I New York Knicks ci sono. 8 vittorie nelle ultime 11 partite, prestazioni convincenti, attacco e difesa molto migliorati e giochi individuali e di squadra che hanno fatto un passo in avanti consistente. Negli ultimi articoli ho elogiato Rose e Porzingis, e devo dire che ancora ora sono 2 elementi assolutamente fondamentali nella ripresa dei Knicks e in questa striscia positiva che sorprende in molti ma in questo articolo è giusto tessere le lodi della vera stella ( della squadra: Carmelo Anthony.
Il buon Melo, nelle ultime partite, ha innalzato davvero il livello del suo gioco offensivo, contribuendo come può anche a livello difensivo: ovviamente è sopratutto nella metà campo avversaria che Carmelo si è dimostrato, come nelle stagioni passate, davvero decisivo. Merito di una tecnica che lo mette tra i primi 5 giocatori del pianeta a livello offensivo (se non tra i primi 3); merito di una squadra che finalmente sta mostrando cosa è capace di fare, anche se i primi infortuni (vera problematica che può separare i Knicks dai tanto desiderati Playoff) cominciano a palesarsi.

Carmelo Anthony
Giudizi e commenti a parte, analizziamo le statistiche: nelle ultime 11 partite, Carmelo Anthony ha messo a referto 22,5 punti di media, 6,5 rimbalzi e 2,5 assist, con il 40% dal campo e il 38% da tre. Questi numeri invece diventano impressionanti quando i compagni di quintetto si chiamano Derrick Rose, Kristaps Porzingis e Courtney Lee, ragazzi che si prendono tanti tiri (rispettivamente 15, 16 e 9 tiri tentati in media a partita) e che spesso gestiscono l’azione offensiva autonomamente, senza coinvolgere Melo.
Probabilmente Carmelo Anthony, nella sua carriera ai Knicks, non aveva mai avuto un quintetto così equilibrato ed un roster così ben amalgamato, e immaginare un Carmelo un po’ “egoista” che continuava a prendersi i suoi tiri , trascurando le varie alternative possibili, poteva essere pronosticato. Invece lui è riuscito ad adattarsi bene in questa nuova situazione, i tiri vengono divisi bene, e lui rimane la stessa indiscussa di questa squadra, consapevole però che deve essere aiutato per arrivare ai Playoff, e per essere la vera anti-Cavs (anche se probabilmente è troppo presto per essere considerati davanti ai Celtics, Raptors e Bulls).

Con un Carmelo Anthony così, si può sognare
Il risultato di tutto questo è che i Knicks hanno un record di 11-9, riescono ad avere un buon ritmo, i tiri arrivano dopo un buon gioco di squadra (nella maggior parte dei casi e tralasciando gli isolamenti), e la giusta divisione di responsabilità sta aiutando la squadra nelle percentuali. A proposito di percentuali, nell’analisi dei numeri del n.7 dei Knicks, è da notare il 38% da 3 delle ultime 11 partite e il fatto che non prendeva così tanti tiri da 3 dalla stagione 2012-2013.
Parliamoci chiaro: l’analisi che stiamo facendo non ci porta a dire che Carmelo sia un altro giocatore rispetto agli altri anni: l’Anthony di ora non è diverso rispetto a prima come tecnica ma ora è semplicemente più maturo, dà lo spazio giusto a chi lo merita, magari prendendo qualche tiro in meno (nelle ultime 5 stagioni, il suo dato di tiri tentati per partita è il secondo più basso), e così la squadra prende buoni tiri, segna e vince.
I playoff sono davvero raggiungibili, e probabilmente si può mirare anche a non qualificarsi negli ultimi posti della Eastern Conference. Per fare questo però serve che tutto continui a funzionare in questo modo: con un grande Anthony, un Rose definitivamente ritrovato, un talento davvero cristallino come Porzingis, e una panchina incisiva grazie a Jennings, Holiday e O’Quinn.

