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Qualche mese fa ormai, per far ancora più male a tutti noi appassionati di questo meraviglioso gioco, ha annunciato il ritiro uno dei giocatori più illustri della NBA del “passato prossimo”:  Ray Allen.

L’ossessione della perfezione

Riconoscibile dal suo tiro sublime, perfetto tecnicamente, nato per essere un personaggio in campo e fuori, ‘ Candyman’ o ‘Jesus Shutterworld’ che dir si voglia è stato un simbolo per questo sport utilizzando un solo termine: ossessione. L’ossessione con cui ha curato meccanicamente il suo jumper shot dai tempi delle high school fino al termine della sua meravigliosa carriera.

Ray Allen comincia la sua bellissima ossessione all’età di 12 anni, come racconta nella sua lettera di addio al basket giocato, dicendo che da quel momento tutto sarà un inferno sotto tutti i punti di vista. Dopo aver finito tutte la sua trafila scolastica, decide di iscriversi alla University of Connecticut dove gioca per circa tre anni, per poi essere pronto ad entrare nell’olimpo del basket mondiale: l’NBA. Si dichiara eleggibile nel draft del 1996 e viene scelto dai Minnesota Timberwolves come quinta scelta assoluta. Finisce dietro ad altrettanti mostri sacri come Allen Iverson, Shareef Abdul-Raheem e Stephon Marbury. Quest’ultimo, scelto dai Milwaukee Bucks era la vera scelta dei Timberwolves e viene scambiato per Allen, ed è considerato ancora oggi uno dei più grandi errori di scelta per la franchigia dei lupi.

Ray Allen giocherà con la canotta dei Bucks fino al 20 febbraio del 2003, e in questo periodo grazie all’arrivo del coach George Karl e di due compagni come il play Sam Cassell e Glenn Robinson formano il primo ‘Big Three’, riuscendo solo a raggiungere come apice la finale di conference nella stagione 2000/2001 contro i 76ers di Allen Iverson. Il 20 febbraio 2003, viene scambiato per Gary ‘The Glove’ Payton e Desmond Mason dei Seattle Supersonics. Qui fa la sua miglior stagione in carriera nella stagione 2004-2005 centrando i playoff, cifre da capogiro per tutta la lega durante tutta la regular season, poi la sconfitta contro i San Antonio Spurs, all’apice della loro maturità cestistica.

Comincia a capire che non sta vincendo nulla, quando dovrebbe essere il contrario, ha solo quell’ossessione di azzannare la partita, quell’ossessione di essere il migliore, e quell’ossessione di vincere quell’anello Nba che ha sfiorato con i Bucks, e che credeva fosse suo contro l’impossibile quando era a Seattle. Durante il draft del 2007 la svolta: Allen e Glen ‘Big Baby’ Davis vanno ai Boston Celtics in cambio di Delonte West e Wally Szczerbiak.

Ray Allen

Ray Allen. Fonte: Keith Allison (Flickr.com)

D’ora in avanti si creerà il trio cestistico più romantico, più guerriero degli ultimi anni della Nba : Garnett- Pierce -Allen. ‘The Big Ticket’, ‘Candyman ‘ e ‘The Truth’ dominano ad est, nella regular season, con un Ray Allen con quasi al 40% dal tiro da 3, nei playoff invece stenta a decollare, sia al livello realizzativo che mentale, fino alle finali Nba raggiunte per la prima volta e da affrontare contro i nemici di sempre: i Los Angeles Lakers. Qui avviene la sua trasformazione: gara da 26 punti e titolo in tasca per Boston. L’apice della sua carriera.

Ossessione curiosa

Ray Allen aveva una ossessione curiosa, nel riscaldamento prepartita se lui non riusciva a mettere 3 Tiri da 3 da tre posizioni differenti non si andava a cambiare per il match imminente e addirittura ci sono state partite cominciate in ritardo per via di questo suo curioso pre-game.

 

Nuovo capitolo:

Nella stagione 2012-2013 riceve una chiamata dai Miami Heat di LeBron e Wade e accetta senza pensarci due volte. Entra nel team dei campioni in carica e ritorna quella strana ossessione di vincere persa a Boston ,dopo aver raggiunto l’apice della carriera, aver battuto qualsiasi record ed essere battezzato come il miglior tiratore di tutti i tempi. Gioca una stagione sublime coronata da playoff a dir poco incredibili, per un giocatore diventato sempre più glaciale e determinante per qualsiasi spogliatoio, capace di battere altri record e regalare il titolo con uno dei canestri più belli della storia. Finali Nba contro i San Antonio Spurs in una delle serie più belle di tutta la storia di questo sport meraviglioso. Mancano quasi 4 secondi alla fine del quarto quarto, con la partita sul +3 Spurs e serie 3-2 per San Antonio. In un’azione rocambolesca la palla arriva in angolo dove c’è lui, ‘Candyman ‘ con il 34 sulle spalle, il numero che lo ha consacrato alla leggenda, tira in maniera elegante, quasi poetica l’ennesimo tiro da tre punti della sua carriera, con addosso nel vero senso del termine Tony Parker.

Ray Allen

Ray Allen

Quella palla entra, Miami pareggia i conti , vince la partita ai supplementari e poi vincerà il titolo a gara 7. Per Allen è il titolo più bello,ma anche il suo ultimo trofeo di una carriera leggendaria.

Thank you for all Ray ‘Jesus’ Allen.

Per NBA Passion,
Luca Castellano

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