“Good things must come to an end”

Kobe Bryant con la maglia numero 8 dei Lakers
L’hai detto tu: “anche le cose più belle finiscono”. Però il sapere che sarebbe finita non allenta la tristezza. Sono passati 20 anni da quando un ragazzino con la maglia numero 8 iniziava ad incantare lo Staples Center e gli Stati Uniti, a dirla tutta gli ci volle poco ad incantare il mondo intero. Gli ci volle poco perché un giocatore co
sì si capisce subito che è destinato a fare la storia, perché ogni partita era uno spettacolo, ogni giocata era una magia. Quindi oggi è un po’ con gli occhi lucidi che ringraziamo un giocatore, un maestro di questo sport: Mr Kobe Bean Bryant.

KG e Kobe durante le Finals 2008.

Kobe schiaccia su Pierce.
Devo essere sincero: i tuoi Lakers mi sono sempre un po’ stati sulle palle… Devi perdonarmi ma sono cresciuto tifando Minnesota Timberwolves, sai, appena ho visto giocare Kevin Garnett è stato amore a prima vista. E ti dirò di più: ho pure goduto nel 2008 quando KG e purtroppo i Celtics, e non I TWolves, ti schiaffeggiarono alle Finals. Non perché avessi qualcosa contro di te, anzi, d’altronde vieni dall’Italia e tifi Milan, come avrei potuto avere qualcosa contro di te. È solo che tu ne avevi già 3 e il mio idolo ancora 0, era giusto vincesse lui. Eppure non volevi lasciare neanche mezzo centimetro in quella serie, mi ricordo i 36 punti in gara 2 o la schiacciata in faccia a Pierce in gara 4.
D’altronde tu sei sempre stato così, non hai mai lasciato un millimetro sul campo. Certo il tuo talento era superiore, ma la tua voglia di vincere, la tua passione per il gioco, la tua grinta ti hanno aiutato a raggiungere tutti quegli obbiettivi che ogni bambino con l’amore per il basket si pone.

Kobe alle Finals 2001: i suoi Lakers battono i 76ers in 5 gare.

Kobe
Mi ricordo quella mattina del Gennaio 2006 quando mio fratello mi raccontava dei tuoi 81 punti, io credevo mi prendesse in giro. Nessuno può fare 81 punti in una partita, nessuno, a parte te. Mi ricordo le Finals del 2001, quando speravo che Iverson riuscisse a conquistare quell’anello che tanto si meritava, e invece no 5 gare e vai a festeggiare. Mi ricordo l’MVP del 2008, che poteva finire anche a KG. Mi ricordo l’ultimo quarto di gara 7 delle Finals 2010, sempre contro i Celtics. Mi ricordo le notti a giocare a 2k con mio cugino, usando i Lakers perché a giocare non ero bravo, ma tu eri il più forte anche lì e mi facevi vincere. Mi ricordo tutte queste cose perché per me non c’è stata NBA senza Kobe Bryant. Nascendo l’anno prima che tu iniziassi a giocare era già scontato quale maglietta avrei indossato al campetto, quale nome avrei urlato quando tiravo la carta nel cestino o quando m’immaginavo il buzzer beater allo scadere, “3..2..1 Kobe for the wiiin”..

Kobe con uno dei suoi 5 titoli.
E poi il 29 Novembre hai deciso di dire basta a tutto questo. Hai deciso di ritirare il tuo talento, di lasciare spazio a nuovi idoli, di farti da parte. Sia chiaro che io non la bevo, lo so che l’anno prossimo ti ripresenti e giochi ancora 10 anni, è tutto uno scherzo, ci stai prendendo in giro. Kobe Bryant non si può ritirare, non esiste NBA senza Bryant. Quindi è un “a presto” e qualora mi sbagliassi, qualora tu davvero voglia fare questo torto a tutti coloro che ti amano, voglio dirti grazie. So che non leggerai mai questa lettera, però ormai, se davvero lasci il basket, avrai un sacco di tempo libero, tanto l’italiano lo capisci anche meglio di me. Voglio dirti grazie perché, anche se non sei KG, mi hai ispirato, e per due anni ci ho davvero provato a giocare a basket, per diventare come te ed indossare la tua #8 prima e la tua #24 dopo, le avevo tutte e due, poi va bè ho capito che il basket potevo solo guardalo in televisione, a giocare facevo abbastanza schifo. Grazie perché anche se sei
“semplicemente” uno sportivo, un uomo di spettacolo e un giocatore di basket, hai influenzato in qualche modo la mia infanzia: probabilmente senza te e quegli altri 3-4 fenomeni, non mi sarei mai appassionato al basket e nella vita tutto è una conseguenza: se non avessi guardato l’NBA magari la mia vita sarebbe stata diversa.. chissà. Quello che è certo è che mi\ci mancherai, che
sarà tutto tremendamente diverso senza di te. Però se vuoi continuare a fare due palleggi e due tiri sono sicuro che qui a Milano l’Olimpia sarà lieta di averti, la #24 è libera, e anche se non fosse sono sicuro che la libererebbero per te. Grazie Kobe, grazie davvero!

G.O.A.T.
« Dear Basketball,
From the moment I started rolling my dad’s tube socks
And shooting imaginary
Game-winning shots
In the Great Western Forum
I knew one thing was real:
I fell in love with you.
A love so deep I gave you my all —
From my mind & body
To my spirit & soul.
As a six-year-old boy
Deeply in love with you
I never saw the end of the tunnel.
I only saw myself
Running out of one.
And so I ran.
I ran up and down every court
After every loose ball for you.
You asked for my hustle
I gave you my heart
Because it came with so much more.
I played through the sweat and hurt
Not because challenge called me
But because YOU called me.
I did everything for YOU
Because that’s what you do
When someone makes you feel as
Alive as you’ve made me feel.
You gave a six-year-old boy his Laker
dream
And I’ll always love you for it.
But I can’t love you obsessively for much longer.
This season is all I have left to give.
My heart can take the pounding
My mind can handle the grind
But my body knows it’s time to say goodbye.
And that’s OK.
I’m ready to let you go.
I want you to know now
So we both can savor every moment we have left together.
The good and the bad.
We have given each other
All that we have.
And we both know, no matter what I do next I’ll always be that kid
With the rolled up socks Garbage can in the corner
05 seconds on the clock
Ball in my hands.
5 … 4 … 3 … 2 … 1
Love you always, Kobe »

Kobe Bryant con la maglia del Team USA

















