Kobe Bryant ha avuto un impatto sulla lega di basket americana come pochi altri nella storia della NBA, il giocatore, il Black Mamba, ancora oggi, ad un anno dal suo ritiro, resta un punto di riferimento per i giovani, soprattutto a Los Angeles, sponda Lakers, ma non soltanto…
“Se ho in programma qualche workout con Ingram? Non so onestamente. Io sono sempre qui, sono pronto a dare consigli a tutti. I ragazzi mi chiamano di continuo, anche giocatori attualmente impegnati nei playoffs. Mi trovano sempre a disposizione, chiedono consigli, suggerimenti, mi chiedono di guardare qualche loro movimento, qualche loro mossa per svilupparla. Sono sempre a disposizione” ha detto Kobe Bryant.

Kobe e Russell
Mamba Out: Kobe Bryant
Il Black Mamba lavorerà in estate con D’Angelo Russell, il playmaker dei Los Angeles Lakers avrà diversi workout con l’ex stella della franchigia della città degli angeli. L’obiettivo? Crescere, continuare a crescere per diventare il fulcro del futuro della squadra di Luke Walton. Senza Kobe serve una guida in campo, e con tanti giovani a disposizione può essere proprio Russell quello incaricato di questo compito. Ingram è troppo giovane, con ampi margini di miglioramento ma davvero troppo inesperto, gli va lasciato il tempo per crescere. Randle invece resta un enigma, per via dei suoi cali di concentrazione e per via dei suoi alti e bassi. L’eredità di Kobe Bryant finirà sulle spalle di Russell, che sembra essere pronto a prendersi il peso e le responsabilità che ne derivano.



La faccia di chi sa di aver scritto la storia ed aver battuto un record che sembrava inarrivabile. Con la vittoria contro Memphis, i Warriors raggiungono quota 73 vittorie stagionali, superando il primato appartenuto ai Bulls di Jordan. A quella squadra apparteneva Steve Kerr, artefice di quest’altro successo. Però per Golden State la stagione non finì altrettanto bene.
uno dei migliori giocatori che abbiano calcato quel palcoscenico. L’immagine rappresenta il numero 24 gialloviola che saluta per un’ultima volta il pubblico che lo ha amato. Mamba out.
Draymond Green colpisce con un calcio nelle parti basse Steven Adams, mettendolo ko. Questo è solo uno dei quattro flagrant fouls che impediscono al numero 23 dei Warriors di disputare gara-5 delle Finali.
l’anno. La stoppata di LeBron James su Andre Iguodala è rimasta il simbolo del dominio del “Re” sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e della vittoria dei Cavaliers.
LeBron James abbraccia il suo compagno Kevin Love e scoppia in lacrime sul parquet dell’Oracle Arena. È finalmente il titolo con la sua Cleveland, che desiderava fin da bambino e non era ancora mai arrivato.
(quasi) tutti gli appassionati. KD si schiera dalla parte dei vincenti e lascia da solo Russell Westbrook, che nel frattempo ha preso più saldamente le redini della squadra.
Dwyane Wade cambia aria. Flash approda a Chicago, dove i Bulls, insieme a Butler e all’altro neo-acquisto Rajon Rondo, hanno grandi ambizioni.
La squadra statunitense si mette in posa per quest’immagine dopo aver vinto il terzo oro olimpico consecutivo e il sesto su sette apparizioni dal 1992, l’anno del Dream Team. Sì scontato il trionfo (+30 in finale sulla Serbia), ma il meno scontato tra tutte le sei vittorie, anche a causa di un roster privato di molte stelle.
in una serata da brividi a Springfield. Julius Erving, Bill Russell, Alonzo Mourning e Isiah Thomas presentano i tre ex-giocatori che emozionano il pubblico con i loro
Nell’immagine Kevin Garnett con il pugno sul petto, uno dei suoi gesti tipici. Nel 2016, oltre a Kobe Bryant e Tim Duncan, si ritira anche KG, alla sua maniera, senza un farewell tour o una partita d’addio.
Craig Sager viene sconfitto dalla leucemia. È questa la terribile notizia che sconvolse il mondo dello sport il 15 dicembre. Una tra le icone sportive statunitensi abbandona la lotta iniziata nel 2014 e tutto il mondo si stringe a lui.
da tre punti di Kyrie Irving è diventato “The Shot”, un rifacimento di ciò che decise le Finals diciotto anni prima. Il tiro della guardia dei Cavs è ciò che decise la partita e portò nell’Ohio il titolo mai arrivato prima.















