Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiBrooklyn Nets: tra aspettative ed interrogativi

Brooklyn Nets: tra aspettative ed interrogativi

di Andrea Indovino
media day Brooklyn Nets nets durant

I Brooklyn Nets, nell’estate 2019, sono andati all-in. Vincere, subito. Il diktat della franchigia newyorkese, per cercare di scrollarsi di dosso l’etichetta di franchigia ‘brutto anatroccolo‘ della città della Grande Mela. E sono usciti dalla free agentcy scorsa come una squadra ‘vincente’. Perchè Kyrie Irving e Kevin Durant non hanno bisogno di presentazioni. Per loro, parlano i curriculum, succulenti.

Poco Irving, niente Durant

Ma i Nets, e tutti lo sapevano, sono andati incontro ad una sorta di ‘congelamento‘, dovuto all’infortunio di KD, a giugno. Ed in più, il difficoltoso inserimento in squadra di Uncle Drew ha complicato i piani della franchigia. Complice la rottura del tendine d’Achille nelle Finals contro Toronto con l’allora sua Golden State, l’ala nativa del Maryland non si è vista in campo per tutta la regular season, almeno fino a quando il commissioner Adam Silver non ha alzato la paletta per decretarne la sospensione, causa il diffondersi della pandemia da Covid-19.

Kyrie Irving.

Ed Irving, campione sul campo ma ragazzo da prendere con le pinze fuori, non ha fatto breccia nei cuori del pubblico del Barclays Center, e del ‘franchising‘ che da lui si sarebbe aspettato tutt’altro impatto. Complici fastidiosi infortuni, al ginocchio ma soprattutto alla spalla, condanne della sua annata 2019/2020, la point guard non ha mai trovato quella continuità necessaria per poter esplodere. In campo solo in 20 partite, ha scritto 27.4 punti, 5.2 rimbalzi e 6.4 assist di media a partita. Numeri che potrebbero far pensare che l’ex Cavaliers e Celtics abbia aiutato con la sua enorme classe tutto il resto della squadra, quando presente, ma invece non è stato così. Con KI sul parquet, Brooklyn è finita in luoghi di purgazione. Squadra dall’encefalogramma piatto, senza mordente, che ai numeri del suo leader ha fatto seguire sconfitte evitabili, e spesso ‘rumorose‘. Nè carne nè pesce, insomma, per un complesso che invece aveva ben altro in mente.

Brooklyn Nets: l’allontanamento di coach Atkinson

Difficoltà incontrate: tante. Che ne hanno infestato l’andamento in regular season. In cui i Nets sono andati meglio senza Irving che con lui in campo, e che hanno portato poi all’addio a sorpresa a coach Kenny Atkinson. All’indomani di un netto successo della sua Brooklyn, contro San Antonio, segnando 140 punti in faccia al santone Popovich. Strano il basket. Ma a far prendere la decisione ‘capitale‘ al general manager Sean Marks e al front office dei Nets, è stato l’andamento lento della squadra, che alla pausa ‘vanta’ un record poco appetitoso: 30 vittorie e 34 sconfitte. Settima piazza, con un canyon di 8.5 partite dall’accoppiata Indiana Pacers e Philadelphia 76ers, rispettivamente quinta e sesta forza della Conference. Meno del 50% di vittorie, ma l’Est di questi tempi dà a tutti seconde, terze e quarte chance. E così Brooklyn, con a capo il vice Jacque Vaughn, si ritrova domiciliata molto più in basso, nella Eastern Conference, rispetto a quanto ci si aspettasse ad inizio anno. Questo, in attesa di capire se, come e quando la stagione ripartirà.

kenny atkinson nets

Kenny Atkinson, ormai ex allenatore dei Brooklyn Nets.

Non sarà quindi Kenny Atkinson, da più di tre stagioni l’allenatore dei Nets, con un bilancio complessivo di 118 vittorie e 190 sconfitte, ad allenare la coppia delle meraviglie Kyrie Irving-Kevin Durant, mai potuta schierare in campo quest’anno per il recupero lungo e tortuoso dell’ex superstar degli Warriors. Silurato con due righe di comunicato ufficiale, l’ex head coach: “Dopo aver discusso insieme a Kenny i progressi fatti in questa stagione, ci siamo trovati d’accordo nel ritenere che un avvicendamento in panchina fosse nel miglior interesse della squadra. La decisione presa è tata molto sofferta, ma necessaria”. Allo stato delle cose, il sostituto di Atkinson potrebbe essere Tyronn Lue, ex head coach dei Cleveland Cavaliers e attualmente assistant coach dei Los Angeles Clippers. Lue stesso sarebbe interessato all’incarico. Sarebbe un cambio radicale, un profilo diverso da quello precedente: ma si tratterebbe della scelta giusta?

Toronto Raptors vs Brooklyn Nets ai playoffs?

Se la stagione dovesse ripartire, la Brooklyn che si appresta a chiudere la RS, o ad approcciare i playoffs non vedrà tra le sue fila la coppia delle meraviglie Irving/Durant (a meno che il via non verrà dato dopo l’estate, a settembre inoltrato) ed in quel caso entrambe le superstar potrebbero ricevere disco verde dai medici per poter riassaggiare il campo. Pertanto, salvo sorpresone, vivremo dei Nets guidati dal condottiero che non t’aspetti, Vaughn, con Caris LeVert stella della squadra, protagonista di favolosi exploit in stagione (ricordate i 51 punti segnati al TD Garden, travestito da Michael Jordan?). E Joe Harris, Spencer Dinwiddie e DeAndre Jordan bocche da fuoco che avranno il compito di non far rimpiangere gli assenti illustri. Alla finestra, c’è Toronto (seed numero 2) che affila le armi. Vogliosa di difendere l’anello, seppur priva del mostro sacro che di nome fa Kawhi.

Caris LeVert a duello con Kemba Walker.

Il vero esame, per Brooklyn, si terrà a partire dal prossimo anno, quando le due stelle conclamate per portare nella Grande Mela un trofeo saranno tornate pieno regime. Con un nuovo allenatore, ed una probabile terza stella a roster. Salary cap permettendo, in previsione di un abbassamento della soglia consentita. Oggi, quelli che potrebbero disputare i playoffs partendo col settimo seed, sono dei Nets non originali, bensì la versione ‘replica’. Una Brooklyn operaia. Che comunque senza fari puntati addosso, e pressione sulle spalle e sulle teste dei giocatori, possono fare bene e sorprendere.

 

 

 

 

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1 commento

Franco 27 Aprile 2020 - 19:53

Io continuo a pensare che la stagione riprendera’ molto avanti,possiamo anche vedere le due stelle quest’anno.

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