Rimbalzi, questione di rimbalzi

di Marco Tarantino
Brook-lopez-robin-Rissa Bulls-Thunder, Robin Lopez, centro dei Chicago Bulls

Robin Lopez, Taj Gibson, ma anche Bobby Portis e Felicio, con meno attitudini ma a suo modo anche Nikola Mirotic: l’inizio di stagione dei Chicago Bulls sembra essere nettamente cambiato rispetto alle ultime stagioni in cui c’erano sotto canestro Noah e Pau Gasol, per un semplice motivo esemplificabile in due parole, rimbalzi offensivi.

Se il gioco preferito di Joakim era palla in mano (soprattutto nelle gare in cui mancava dal campo Rose per via, a sorpresa, di infortuni) mentre Pau Gasol non ha la fisicità e l’esplosività per essere un rimbalzista offensivo di primo livello all’età attuale, con Robin Lopez e Taj Gibson a comporre il quintetto titolare con Wade-Rondo-Butler, i Chicago Bulls hanno aumentato e non di poco la loro presenza a rimbalzo nel pitturato avversario, riuscendo a trasformare in punti tantissime seconde occasioni dopo aver raccolto proprio rimbalzi offensivi.

Questione di rimbalzi:

13.4 i rimbalzi offensivi di media, nessuno ne controlla tanti. Il merito? Di Robin Lopez, di Taj Gibson, due lunghi davvero fantastici a livello di forza fisica ed esplosività messa in campo in questo avvio di regular season. Andiamo a vedere tre dati statistici che ci fanno capire quanto i Chicago Bulls stiano lavorando bene nel pitturato:

Rimbalzi per gara: i Chicago Bulls ne raccolgono in media 47.2 per gara. Numeri spaventosi, la terza migliore della lega dopo Nuggets e Phoenix Suns. Ieri contro Miami 48 raccolti, contro i 46 degli avversari, con 12 rimbalzi offensivi, di cui 7 indovinate di chi? Mr Robin Lopez.

Percentuale di rimbalzi per gara: i Chicago Bulls sono al secondo posto ( a pari merito con gli Hawks). per percentuale di rimbalzi raccolti in una gara. I Tori hanno il 53.9% di rimbalzi di ogni sfida in media. Meglio di loro? Solo i Nuggets con il 54.3%

Rimbalzi contestati per gara ovvero rimbalzi presi con avversari ad un metro di distanza al massimo da chi raccoglie il possesso: nessuno fa meglio dei Chicago Bulls, con 18.8 per gara. Da qui la fatica contro Miami, un’altra squadra che in questa statistica se la cava: 16.1 per gli Heat, quarta forza della lega.

Le rotazioni dei lunghi dei Chicago Bulls:

Chicago Bulls forward Taj Gibson reacts as he looks at a score board after missing a basket during the first half of an NBA basketball game against the Indiana Pacers in Chicago on Saturday, March 23, 2013. (AP Photo/Nam Y. Huh)

Chicago Bulls forward Taj Gibson reacts as he looks at a score board after missing a basket during the first half of an NBA basketball game against the Indiana Pacers in Chicago on Saturday, March 23, 2013. (AP Photo/Nam Y. Huh)

Hoiberg era partito con un piano di rotazioni, a livello di lunghi che doveva comprendere anche Nikola Mirotic in quintetto, con Robin Lopez, per allargare maggiormente il campo. Ma la scarsa vena del nazionale spagnolo in allenamento e durante la preseason ha fatto cambiare le carte in tavola a Fred. Dentro Taj Gibson a blindare il frontcourt dei Chicago Bulls con Robin Lopez.

Gli uomini:
Robin Lopez-Gibson starter
Mirotic-Portis-Felicio dalla panchina

Le rotazioni: 
Primo cambio a livello di lunghi è sempre Nikola Mirotic, verso metà o fine del primo quarto a seconda dello sviluppo della gara ovviamente. Terza scelta nel frontcourt sarebbe stata rappresentata da Felicio, secondo l’idea di inizio stagione di Hoiberg, ma le buonissime prove di Bobby Portis gli hanno fatto scalare le gerarchie diventato di fatto il 4° lungo dietro Mirotic, con il centro brasiliano relegato a quinta scelta, con poche possibilità di avere tanti minuti a disposizione. Il motivo? Esigenza tecnica.
Felicio porta tanta energia, tanta forza nel pitturato ma non ha un jumper ben costruito. Difesa si, attacco no.
Bobby Portis porta un buon jumper, energia, meno difesa ma più possibilità offensive.

Conclusioni: cosa manca al reparto lunghi dei Chicago Bulls?

Pau Gasol in azione

Pau Gasol in azione

Con l’addio di Pau Gasol i tiri presi dal catalano sono suddivisi tra Robin Lopez e Taj Gibson: certo non sono giocatori in grado nei minuti finali di potersi caricare di falli per andare in lunetta oppure di essere decisivi con canestri facili ma i due lunghi si stanno dividendo praticamente in parti esatte le gare. Quando Robin Lopez è in giornata a livello offensivo, Taj pensa a blindare maggiormente in difesa, quando Gibson si trova con la mano calda, l’ex Knicks tende a lasciargli più tiri, l’attacco dei Bulls converge più sul suo gioco in post. Forse a livello numerico visto l’apporto finora davvero scarso di Nikola Mirotic, manca un giocatore da rotazione che possa dare punti facili, visto che Niko a volte forza troppo delle giocate da tre punti che si tramutano o in triple pazzesche oppure in mattonate e giornata da 0 su 4, 0 su 5. Insomma il ragazzo è troppo discontinuo ed umorale. Servirebbe un lungo con le peculiarità magari di Okafor dei Sixers che potrebbe essere chiuso da Embiid a Philadelphia e potrebbe invece tornare molto utile a Chicago, magari andando a sacrificare proprio Nikola Mirotic, proprio Felicio e proprio una guardia come Valentine che fatica ad entrare ad ora nelle rotazioni. Ovviamente si tratta di mercato fantascientifico ma da qui alla deadline i Bulls potrebbero fare un affondo…

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