Home NBA, National Basketball AssociationNBA News Adam Silver su una possibile espansione: “Guardiamo anche fuori da USA e Canada”

Adam Silver su una possibile espansione: “Guardiamo anche fuori da USA e Canada”

di Filippo Beltrami

Anche quest’anno il commisioner Adam Silver ha tenuto l’usuale conferenza stampa prima di gara 1 delle NBA Finals in cui ha parlato degli obbiettivi futuri della lega. E con il contratto collettivo già siglato nella scorsa estate, anche quest’anno Silver ha parlato di una possibile espansione della lega.Non è scontato che questa volta ci espanderemo, ma so che c’è un interesse enorme là fuori. E per quanto mi riguarda, sì ci sono individui facoltosi ed istituzioni che vorrebbero investire e acquistare squadre NBA, ma penso che spetti alla lega guardare in modo globale perché c’è da guardarci dentro bene ovviamente.

L’ultima volta che la NBA si è espansa è stato il 2004, quando arrivarono i Charlotte Bobcats. Da allora il valore di una franchigia è passato dal valere milioni al valere miliardi. E nel caso di una nuova possibile espansione, questo valore non farebbe che alzarsi ancora di più.

Se Seattle e Las Vegas sembrano le due principali città candidate ad ospitare una nuova franchigia NBA, il commisioner non ha però neppure chiuso all’idea di aggiungerne una al di fuori degli Stati Uniti. “Ad un certo punto ci piacerebbe guardare al di fuori di Stati Uniti e Canada. Questo potrebbe non essere il momento giusto, ma io penso anche a lungo termine.”

Adam Silver ha parlato anche dell’imminente contratto per i diritti televisivi

Un altro dei punti toccati nella conferenza stampa è l’imminente contratto per quanto riguarda i diritti televisivi. Secondo il The Wall Street Journal, la lega starebbe trattando con gli emittenti ESPN, Amazon e NBC per una somma che si aggira attorno ai 76 miliardi di dollari in 11 anni. “È complicato quando ci sono più partner che cercano cose simili. In molti casi basta solo capire il modo giusto per bilanciare queste richieste. Noi tendiamo a fare affari a lungo termine. Pensiamo che sia giusto per la stabilità della lega, ma allo stesso tempo significa anche predire il futuro cose che, ovviamente, è impossibile.”

Se da una parte arrivano nuovi partner, dall’altra alcuni se ne vanno. Questo è ciò che capiterà all’emittente TNT, e quindi alla fine del pluripremiato programma “Inside the NBA” con Ernie Johnson, Shaquille O’Neal, Charles Barkley e Kenny Smith. “È stato difficile, specialmente perché quel programmo è speciale,” ha detto Adam Silver. “Da una parte, quella della lega, è fantastico avere molti pretendenti che ti vogliono. Allo stesso tempo mi mette a disagio il fatto che alla fine ci saranno così tanti pacchetti televisivi e ci sarà da distribuire lo stesso numero di Finali NBA e lo stesso numero di partite di playoffs e di regular season.”

Anche l’internazionalizzazione della lega non è mancata

Riguardo poi all’internazionalizzazione della National Basketball Association, Silver si è detto apertissimo a questa, e alla domanda se vedeva un problema nel fatto che i prossimi giocatori a rappresentare la lega fossero internazionali ha detto: “Mi sta assolutamente bene.” Il commisioner ha poi “puntato il dito” su Luka Doncic e Giannis Antetokounmpo come giocatori esempio. “Penso che se quel giocatore entra a far parte di quella comunità, vive in quella comunità, dona se stesso o se stessa nella WNBA a quella comunità, allora diventa parte integrante di quella comunità.”

Sono state toccate anche questioni riguardanti il campo

L’ultimo argomento toccato è stato più riguardante il campo, infatti si è parlato di replay center e dei challenge degli allenatori. Avendo causato più di una controversia in partite di alto livello in questa postseason e non solo, Silver ha ammesso come la lega debba continuare a migliorarsi sotto questo punto di vista. “È una cosa di cui abbiamo parlato molto sia con l’associazione giocatori che quella degli arbitri. Penso che una volta finita questa stagione, forse metteremo anche insieme una task force dei due gruppi,” ha detto Adam Silver.

Per quanto riguarda la decisione degli arbitri di decidere o meno se fare una chiamata o no, il commisioner ha parlato di come l’avvento della tecnologia possa aiutare la NBA sotto questo aspetto. “C’è una categoria di chiamate obiettive che non si possono cambiare sul campo ma che invece si possono tirare via dal replay center. La tecnologia potrebbe aiutarci a capire quale delle cento dita sul campo ha toccato la palla per ultima. Come ho già detto, ci stanno già lavorando a questo. Ma la tecnologia sistemerà questo, e stessa cosa anche per i replay.”

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