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All-Star Game, per il 2026 si pensa a un torneo di 1vs1 (e non solo)

di Michele Gibin

Il formato dell’All-Star Game a torneo a 4 squadre non ha convinto ma quest’anno potrebbe non essere il formato in sé, quanto i tempi troppo dilatati per esigenze di sponsor e televisive e promozionali, ad averne sancito il fallimento.

In attesa di capire se il format a 4 squadre con un torneo stile Final Four tornerà anche nel 2026, e con quali eventuali modifiche, per la prossima stagione alcune proposte e idee sarebbero già al vaglio, per cercare di tenere in vita una kermesse verso cui per primi i giocatori – ed è questo il problema principale – non mostrano più il minimo interesse.

Dall’anno prossimo in America sarà NBC a trasmettere l’All-Star Game ereditandolo da TNT. Che è il network che ha contribuito allo sfacelo dando tempo e spazio interminabile al talk show Inside the NBA con Shaquille O’Nea, Charles Barkley e soci. NBA avrebbe discusso con la NBA di iniziare prima l’All-Star Game, a un orario più accessibile come il tardo pomeriggio per non finire troppo tardi la sera soprattutto per gli spettatori della costa Est. Una modifica che verrebbe peraltro incontro ai telespettatori esteri, in Europa e in Asia con l’evento che potrebbe iniziare attorno alle 23:00 ora italiana (e non più alle 02:00). Nel 2026 l’All-Star Game cadrà in mezzo alle Olimpiadi Invernali di Milano e Cortina e andrà trovata adeguata fascia oraria per non perdere spettatori.

Ispirata dal torneo di uno contro uno che la lega sperimentale femminile di 3X3, la Unrivaled creata da Breanna Stewart e Napheesa Collier, ha introdotto quest’anno, la NBA potrebbe organizzare per l’All-Star Game 2026 un suo torneo di 1 vs 1 tra le star. Con un adeguato premio in danaro, di 1 milione di dollari per il giocatore vincente sempre sul modello di Unrivaled, con Napheesa Collier che si è portata a casa 200mila dollari. Un’idea cui a parole nomi come Kyrie Irving, James Harden, Giannis Antetokounmpo e Kevin Durant si sono già detti d’accordo. “Penso sia un’idea solida e penso che i giocatori la accoglierebbero bene“, ha risposto KD a domanda.

Per ovviare al problema ormai atavico della mancanza di giocatori rilevanti alla gara delle schiacciate, il rimedio sarebbe quello di aprire ancora una volta i cordoni della borsa e invitare i grandi nomi a partecipare. Dopo la performance di Mac McClung, dunker professionista e giocatore di G-League prestato all’evento, e che ha vinto le ultime tre edizioni dello Slam Dunk Contest, il solito Giannis Antetokounmpo, Ja Morant, Zach LaVine e Aaron Gordon si sono sfidati ufficiosamente per il prossimo anno. Non una novità, anche in passato persino LeBron James si era autocandidato per poi tirarsi indietro.

Il progetto più ambizioso, sul quale occorrerebbe lavorare e che però resta realisticamente l’ultima grande carta da giocare, sarebbe la tanto immaginata sfida USA vs Resto del mondo. I giocatori non americani NBA sono ormai pronti, di un livello mai così alto e pari a quello dei grandi USA, con Luka Doncic, Nikola Jokic, Giannis Antetokounmpo, Shai Gilgeous-Alexander, Karl-Anthony Towns e gli All-Star Domantas Sabonis, Pascal Siakam, Alperen Sengun, Victor Wembanyama, Franz Wagner, Kristaps Porzingis, e ancora Jamal Murray, Andrew Wiggins, Lauri Markkanen e RJ Barrett.

I problemi principali sarebbero che in una sfida del genere i posti in squadra per gli All-Star USA sarebbero solo 12 invece che 24, e ci sarebbe la questione di come dare su una partita di 48 minuti adeguato spazio a tutti. Anche in questo caso una soluzione a torneo o a una sfida al meglio delle 3 partitelle sarebbe più indicata. I più arditi si sarebbero spinti a proporre un All-Star Game USA vs Resto del mondo da giocare all’estero, in una grande città europea o a Dubai o Abu Dhabi. Con tutte le problematiche logistiche del caso. Come portare ad esempio e soprattutto organizzare “fuori sede” un carrozzone così elefantiaco, con tutti gli eventi del venerdì e del sabato? E come creare e proporre all’audience soprattutto americana un evento NBA all’estero, con il fuso orario e l’effetto lontananza da casa?

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