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La reciproca metamorfosi di Kawhi Leonard e i suoi Los Angeles Clippers

di Enrico Paterniti

I nuovi Los Angeles Clippers hanno fin qui confermato le aspettative che li davano come favoriti per la vittoria dell’anello della stagione 2019/20. Gli innesti di Kawhi Leonard e Paul George hanno portato l’entusiasmo a mille nella città degli angeli. Se ci si aspettavano risultati positivi e vittorie convincenti, tuttavia, incombeva ancora il dubbio su come la squadra di Doc Rivers si sarebbe plasmata con l’arrivo del nuovo duo stellare. Se Paul George ha giocato sin qui solamente 3 partite, l’ex MVP delle Finals ha invece giocato 11 dei 16 match dei Los Angeles Clippers. 11-5 è attualmente il rapporto tra vittorie e sconfitte, 9-2 quando Leonard ha messo piede in campo. Che evoluzione è dunque sorta nel gioco di Kawhi Leonard? In che maniera è mutato il gioco dei Clippers?

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Kawhi Leonard attacca dal palleggio Jeremy Grant

Kawhi Leonard: portatore di palla e assistman

Nella passata stagione, il sistema della squadra di Rivers è stato esaltato da molti, in quanto basato su movimenti corali delle ali e delle guardie in corrispondenza di un pick n’roll giocato tra point-guard e centro. Se proprio quest’ultimo non avesse portato ad un buon esito in pochi secondi, un tiratore piazzato sarebbe stato pronto a ricevere per un esecuzione in catch and shoot in ritmo grazie a svariati blocchi cechi. Un protocollo offensivo efficiente di questo andazzo accoppiato ad una difesa aggressiva e fisica ha concesso a coach Rivers di essere stato inserito come candidato al miglior allenatore dell’anno e ai suoi Clippers di piazzarsi nell’ultimo slot della giungla dell’ovest.

Anche con Kawhi i Clippers stanno continuando ad affidarsi al gioco in pick n’roll perché, beh, sta funzionando parecchio bene. L’ala di Los Angeles ha già sviluppato una forte chimica con i centri Ivica Zubac e Montrezl Harrell, riuscendo a far leva sull’attenzione difensiva che attira per scaricare loro il pallone per due semplici punti. (Zubac in realtà si è scusato recentemente con Kawhi Leonard, in quanto incapace di fargli ottenere più assist a causa dei difensori avversari i quali continuano a fargli fallo sulle conclusioni assistite dal suo compagno).

I due lunghi bloccano il difensore di Kawhi e tagliano a canestro; Leonard protegge il suo uomo con le sue spalle larghe e ciò riduce la possibilità dei suoi marcatori di ostacolarlo; a questo punto basta lasciar andare il pallone con intelligenti scarichi laterali, passaggi schiacciati o palle veloci nel traffico. Leonard è stato sempre un egregio esecutore del pick n’roll, ma adesso che ha migliorato la sua abilità di passatore, è diventato ancora più pericoloso.

 Pick n’roll tra Kawhi Leonard ed Ivica Zubac

Alla fine della scorsa stagione, Kawhi attirò l’attenzione su di sé autoproclamandosi il miglior giocatore di basket del pianeta. Tuttavia, molti lo biasimarono. Nonostante le sue abilità da difensore di elite e da egregio giocatore di isolamento, Leonard non era considerato al livello né di Durant né di James, in quanto non esaltava i giocatori che lo attorniavano mettendoli in ritmo nella maniera adeguata. Ma adesso Kawhi sta coltivando questa capacità servendo i suoi compagni da ball-handler primario. I suoi 5.5 assist a partita ne sono una dimostrazione concreta, in quanto l’ala californiana non aveva mai superato i 3.5 assist nelle stagioni precedenti. Non a caso coach Doc Rivers ha voluto esaltare Kawhi proprio per i miglioramenti che ha avuto nel corso dell’estate in quanto a capacità di passaggio e visione di gioco.

Due pick n’roll tra Harrell e Leonard. Il primo conclusosi con una schiacciata del lungo, il secondo (a seguito del collasso della difesa in area, con una tripla di JaMaychal Green

Kawhi Leonard: match closer

Attualmente, il numero 2 in maglia Clippers ha una capacità di saper chiudere i match senza paragoni in questo gioco. Con 10.8 punti di media nel 4° quarto, la regola è una sola: passare il pallone a Kawhi e fare in modo che possa arrivare al tiro nelle migliori condizioni possibili. La passata stagione ha visto LeBron James in vetta alla classifica per punti nell’ultimo quarto con 8.6 punti a partita. Un esempio eclatante della sua abilità di match closer arriva nella partita contro i Trail Blazers (18 punti con 6 su 10 dal campo ed un freddissimo 6 su 6 dalla lunetta), nonché nei match contro Utah (18 punti con 5 su 11 dal campo e altro 6 su 6 dalla lunetta) e gli Spurs (15 punti con 7 su 9 dal campo).

