In molti avranno notato l’assenza di lusso fra le fila dei Portland TrailBlazers nella sconfitta patita contro gli Atlanta Hawks per 106-97. Damian Lillard, infatti, ha messo da parte l’atteggiamento da ironman e, anche grazie, o per colpa di, un record che difficilmente permetterà ai suoi un approdo ai playoff, ha deciso di rimanere ai box per curare la fascite plantare che lo tormenta ormai da tempo; anche se numeri alla mano le sue ultime prestazioni sono state più che eccellenti. Le assenze del ‘Soldier in the Game’ fanno ancora più rumore, se si pensa che quella contro gli Hawks è stata la prima partita saltata dopo ben 275 apparizioni in quintetto.
Secondo Jason Quick dell’Oregon reports il numero 0 salterà anche la gara di questa notte contro i New Orleans Pelicans di Anthony Davis. Anche nella Big Easy il posto in regia sarà affidato a Tim Frazier, autore di una prestazione solida con 12 punti, 7 rimbalzi e 7 assist fra le mura amiche.
L’assenza di Lillard nelle ultime gare è stata accompagnata da quella del suo compagno di backcourt CJ McCollum, fermato da una distorsione alla caviglia. Brutte notizie dunque per la franchigia dell’Oregon che si vede costretta a fare a meno del suo giocatore simbolo e vero e proprio trascinatore (i numeri parlano per lui: 24.6 punti, 6.8 assist, e 4.5 rimbalzi a partita. Anche se il suo impatto va ben oltre queste statistiche) dopo che in estate si è attuata una drastica politica di rebuilding. I sogni di approdo ai playoff sembrano allo stesso modo pura utopia in una conference che avrà anche perso i fasti dell’anno scorso, in quanto a vittorie contro le rivali dell’est, ma resta allo stesso modo competitiva.
La ‘perdita d’aureola’ dell’uomo da Oakland e le basse fortune in cui versano i Trail Blazers sembrano essere un manifesto ideologico a conferma della legge di Murphy. Se qualcosa può andar male, lo farà. Oppure, citando il Nostro: My problems still exist so don’t listen to none them fools

