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Draft 2018, un primo bilancio: Se son rose fioriranno

di Daniele Guadagno
NBA Draft 2018

Che il Draft 2018 potesse essere il più talentuoso del nuovo millennio era risaputo da tempo, ma nessuno si sarebbe aspettato un impatto simile dai rookie di quest’anno. La maggior parte dei diretti interessati viaggia ad oltre dieci punti di media e mostra una sicurezza nei propri mezzi da veterano. La carta d’identità non mente, la loro avventura nella massima lega è solo agli albori, ma come dice un noto proverbio: “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Andiamo ad analizzare allora le prime dieci scelte del Draft 2018, esaminando il loro finora breve percorso nella NBA.

DeAndre Ayton

Ruolo: Centro

Stats: 16.2 punti, 10.2 rimbalzi, 0.8 stoppate

I Phoenix Suns con ogni probabilità termineranno la stagione nei bassifondi della Western Conference, ma per lo meno si sono assicurati il centro del futuro: Ayton è un forte lungo di oltre due metri, dotato di un ottimo jumper dal mid-range e un sublime gioco in post. Chiude spesso in doppia doppia anche se in fase difensiva ha ancora molto da lavorare. Le 0.8 stoppate lo rendono il giocatore meno “temibile” tra i centri. Spesso inoltre risulta incostante perché tende a staccare la spina prima della fine della gara. Tuttavia medie del genere nelle ultime stagioni le ha tenute solo Shaq e non tirando col il 64% dal campo. Se guadagnerà maggior sicurezza, Ayton diventerà una superstar.

Chi è DeAndre Ayton?

Marvin Bagley

Ruolo: Ala grande

Stats: 13 punti, 6.8 rimbalzi, 1.2 stoppate

Si parla erroneamente poco del prodotto di Duke. Bagley sta infatti guidando la second unit dei promettenti Sacramento Kings a suon di schiacciate tonanti. Ricorda per certi versi il Chris Bosh di Toronto, anche se non ha ancora sviluppato un tiro da tre affidabile. Sulla fase difensiva ha poco da invidiare ai suoi colleghi più assodati mentre in attacco usa indistintamente la mano sinistra e la mano destra nel gioco in post. Avevano ragione i suoi estimatori al Draft 2018 a ritenerlo il più “pronto” per calcare i parquet NBA; se oggi i Kings si giocano l’accesso ai playoff il merito è anche di Marvin Bagley.

Sacramento Kings 2018/2019

Luka Doncic

Ruolo: Guardia

Stats: 18.5 punti, 6.5 rimbalzi, 4.3 assist

Solo 3 giocatori nella storia NBA hanno registrato numeri del genere alla loro prima stagione in carriera, Micheal Jordan, Larry Bird e Oscar Robertson. Guida la classifica marcatori dei rookie ed è stato il terzo più giovane di sempre a realizzare un trentello in un gara di Regular Season. Sopperisce alla mancanza di un fisico possente ed agile con una tecnica sopraffina ed una leadership innata. Sta tirando con il 46% dal campo e con il 41% da tre, la maggior parte dei quali segnati in step back. Dallas nell’ultima stagione ha chiuso 21 partite con oltre 100 punti segnati, quest’anno è già a quota 25 con ancora mezza stagione da giocare. Si è preso lo scalpo dei Rockets e dei Warriors, ed è quanto mai determinato a riportare i Mavericks in zona playoff.  Il 99% di chi  lo definiva “non pronto” o “non in grado di fare la differenza” in NBA, non aveva mai visto più di 5 minuti del Real Madrid in Eurolega. Effetto Luka Doncic.

Luka Doncic.

Jaren Jackson Jr.

Ruolo: Ala grande

Stats: 13.9 punti, 4.5 rimbalzi, 2 stoppate

L’uomo giusto al posto giusto. Nessun prospetto del Draft 2018 poteva risultare più idoneo al contesto Grizzlies: un’ala forte moderna, abile in difesa quanto letale in attacco. Malgrado un range di tiro rivedibile, Jackson sta tirando con il 33.9% da oltre l’arco. L’intesa con Marc Gasol migliora giorno dopo giorno, cosi come la sua confidenza con il nuovo mondo NBA. Memphis, dopo un anno di purgatorio, è tornata ai vertici della Western Conference, trascinata anche dal suo nuovo baby-prodigio.

