Brooklyn Nets, su che basi ricostruire la franchigia?
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Brooklyn Nets, su che basi ricostruire la franchigia?

Brooklyn Nets

Brooklyn Nets, su che basi ricostruire la franchigia?

I Brooklyn Nets sono la squadra peggiore della NBA, senza se e senza ma. A New York tutti si attendevano una pessima stagione e le attese sono state rispettate: ultimo posto della Eastern Conference (record 12-53), seconda peggior difesa e terz’ultimo attacco.

L’origine del misfatto

Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri, ma il vero artefice di questo dramma sportivo non può che essere Mikhail Prokhorov. Il vulcanico presidente dei Nets che aveva promesso un titolo in 5 anni, nel 2013 imbastì una folle trade con i Celtics: Jason Terry, Kevin Garnett e Paul Pierce (tutti ultratrentenni) in cambio di tre prime scelte non protette. La tattica “‘tutto e subito’ non ebbe però l’effetto desiderato. Complici le difficoltà di coach Kidd, i problemi fisici di Garnett e i vari malumori dei giocatori (Pierce in primis), i Nets vennero facilmente sconfitti da Miami nelle semifinali di conference.

Durante l’offseason, Pierce uscì dal contratto, Kidd se ne andò sbattendo la porta e anche Garnett l’anno successivo lasciò la Grande Mela per trasferirsi nella sua amata Minnesota. Questi cinque anni che avrebbero dovuto portare gioie e anelli a Brooklyn, si sono trasformati in una serie di insuccessi tanto prevedibili quanto tristi.

 Parola d’ordine: Ricostruire

I Nets di oggi sono una squadra allo sbando, senza un filo di gioco e guidata da un coach giovane e inesperto come Atkinson. Come se non bastasse, Brooklyn non potrà disporre di prime scelte fino al 2019 a causa della trade con i Celtics; un problema non da poco per una franchigia che deve rifondare il più presto possibile. Il roster è “vecchio” e povero di qualità, con Brook Lopez come unico giocatore di un certo livello. Il fratello di Robin sta giocando una pallacanestro superba (20 punti, 5.2 rimbalzi, 2.6 assist, 1.7 stoppate a partita) ma il supporting cast non è all’altezza degli standard NBA. Non è però tutto da buttare: la scoperta di alcuni giovani interessanti, anche se acerbi, fa ben sperare per le prossime stagioni.

Giocatori come Chris LaVert e Isaiah Whitehead hanno ben impressionato la dirigenza e possono rappresentare il punto di partenza per i Nets del futuro. Di positivo c’è anche l’esplosione di Sean Kilpatrick e l’aver trovato in Jeremy Lin un buon playmaker; se l’ex Hornets non si fosse infortunano quasi subito, Brooklyn avrebbe conseguito qualche vittoria in più.

Il futuro non promette niente di buono e difficilmente i tifosi potranno dormire sonni tranquilli. L’unica soluzione per il GM Sean Marks è cedere Lopez a fine stagione in cambio di prime scelte e cominciare la tanto sospirata ricostruzione. Questa volta, per tornare nell’èlite del basket, ci vorranno più di cinque anni.

Daniele Guadagno
dany20991@gmail.com

Daniele Guadagno, redattore per NBAPassion.com

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