In questo studio, edito da Tom Haberstroh della ESPN, vengono esaminati i cosiddetti “Superteams”: le squadre con più potenziale a livello statistico di tutta la lega.
C’è un nuovo modo in NBA per render noto la valutazione delle squadre. E’ una idea della ESPN, chiamata “Superteams standings”, che è in grado di analizzare i vari team NBA in base ai precedenti in carriera dei propri componenti. Spieghiamo meglio..
Che cos’è un Superteam?
Viene considerato un Superteam, una squadra che ha tre o più “stelle” al proprio interno. Le “stelle” sono quei giocatori che, nei tre anni precedenti, sono state almeno una volta All-Star o All-NBA. A completamento del sistema vi è una assegnazione specifica dei punti(chiamati “Superpoints”):
- Giocatore presente nell’All-NBA First team: 5 punti;
- Giocatore presente nell’All-NBA Second team: 3 punti;
- Giocatore presente nell’All-NBA Third team o All-Star: 1 punto.
Tuttavia, i giocatori che superano i 35 anni non sono considerati in questa speciale graduatoria. Andiamo a vedere, quindi, quale è al momento la situazione dei “Superteams” in NBA.
NBA Superteams: TEAM 1 “GLI IMBATTIBILI”
Golden State Warriors
Stelle: Steph Curry, Draymond Green, Kevin Durant, Klay Thompson;
Superpoints: 36 (Curry 16, Durant 9, Green 6, Thompson 5)
I Golden State Warriors sono il “Superteam” per eccellenza, visto il loro enorme quantitativo di All-NBA proprio nelle ultime tre stagioni. Con l’inserimento, l’anno passato, di un altro big come KD, i Warriors hanno fatto il vuoto. Buono il contributo anche di Green e Thompson, in particolare per il primo una stagione 2016-2017 da ricordare. Naturalmente, il leader indiscusso resta Steph Curry, che fa 16 punti sui 18 totali previsti per il triennio considerato nell’indagine.
NBA Superteams: TEAM 2 “I CAVALIERI DI RE JAMES”
Cleveland Cavaliers
Stelle: Lebron James, Isaiah Thomas, Kevin Love
Superpoints: 24 (James 18, Thomas 5, Love 1)
I Cavs sono sempre stati la seconda superpotenza in campo, ma ora con l’avvento di OKC rischiano di essere scalzati dal secondo posto di questa speciale classifica/statistica. Lebron James è, come sempre, l’emblema di Cleveland: è il solo a totalizzare il massimo dei punti tra le stelle NBA. Dietro di lui, il nuovo arrivato Thomas e il luogotenente di fiducia Love con un solo punto. Se si materializzasse, nel 2018, l’addio del “King” i Cavaliers diventerebbero un team di seconda fascia. Come detto in precedenza, non rientra in questa speciale classifica Kyle Korver e neanche Derrick Rose, ex All-Star. Con l’arrivo di Wade, i Cavs guadagnerebbero altri due punti, portandosi a meno 10 dagli irraggiungibili Warriors.
NBA Superteams: TEAM 3 “IL NUOVO CHE AVANZA”
Oklahoma City Thunder
Stelle: Russell Westbrook, Carmelo Anthony, Paul George
Superpoints: 22 (Westbrook 16, Anthony 3, George 3)
Con l’arrivo di Melo, OKC è tornata alla ribalta nella lotta per il titolo. Vista la presenza un MVP in carica ed un ottimo giocatore come Paul George, Anthony può tornare ad essere devastante. Un “Superteam” pazzesco in fase d’attacco, meno stabile in fase difensiva. I Thunder hanno fatto all-in e cercano seriamente la loro prima affermazione, dopo le Finals perse nel 2012. A conferma di questa volontà della franchigia di Oklahoma, vi è la volontà di firmare anche Dwyane Wade, per formare un quartetto stratosferico.
NBA Superteams: TEAM 4 “PROGETTO SERIO E TANTE AMBIZIONI”
Boston Celtics
Stelle: Gordon Hayward, Kyrie Irving, Al Horford
Superpoints: 6 (Irving 3, Horford 2, Hayward 1)
Il più debole tra i “Superteams” di questa stagione per ESPN, ma quello con più prospettiva. I Celtics hanno azzardato con il mercato di quest’estate, puntando tutto su Irving. Kyrie si è dimostrato uno dei più forti playmaker della lega. Margini di miglioramento evidenti per Gordon Hayward, che si cimenterà con tutt’altro palcoscenico rispetto a Utah. Per il futuro, grandi ambizioni per Tatum che senz’altro può essere il nuovo che avanza in casa Boston Celtics.
Oltre ai citati “Superteams”, vi sono altre compagini come Houston e San Antonio Spurs che hanno grandi punteggi a livello di “superpoints”. Per le prossime stagioni attenzione anche a Minnesota con Wiggins e Towns oltre a Jimmy Butler, ed ai Lakers di Lonzo Ball e di Ingram. A conclusione di questa analisi, possiamo solo dire che i giochi sono stati fatti, le statistiche anche. Ora toccherà al campo parlare: sarà esso ad informarci sui reali valori dei “Superteams”.
Pierluigi Ninni

