Home NBA, National Basketball AssociationLicenziato Phil Jackson: e vissero tutti felici e contenti?

Licenziato Phil Jackson: e vissero tutti felici e contenti?

di Daniele Guadagno

Dopo lunghe e attente considerazioni abbiamo deciso di separarci“.

Si chiude con questa lettera di licenziamento l’avventura di Phil Jackson nella Grande Mela. Secondo ‘The Vertical’, il patron Dolan non avrebbe digerito la scelta di scambiare quest’estate Kristaps Porzingis, il futuro della franchigia. Il rapporto con la tifoseria non è mai stato esaltantate, anzi; Spike Lee su tutti è stata la voce di una città che non ha mai sopportato una personalità cosi ingombrante in una piazza abituata ad alti palcoscenici. I risultati del progetto Jackson sono stati impietosi: in tre stagioni i Knicks non hanno mai vinto più di 32 partite in una singola regular season. Record totale di 80 successi e 166 sconfitte, culminate senza alcuna apparizione ai playoff. Troppo poco per meritare una riconferma.

Phil Jackson, ex presidente dei New York Knicks

Il triangolo no

Lo aveva detto anche Kobe nella sua ultima visita al Garden: “Non c’è nessun triangolo“. Difficile dargli torto; a New York quel famoso Triangle Offense non l’hanno mai visto. Jackson ha tentato di inculcare i suoi schemi nella testa degli allenatori, ma con scarso successo. Ne Fisher, ne Hornacek hanno potuto (voluto) adottare in campo un gioco cosi obsoleto. La tattica è sempre la stessa, ma i giocatori e la pallacanestro cambiano e si adattano a nuove condizioni; il triangolo invece non ha mostrato alcuna innovazione in questo senso.

 

Rapporto con Anthony

L’idea iniziale di Jackson era costruire intorno a Carmelo una squadra che attraverso il draft sarebbe tornata a lottare per il titolo. Convinto dal Maestro Zen, l’ex Nuggets tre anni fa aveva firmato un quinquennale da 120 milioni. Una decisione sensata a priori: Melo era (ed è) uno dei migliori giocatori in circolazione soprattutto in fase offensiva. Purtroppo però la sua pessima attitudine difensiva, unita ad una mentalità da perdente, lo hanno reso un problema per i Knicks. L’ex coach dei Bulls lo ha spronato in tutti i modi, punzecchiandolo perfino in conferenza stampa, ma non c’è stato verso. La tifoseria si è opposta, Anthony ha raggiunto lo sfinimento psicologico e Jackson fino al suo esonero a cercato una trade per liberarsene. Incredibile come il rapporto presidente-giocatore possa distruggere un ambiente…

 Un futuro incerto

Ora rovesciamo la medaglia. E se non fosse tutta colpa di Phil Jackson?. Tralasciando certi errori di mercato (Noah in particolare), bisogna riconoscergli alcuni colpi di genio: ha portato nella Grande Mela il tanto fischiato Porzingis, vinto la scommessa Rose e scelto al draft di quest’anno il talento francese Ntilikina. Molti critici dimenticano che Phil Jackson è stato il coach più vincente di sempre. L’uomo degli 11 anelli, 6 con Jordan e 5 con Bryant. Colui che domò quella testa calda di Rodman e che rivoluzionò la pallacanestro americana. Forse avrebbero dovuto dargli più tempo, dopotutto, Roma non fu fatta in un giorno. Ma in una New York in preda al caso, la franchigia ha deciso di licenziare quello che agli occhi di tutti era l’unico responsabile, senza dargli un’altra chance. Il futuro dei Knicks è più che mai incerto; ricostruire dopo la cura Jackson non sarà semplice.

You may also like

Lascia un commento