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Houston Rockets: Bad results, same objectives

di Enrico Nolfo

Gli Houston Rockets sono l’esempio lampante che da sempre in NBA capita che alcune squadre in regular season non rispettino i pronostici, passando da testa di serie nella scorsa stagione, agli ultimi posti della conference nell’anno seguente.

I texani quest’anno stanno deludendo le aspettative: con un record di 14-14 occupano l’undicesimo posto della Western Conference, al di fuori della corsa ai playoff, dietro squadre molto meno attrezzate e meno talentuose della squadra di D’antoni.

CAMBIAMENTI APPORTATI DALLA STAGIONE SCORSA

 

Trevor Ariza

Trevor Ariza, pedina insostituibile degli Houston Rockets nelle ultime quattro annate.

I rinnovi di contratto da 160 milioni in 4 anni dati a Chris Paul e i 90 milioni in 5 anni a Clint Capela fanno si che la squadra di Mike D’antoni pur di trattenere due uomini importantissimi per lui, sia in difesa che nello spogliatoio, abbia dovuto sacrificare alcune pedine importanti.

Trevor Ariza e Luc Mbah a Moute, le due vittime sacrificali finite rispettivamente ai Suns e ai Clippers, seppur non prime stelle  erano ottimi leader in difesa e a volte anche in attacco, difendevano su più ruoli e tenevano le stelle delle altre squadre a basse percentuali con esperienza e sacrifico e a volte quando la palla scottava loro erano li a mettere anche tiri importanti soprattutto Ariza.

La grande novità fu l’approdo, con un minimo salariale, di Carmelo Anthony nella squadra del Texas. Dopo la non fortunata stagione passata ai Thunder, Melo ha cercato di aggregarsi all’armata di Harden and co.

Sfortunatamente con pessimi risultati. Le cause? Una combinazione del suo atteggiamento negativo verso il ruolo di sesto uomo e la mancata applicazione in difesa e nel gioco di squadra, la cui risultante è solamente l’ombra dell’eccellente attaccante e giocatore che era un tempo, creando diverse difficoltà all’attacco di Houston e diventando uno dei motivi del pessimo inizio della squadra.Cosi la dirigenza e l’entourage di melo hanno preso accordi per il taglio e l’allontanamento dalla squadra del giocatore proveniente da Syracuse, dopo solamente 10 partite(2 da starters).

 

COSA NON STA FUNZIONANDO?

 

Lakers-Rockets

Rajon Rondo ad Chris Paul, Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Staples Center (Kevin Sullivan, Orange County Register/SCNG)

Al momento gli Houston Rockets si trovano rispettivamente al 27°(113.7) e  al 5°(113.5)  posto in defencive rating e offensive rating, mentre nella scorsa stagione si trovavano 6° per l’uno e 1° per l’altro.

Per quanto riguarda i punti concessi, la mancanza di uomini con esperienza e che si occupino principalmente della difesa come Ariza e Mboute si sente. Paul e capela sono praticamente gli unici rimasti a curare al massimo la fase difensiva in un sistema di gioco che si concentra principalmente sull’aspetto offensivo.

L’attacco è sempre lo stesso, le uniche cause di questo calo sono la squalifica a Chris Paul di 2 giornate nella partita contro i Lakers, lo stop di Ennis e immediatamente dopo l’infortunio di Harden, condizionando del tutto il morale dei compagni e l’impatto sulle partite da parte dei Texani, vedendosi privare dei due punti cardine della squadra sin dall’inizio della stagione.

In quest’inizio di stagione Harden ha giocato bene, anche se non ai livelli dell’anno scorso e quando i suoi possessi non iniziavano a fruttare punti si cercava di affidare l’attacco nelle mani di Anthony ma l’ormai trentaquattrenne, arrivato alla sedicesima stagione NBA, non è più l’attaccante di un tempo e dopo la scorsa stagione deludente agli OKC, a Houston è riuscito a fare ancora peggio, tirando con il 40.5% e da fuori l’arco con il 32%, avendo una media punti di 13.4. 

Percentuali molto più basse di quelle che si aspettava D’antoni, il quale credeva di potersi affidare al tiro da 3 di melo e integrarlo nel sistema offensivo della squadra facendogli diminuire le conclusioni in post e dalla media distanza che tanto melo ama. 

 

 PESSIMO INIZIO, MA STESSI OBIETTIVI

NBA Stats Harden

James Harden, MVP della scorsa stagione

Anche con uno degli inizi più brutti degli ultimi anni Mike D’Antoni e la sua squadra non sono molto preoccupati. L’ambiente in quel di Houston crede nella risalita del team nelle prime posizioni della Western conference e per i giocatori anche se ancora nel gioco qualcosa non va, sono sempre loro i favoriti per battere Golden State e puntare all’anello.

Il record recita 15-14, e quest’anno è ancora più combattuta che mai. Molte squadre che negli anni passati avevano difficoltà, in questa spietata western conference sono più preparate e forti e, grazie alla loro organizzazione (pur non avendo una stella in squadra) si ritrovano tra le prima posizioni della Western (vedi i Nuggets primi, i clippers e Memphis rispettivamente al 5° e 6° posto).

I Rockets dovrebbero ritrovare l’organizzazione e la stabilità difensiva che li ha fatti arrivare primi a est l’anno scorso, ritornare a giocare il basket veloce e fluido che distruggeva le difese avversarie, ricordando a tutto il mondo NBA che non se ne sono mai andati e ritorneranno a comandare la western conference.

La stagione è ancora lunga e gli Houston dopo un pessimo inizio sono sempre lì, concentrati su un obiettivo soltanto: portare in Texas il titolo di campioni NBA.

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