curry merita il titolo di MVP

#123Ragioni per cui Stephen Curry merita il titolo di MVP

di Mario Tomaino

Non è ancora finita la stagione che già si parla del possibile MVP della stagione. Diversi i nomi in lizza, alcuni un po’ a sorpresa. Eccezion fatta per il solito Harden, è sicuramente curioso leggere nomi come quelli di Teague, Lowry o Wall quando si era abituati ai vari James, Durant, Duncan e compagnia. Chi non sorprende affatto invece, è il numero 1 dell’attuale classifica: Stephen Curry. L’appuntamento di oggi con la rubrica #123Ragioni tratta proprio tre motivi per cui il playmaker dei Warriors, attualmente, merita il titolo di MVP:

 

1 – Numeri da capogiro

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Stephen Curry in azione

Quando la tua stagione inizia sotto una buona stella te ne rendi conto subito. Steph Curry sta dimostrando più di chiunque altro di essere il miglior giocatore della lega. Certo, gli infortuni patiti da Durant, Westbrook e James hanno favorito la sua ascesa, ma non si tratta di sola fortuna. Ciò che Curry sta mettendo in pratica è qualcosa da far stropicciare gli occhi: il suo estro creativo è unico, le giocate d’alta scuola che la PG dei Warriors ha nel repertorio sono da urlo; la sua intensità difensiva, con l’arrivo di coach Kerry, è aumentata notevolmente rispetto agli anni passati. E che dire del suo rilascio? Semplicemente eccezionale. Che vada in transizione o tiri dall’arco, persino dagli 8 metri, fa scivolare la palla sotto il dolce rumore della retina. Le statistiche non sono altro che una conferma di quanto detto: 23.2 punti, 7.9 assists, 4.8 rimbalzi e 2.1 palle rubate in media a partita, numeri che lo consacrano al settimo posto della classifica marcatori, al quinto per numero di assists e secondo per palloni rubate.

 

 

2 – Impatto sulle partite devastante

Il titolo di MVP dell’anno è il premio che viene assegnato al miglior giocatore della stagione e quindi, a ragion veduta, a colui il quale è stato più decisivo lungo tutto l’arco della Regular Season. Al momento il paragone con la concorrenza non regge: Curry è il più determinante. Andando a spulciare alcune statistiche riguardo tale tesi infatti, non si può non notare come Curry sia costantemente presente nei criteri di giudizio riguardante l’impatto sulle partite. Il 26enne di Akron primeggia anche nel NET rating (indice riguardante la differenza tra l’efficienza offensiva e quella difensiva). Con Steph sul parquet, infatti, i Warriors producono un +18.6 punti per 100 possessi, nessuno come lui nella lega.

Steph Curry al primo posto del Net Rating (fonte: NBA.com)

Steph Curry al primo posto del Net Rating (fonte: NBA.com)

E non finisce qui. Curry risulta essere anche al quarto nella valutazione PIE (coefficiente che valuta il fattore ‘decisività’ dei giocatori) con un impatto per il proprio team stimato a +18.0%. Dulcis in fundo è anche al primo posto per tiri da 3 messi a referto, segno di grande efficienza dall’arco, Insomma, numeri da vero MVP.

 

 

3 – Warriors dominatori

MVP Title

Titolo di MVP della Regular Season

Titolo MVP e miglior team della lega: un binomio che accompagna l’NBA da tempo ormai. Inutile nascondersi dietro ad un dito, negli ultimi anni la tradizione vuole che il premio di miglior giocatore della stagione venga assegnato al giocatore più incisivo, ma che appartiene anche alla franchigia che più di tutte s’è distinta durante il corso della Regular Season. Infatti, aldilà di alcuni casi abbastanza rari, è successo che LeBron James abbia vinto il premio quando, i Cavs prima e gli Heat poi, hanno fatto segnare il miglior record stagionale; stessa identica situazione per Derrick Rose e i Bulls o per Dirk Nowitski e i Mavericks, giusto per citare qualche episodio. Sembra ovvio pertanto che, qualora Golden State riuscisse a mantenere il passo mostruoso al quale sta viaggiando (31 vittorie e 6 sconfitte, miglior record della lega), si può certamente ipotizzare come il titolo di Most Valuable Player possa ricadere tra le braccia di Stephen Curry.

 

Per Nba Passion,

Mario Tomaino

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