Quest’efficienza nell’ultimo quarto deriva da vari fattori. Tra questi, il controverso load management (essenzialmente una serata di riposo per concedergli un recupero più efficiente) che gli permette di poter dare il suo meglio negli ultimi scorci di partita. Anche la sua abilità nel tirare dalla media distanza lo rende immarcabile negli ultimi minuti di gioco. Le difese tendono infatti a concedere i tiri dal mid-range nelle fasi finali di gara perché considerati meno efficienti, ma Leonard è lo specialista per eccellenza in questa tipologia di conclusioni (1/3 dei suoi tiri proviene dal midrange, ne mette a segno il 50%). Se vedremo questo trend andare avanti ancora per molte partite, sarà difficile non affibbiargli la riconoscenza di miglior closer della lega.

Finale di gara contro i Clippers targato Kawhi Leonard, efficiente come sempre dal mid-range

Intelligenza cestistica e adattamento

Tra le qualità e i miglioramenti sopra citati di Leonard, il suo IQ cestistico e la sua capacità di adattarsi ad un sistema di per sé già ben collaudato sono quelle che risaltano di più all’occhio. Quando gli avversari mandano due difensori sul pallone cercando di portarlo fuori dalle sue zone di comfort, Leonard cerca di scaricare spesso la palla a un compagno di squadra che si trova dietro l’arco dei 3 punti. Doc Rivers ha reso questi possessi più pericolosi, rendendo alle difese il compito ancora più difficile di quanto non lo fosse, eseguendo blocchi cechi con lunghi e piccoli. Avere guardie dotate di tiro istantaneo come Landry Shamet e Patrick Beverley è dunque un aiuto non trascurabile per Kawhi.

Certamente, avere attorno giocatori di varietà e qualità spiccate rende il compito del numero 2 molto più semplice. La dirigenza dei Clippers ha circondato Leonard con uomini versatili ed efficaci, nonché di tiratori credibili in ogni posizione, che dovrebbero attirare un’alta pressione difensiva ed, al tempo stesso, lo dovrebbero ausiliare enormemente. E’ così che la stella dei Clippers può giocare nel contesto di sua preferenza, quello in cui non deve necessariamente fare letture estremamente difficili. Questo ha permesso a Leonard di fare quello che gli riesce meglio: ottenere la via più breve per un risultato ottimale.

Risultato ottimale per Kawhi: poster con Daniel Theis in primo piano

E da sempre… scorer

Leonard sta distribuendo più assist del suo solito e nel frattempo domina, come sempre, da marcatore. Ha una media di 25.6 punti in 32.5 minuti a partita con una TS% del 53.9% e più di 1/3 delle azioni dei Clippers finiscono con un suo tiro, un suo fallo conquistato o una palla persa (4.2 a partita), con un USG rate che non ha mai raggiunto livelli talmente alti (34.5%). La decisione dei Clippers di rifirmare Beverley nella free agency questa estate sembra essere stata quella giusta in questo senso. La guardia ex Rockets è il compagno perfetto di un’ala creatrice di gioco che ama tenere il pallone tra le mani (il 64% delle volte che Kawhi tira a canestro, batte il pallone per terra per 3 o più volte). D’altronde Pat ha giocato con James Harden. E se ha saputo integrarsi nel suo gioco, figuriamoci in quello di Kawhi.

The Claw ha bisogno di pochissimo spazio per tirare il suo celeberrimo pull up jump shot (2/3 dei suoi tiri sono eseguiti in questa maniera) ed un giocatore di perimetro con le sue dimensioni (201 cm, 102 kg, 221 cm di ampiezza alare) e forza può creare spazio dal palleggio quando vuole.

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Kawhi Leonard che mette in difficoltà il suo diretto marcatore

Vedere Kawhi e George insieme sarà di una bellezza inaudita. Entrambi hanno la versatilità di prendersi sulle spalle l’intero team quando solo uno dei due è in campo, ma possono anche dominare il gioco quando condividono il parquet. E’ l’unico duo di all-star nella lega che vanta anche la caratteristica di 3&D elitario. Ciò fa di Los Angeles una realtà irripetibile ed unica nel panorama NBA. Il pick n’roll tra Williams e Harrell non funzionerebbe così bene in qualsiasi altra squadra di punta perché nessun’altra coppia di stelle può giocare off the ball e difendere il faro dell’attacco avversario così come il nuovo duo Clippers. Aspettiamoci dunque una stagione dominante per questa nuova corazzata losangelina.

Negli ultimi istanti del match tra Clippers e Houston sale in cattedra Kawhi Leonard.

 

N.B. Le statistiche riportate fanno fede alla data di pubblicazione dell’articolo

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