Grizzlies-Raptors

Trae Young

Ruolo: Playmaker

Stats: 15.8 punti, 2.8 rimbalzi, 8.4 assist

“Provo ad essere più Steve Nash che Steph Curry”, queste le parole di Young qualche mese fa. Gli 8.4 assist di media lo rendono il quarto miglior passatore della lega, Nash ha raggiunto quella soglia soltanto alla sesta stagione in carriera. Young alterna serate dominanti a gare disastrose, certamente molto meno efficiente al tiro (per ora) dei due sopracitati ma risulta essere un passatore di elite ed uno scorer già di buon livello. Capisce con mezzo secondo di anticipo il comportamento delle difese avversarie e sa mettere i compagni in condizione di fare canestro con facilità. E’ inoltre il secondo giocatore più giovane di sempre con una gara da 35 punti e 10 assist, e il quinto rookie dopo Iverson, LeBron, Kidd e Curry. Il destino degli Hawks passerà con ogni probabilità dalle mani di Trae Young.

Mohamed Bamba

Ruolo: Centro

Stats: 6.7 punti, 4.5 rimbalzi, 1.6 stoppate

La curiosità di vederlo all’opera durante il Draft 2018 era tanta e c’era addirittura chi lo considerava prossimo al premio ROY, ma viste le prestazioni sul campo per ora pare un abbaglio. Mo Bamba è una delle poche delusioni del Draft 2018, almeno per ora. Complice la consacrazione di Vucevic è scivolato in panchina e non ha ancora esordito in quintetto base. Bamba ha mostrato solo in parte il suo esponenziale talento, soprattutto in fase difensiva; è infatti il miglior stoppatore tra i rookie di quest’anno. Il problema semmai è di natura psicologica: a detta del suo coach non ha ancora fatto quel salto di qualità mentale richiesto a tutti gli esordienti per ambientarsi al nuovo mondo NBA. Per sua fortuna le pretese dei Magic non sono molto alte.

mo bamba

Wendell Carter Jr.

Ruolo: Centro

Stats: 11.4 punti, 7.4 rimbalzi, 1.5 stoppate

Forse non diventerà un All-Star, ma di certo un solido giocatore NBA. Wendell Carter è il classico centro difensivo, incaricato di stoppare tutti i palloni che passano nel pitturato. Un giocatore alla Chandler per intenderci, quello che non riempie gli highlights stagionali ma che si sporca le mani per i compagni. Piccoli particolari che possono segnare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Se poi incrementasse la produzione offensiva…

wendell carter jr

Collin Sexton

Ruolo: Playmaker

Stats: 14.5 punti, 3.2 rimbalzi, 2.5 assist

Non è facile giocare in una franchigia rimasta orfana del miglior giocatore del mondo, in particolare se lo spogliatoio nel periodo di massima crisi ti seleziona come capro espiatorio. Eppure Sexton, dopo un inizio in sordina, nell’ultimo mese si è caricato la squadra sulle spalle trascinandola nelle (rare) vittorie stagionali. L’ingresso in quintetto è coinciso con la sua improvvisa crescita. I Cavs grazie al Draft 2018 hanno trovato il loro playmaker del futuro, una discreta macchina da punti che ha ancora ampi margini di miglioramento. Tende ad accumulare infatti molte palle perse, niente però a cui l’esperienza non possa porre rimedio. In estate Cleveland disporrà probabilmente di un’alta scelta, allora potranno essere gettate le basi del post-LeBron, nel quale Sexton ricoprirà un ruolo importante.

Kevin Knox

Ruolo: Guardia

Stats: 8.6 punti, 3.2 rimbalzi, 0.8 assist

Non ingannino le stats soprastanti, nelle ultime due settimane il rookie dei Knicks sta viaggiando ad oltre 17 punti di media con il picco raggiunto nella gara di Milwaukee: 26 punti segnando la tripla del definitivo sorpasso. Il suo infortunio alla caviglia è coinciso con un periodo negativo della franchigia, a dimostrazione del fatto che è già diventato un perno della squadra, anche se in uscita dalla panchina. Dopo un’ottima Summer League Kevin Knox si sta superando anche in stagione regolare.

Mikal Bridges

Ruolo: Ala piccola

Stats: 6.8 punti, 2 rimbalzi, 1.1 assist

Malgrado il poco minutaggio concesso, Mikal Bridges contribuisce degnamente alla produzione offensiva dei Suns. Le sue capacità lo rendono un fattore in uscita dalla panchina. In difesa deve ancora trovare la sua dimensione ma come già detto per gli altri, il tempo è dalla sua parte. Anche se i riflettori sono tutti puntati su Ayton, sarà meglio tenere d’occhio anche il buon Bridges per la ricostruzione futura.

Mikal Bridges

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