Calma piatta con un leggero alito di vento. Si potrebbe riassumere cosi l’ultima giornata utile per fare transazioni per i Boston Celtics, i quali sono stati uno dei team meno attivi della lega nonostante i molti rumor circolati nelle ultime ore. L’unico cambiamento nel roster è stato l’acquisto di Greg Monroe, il quale ha fatto il suo esordio nella partita vinta contro i Washington Wizards.
Il prodotto di Georgetown va ad arricchire un parco lunghi abbastanza ampio che manca di un po di peso sotto canestro (fatta eccezione per Aron Baynes il quale però ha un minutaggio ridotto rispetto agli altri). Il nuovo arrivato potrà aggiungere la sua capacità di essere incisivo dal post alto e basso, sia per crearsi il tiro che per servire i compagni.
Il suo contributo dovrà essere costante soprattutto nella postseason per obbligare squadre come i Toronto Raptors e i Cleveland Cavaliers a non schierare il quintetto con cinque piccoli.
L’ex Phoenix Suns si è dimostrato fin da subito disponibile alla causa Celtics, rendendo ancora più intrigante una squadra giovane come Boston. Sarà molto importante vedere come lui e Kyrie Irving gestiranno le situazioni pick and roll, che potrebbe diventare un’arma mortifera per tutte le difese NBA.
Per quanto riguardo la metà campo difensiva, invece, coach Brad Stevens dovrà toccare i tasti giusti per inserire un difensore mediocre nel sistema della miglior retroguardia della lega. Una delle soluzioni possibili potrebbe essere quella di affiancargli un giocatore solido come Al Horford, con lo spostamento per alcuni minuti di Marcus Morris nella posizione di ala piccola, per nascondere le sue lacune.
Sebbene la possibilità di effettuare scambi sia finita, i Celtics potrebbero ora guardare al mercato dei buyout: quei giocatori cioè che si liberano da una squadra e che sono in cerca di un team che possa arrivare fino in fondo ai playoff.
Uno dei nomi caldi in questo senso è quello di Joe Johnson, appena scambiato dagli Utah Jazz ai Sacramento Kings nella trade a tre che ha coinvolto anche i Cavs.
Il veterano colmerebbe il vuoto dei punti in uscita dalla panchina, dando un contributo regolare, a cui si sommerebbero le prestazioni di Terry Rozier e Marcus Smart su tutti e una buona dose di esperienza.
Il GM Danny Ainge è anche riuscito a trattenere anche Smart che era stato al centro di molte voci nei giorni scorsi. Il prodotto di Oklahoma State sebbene sia ondivago al tiro è l’ancora della difesa e un giocatore difficilmente sostituibile a questo punto della stagione. Il giocatore è al momento alle prese con un infortunio alla mano che lo terrà fuori dai campi fino alla pausa per l’All Star Game.
La dirigenza dei Celtics ha voluto mantenere il cuore della squadra che bene sta facendo in questa stagione e che i tifosi sperano possa fare un cammino molto lungo nei playoff.

