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Colangelo: “Kobe potrebbe giocare per Team Usa alle Olimpiadi del 2016”

di Mauro Manca

La notizia era nell’aria ma ha trafitto ugualmente i fan del Mamba sparsi per il globo. Una lettera, che è più che altro un atto d’amore nei confronti della sua pallacanestro, non lascia spazio a repliche: Kobe Bryant si ritirerà al termine della stagione, ponendo fine alla sua leggendaria carriera ventennale. Nemmeno il tempo di assimilare la notizia che il presidente di USA Basketball Jerry Colangelo, intervistato dal reporter della ESPN Marc Stein, ha parlato della possibilità di vedere Bryant nella selezione americana che parteciperà alle prossime Olimpiadi di Rio nel 2016. L’intento della dichiarazione è chiaramente quello di rendere omaggio al campione dei Lakers “permettendogli” di mettere al collo il terzo oro olimpico della sua vita, dopo quelli conquistati a Pechino nel 2008 e a Londra nel 2012. Se Kobe abbia gradito o meno le parole di Colangelo non è dato saperlo,  anche se probabilmente apprezzare “premi alla carriera” di questo genere non rientra nel suo modo di vedere le cose.

Nel 1992 il 36enne Larry Bird annunciò il ritiro dopo aver stravinto le Olimpiadi di Barcellona con “The original Dream Team”. Quella vittoria rappresentò la classica ciliegina sulla torta, l’epilogo più dolce di una carriera incredibile.  Chiuse l’ultima stagione NBA con poco più di 20 punti di media giocando 45 partite, ma al di là dei numeri Bird doveva far parte di quella squadra. Oggi la situazione di Bryant è differente; Il Mamba è reduce da un grosso infortunio e ai Giochi di Rio sarà in procinto di spegnere 38 candeline, alle quali si aggiunge un fisico martoriato che non gli permette già da tempo di essere il giocatore che era. Oltre a tutto questo parlano i numeri di Kobe in questa stagione: 15,7 punti di media tirando dal campo col 31% e il 19,5% da tre.

 

Insomma, inserirlo nella squadra olimpica sarebbe un omaggio doveroso, ma allo stato attuale Bryant non rientra tra i 12 giocatori americani più meritevoli, lo sa bene lui così come i suoi fan. Una sua eventuale convocazione toglierebbe il posto a qualcuno che probabilmente contribuirebbe maggiormente alla causa, anche se, nel caso di un Team Usa al completo e con tutti gli effettivi più forti, gli avversari in grado di avere la meglio dovrebbero atterrare da un’altra galassia, con Kobe o senza Kobe.

Per NBA Passion,

Mauro Manca

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