Disciplina
Se Bruce Kelker è il primo ad accorgersi delle sue doti sportive, l’uomo che probabilmente lo ha definitivamente “salvato” dal resto è Frank Walker Sr. Ma andiamo per gradi.
Il trasferimento dai Kelker non dura tanto, solo qualche mese. Dopo, la compagna dell’epoca di Kelker ritiene che vivere in quattro, in quella casa, non è poi così comodo.
I James sono costretti ad andarsene da quella casa e valutano l’addio da Akron e, dopo che Gloria ha anche vagliato la possibilità di affidare LeBron ad alcuni parenti, arriva la svolta.
Qui le narrazioni sono due.
Una dice che è stato Frankie Walker Jr, compagno di scuola di LeBron, a parlare al padre di questo suo amico che di talento ne ha da vendere ma che a scuola non ci andava mai. L’altra dice che è lo stesso Kelker a chiedere a Walker Sr di dare un’occhiata a questo ragazzo. Walker è un altro allenatore, in particolare di football, ma cui non dispiace anche un altro sport. La pallacanestro.
Saranno un po’ entrambi i racconti ma, comunque sia, Walker si avvicina a LeBron. Lo mette in 1vs1 contro suo figlio e, nonostante James perda malamente, riconosce in lui qualcosa di diverso. Probabilmente sarà l’ultimo 1vs1 perso nella sua vita.
Walker offre anche lui a LeBron la possibilità di trasferirsi a casa sua, ma da solo, con mamma Gloria che può venirlo a trovare quando vuole. Dopo una riunione famigliare, entrambi accettano le condizioni.
Inizia ufficialmente la sua avventura nel basket, seguendo il mito, ovviamente, di chi in quegli anni diventa mito: Michael Jordan (e di cui ne diventerà ufficialmente l’erede questa estate, ma al cinema).
Ma è un altro inizio ad essere ancora più importante per James. Da quel momento, infatti, aggiunge anche qualcos’altro al bagaglio che stava pian piano riempiendo. Qualcosa di necessario per vivere a casa Walker. Aggiunge la disciplina.
Fab Five
Quegli anni LeBron stringe le prime vere amicizie. Una in particolare, con Dru Joyce III. I due diventano talmente amici che James trascorre un paio di estati con la famiglia Joyce. Joyce III è il piccolo della casa (in tutti i sensi: non arriva al metro e 50). Il padre, invece, come ogni buon americano, si chiama Dru Joyce II. Anche lui allenatore ma di basket, a tempo pieno.
LeBron James, Dru Joyce III, Sian Cotton, William McGee. Più tardi, Romeo Travis.
Chi sono? Sono i Fab Five (inizialmente Four) di Akron, un gruppo di giovani e promettenti ragazzi che alla fine dei ’90, appena prima degli anni del Liceo, vincono partite su partite della AAU (una federazione sportiva statunitense avente come caratteristica principale il dilettantismo) facendo parlare di loro tutta Akron, Cleveland e l’Ohio.
Il nome? È dato da un poster, raffigurante i quattro, che si trovava a casa di Dru padre e che li ritraeva proprio sotto la scritta “Fab Four”. E sì, si ispirano chiaramente ai Fab Five che nel 1991 resero Michigan State l’Università più chiacchierata.
I ragazzi stringono un patto: avrebbero fatto la high school insieme. E scelgono come destinazione St. Vincent–St. Mary High School, una scuola filo-cattolica a Marple Street, Akron.
La scelta desta non poche polemiche, perché i ragazzi sono già più o meno conosciuti e decidono di andare in una scuola prevalentemente bianca, filo-cattolica, con un coach (Keith Dambrot) appena arrivato proprio da Michigan State per espiare le sue colpe (era stato licenziato dopo aver usato epiteti non ripetibili per caricare i suoi giocatori durante le partite).
Fatto sta, è alla high school che il ragazzo diventa uomo. O più precisamente, diventa Re.
Limitiamoci alle sole statistiche.
Il primo anno, LeBron tiene una media di 18 punti e 6 rimbalzi, guida STVM ad un record di 27-0 (non avete letto male) e arriva il titolo nella Division III.
Il secondo anno James cresce ancora fisicamente e i punti diventano poco più di 25. Arrivano Romeo Travis e Maverick Carter (il centro della squadra) e il record è di 26-1: secondo titolo e nomina, per James, di Ohio Mr. Basketball (che vincerà tre volte di fila, ovviamente primo ed unico a riuscirci).
Il terzo anno coach Keith Dambrot lascia, e il nuovo coach di STVM è… Dru Joyce II. Però, nonostante tutte le medie di LeBron salgono non arriva il terzo titolo di fila.
L’ultimo anno, invece, è semplicemente mostruoso. Il titolo arriva eccome e James termina la sua carriera liceale mettendo a referto 30,4 punti, 9,7 rimbalzi e 4,9 assists per allacciata di scarpe. Se volete sapere cosa dicono alcuni degli allora liceali che incontrarono LeBron lungo la loro strada, potete leggere qui.
L’anno successivo i pianeti si allineano. O meglio Cleveland, i Cavs, quelli dei piani alti, sono la peggior squadra della NBA. Vincono in tutti i sensi la lotteria e ottengono la prima scelta al draft NBA di quell’anno.
LeBron è selezionato alla 1 dalla squadra della sua città: inizia la storia recente della NBA.

