Atlanta Hawks, come cambia il roster delle squadra di Trae Young dopo una free agency e un mercato NBA vissuti da protagonisti?
Dopo la fine di una stagione NBA 2021\22 deludente, che aveva visto gli Hawks finalisti della Eastern Conference risalire dal basso e issarsi fino a quota play-in, superarli e poi cedere per 4-1 al primo turno contro i Miami Heat ai playoffs, il general manager della squadra Travis Schlenk aveva preannunciato “grossi cambiamenti”.
E così è stato. Atlanta ha deciso di accontentare le richieste onerose in termini di scelte future al draft per arrivare via trade a Dejounte Murray, corteggiato in prima persona anche da Trae Young e considerato il partner ideale difensivo per Ice Trae. A fare le valigie è stato Danilo Gallinari, un prezzo onesto da pagare in termini di giocatori.
Il tanto chiacchierato John Collins è rimasto a roster, un anno dopo il cospicuo rinnovo di contratto gli Hawks non hanno trovato squadre pronte a soddisfare le (alte) richieste sul mercato, così come per Clint Capela. A partire in una trade utile ad alleggerire il monte salari è stato invece Kevin Huerter, guardia\ala da Maryland e volato ai Sacramento Kings.
Atlanta Hawks, come cambia il roster dopo il mercato
La prima novità è arrivata in realtà dal draft 2022. Con la chiamata numero 16 è arrivato da Duke AJ Griffin, ala che andrà a rimpiazzare Gallinari assieme a Justin Holiday.
Il colpo di mercato, tra i più importanti, è stato quello di Dejounte Murray. Atlanta ha deciso di soddisfare le richieste degli Spurs per l’ex Washington University e ha girato a San Antonio ben 4 prime scelte future al draft:
- prima scelta 2023 (via Charlotte) protetta top 14
- prima scelta 2025 non protetta
- prima scelta 2027 non protetta
- prima scelta 2026 (diritto di scambio a discrezione di San Antonio)
Le 3 future scelte non protette sono sembrate un prezzo troppo alto, o perlomeno troppo rischioso per gli Hawks, il cui obiettivo è però concludere qualcosa ora, con Trae Young, John Collins, Clint Capela e la crescita di giocatori come De’Andre Hunter e Onyeka Okongwu.
Schenk sa che, con buona approssimazione, parte del patrimonio di scelte speso per Murray potrebbe rientrare in futuro con delle trade per Collins o Bogdan Bogdanovic, e dalla trade in uscita per Huerter ha ottenuto da Sacramento una prima scelta futura.
Dejounte Murray vale il patrimonio speso? Atlanta lo scorso anno fu 26esima per defensive rating, 21esima per punti subiti, 19esima per punti in area subiti e ultima per punti per possesso (1.20) subiti in transizione. La difesa in transizione è stata il vero punto cedevole della difesa di Atlanta, oltre alla vulnerabilità di un Trae Young ancora indietro nella sua metà campo per concentrazione e intensità fisica.
Dejounte Murray è stato secondo quintetto difensivo NBA nel 2018, leader nei recuperi nel 2021\22 (2.0 di media) ed è il pericolo pubblico numero uno NBA sulle linee di passaggio, con le sue braccia lunghe e i piedi rapidi. Le sue cifre stagionali lo scorso anno, in una stagione da All-Star, sono state “gonfiate” da una versione decisamente minore dei San Antonio Spurs, ma la partnership con Trae Young ha abbastanza senso – sulla carta – per giustifica la spesa di Atlanta.
Murray marcherà costantemente la guardia\ala avversaria più forte, in modo più efficace di quanto fatto in passato da Huerter, e con Hunter e Okongwu formerà un terzetto di difensori atletico e dalle braccia infinite. La quadra andrà trovata in attacco: Dejounte ha gestito il pallone da point guard per tre stagioni a San Antonio, ad Atlanta dovrà imparare a giocare da “2” senza iniziare l’azione. Murray è un tiratore da 33% in carriera da tre e predilige il gioco midrange, sia lui che Young sono grandi penetratori e dovranno cercare di non trovarsi entrambi allo stesso momento dietro la linea del pallone dopo un errore e persino dopo canestro subito. Coach McMillan avrà da lavorare.
Come giocheranno gli Atlanta Hawks 2022\23?
Il quintetto base sembra scolpito nella pietra:
- Trae Young
- Dejounte Murray
- De’Andre Hunter
- John Collins
- Clint Capela
Murray ma soprattutto Hunter e Collins dovranno dimostrarsi scorer secondari affidabili accanto a Young. Con l’ex Spurs i lunghi avranno un partner di pick and roll in più , soprattutto in situazioni di transizione offensiva dove Murray è al suo meglio.
Dalla panchina sarà Bogdan Bogdanovic il sesto uomo. Bogi dovrà almeno all’inizio accettare un ruolo che non ha mai sentito del tutto suo, già a Sacramento (che preferì Hield al suo posto), ma senza Huerter non avrà grande competizione per i minuti, davanti ai fratelli Justin e Aaron Holiday. Onyeka Okongwu sarà il primo cambio dei lunghi, e se Atlanta metterà ancora mano al mercato sarà pronto a prendere il posto in quintetto base di Capela o Collins. Dalla free agency è alla fine arrivato Frank Kaminsky, e l’ex Duke Jalen Johnson potrebbe avere una chance di guadagnarsi spazio a stagione in corso.

