Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiSixers-Heat: i ragazzi di Brown vincono e convincono

Sixers-Heat: i ragazzi di Brown vincono e convincono

di Daniele Guadagno
Joel Embiid

Chi di 4-1 ferisce, di 4-1 perisce. La serie Sixers-Heat si è chiusa con lo stesso risultato di 8 anni fa, ma stavolta a parti inverse. La giovinezza ha avuto la meglio sull’esperienza. Philly si e dimostrata superiore sul piano fisico-atletico e ha potuto contare su giocatori in totale stato di grazia, Ben Simmons e J.J. Redick su tutti. A nulla sono valse le prestazioni mostruose di Dwyane Wade, i Sixers sono i primi semifinalisti della Eastern Conference.

SIXERS-HEAT: MIAMI, PROVA DI MATURITÀ’ FALLITA

Whiteside marca Joel Embiid

Hassan Whiteside a duello con Joel Embiid.

La squadra di Erik Spoelstra si presentava ai nastri di partenza non con i favori del pronostico, ma con la consapevolezza di poter fare male a questi Sixers inesperti e privi all’inizio di Joel Embiid. Eppure qualcosa è andato storto: gli Heat si sono fatti schiacciare sul piano fisico e tecnico dai loro avversari. I giocatori davano l’idea di correre a vuoto malgrado una pressione difensiva degna di nota. La difesa sul pick and roll non è stata capace di arginare l’estro di Simmons e i cambi tardivi sui blocchi hanno spesso lasciato a Belinelli e Redick tiri aperti da oltre l’arco. Ci si aspettava un salto di qualità da parte di Goran Dragic che invece continua a tardare. Hassan Whiteside da possibile uomo franchigia è diventato un peso per la squadra; inevitabile la sua partenza quest’estate. I vari Tyler Johnson, Kelly Olynyk e Wayne Ellinghton hanno svolto un buon lavoro, rivelandosi ottimi gregari, ma non sono certo All-Star. Nulla da recriminare anche a D-Wade: Flash ha chiuso la serie a 16.6 punti, 4.3 rimbalzi e 3.6 assist di media. Leader dentro e fuori dal campo, si è caricato l’intera squadra sulle spalle segnando canestri decisivi nei momenti di difficoltà. Questi potrebbero essere stati i suoi ultimi playoff in carriera.

 

IL NUOVO CHE AVANZA

Era dal lontano 2012 che i Sixers non raggiungevano le semifinali di conference. Allora militavano Jrue Holiday, Lou Williams e un giovane Andre Iguodala, gli eroi di oggi invece si chiamano Joel Embiid, Ben Simmons e Dario Saric. Gli uomini di coach Brown sono stati abilissimi nelle transizioni offensive e nella difesa nel pitturato dove un centrone come Whiteside è stato nettamente annullato. Altro fattore determinante è stato la second unit, molto più produttiva di quella avversaria. Per non parlare poi delle percentuali dal campo: i Sixers hanno tirato con il 46.2% (38.6% da tre), gli Heat con il 43.6% (36% da tre). Simmons e Redick meritano entrambi la palma di MVP della serie: il primo ha disputato le sue prime gare di postseason da vero leader, malgrado sia solo un rookie. Le sue stats, 19 punti, 10.5 rimbalzi e 9 assist, fanno bene sperare per il futuro di Phila. L’ex Clippers invece ha fatto valere la sua esperienza alzando l’asticella durante queste cinque partite. Joel Embiid si è ancora una volta dimostrato una pedina insostituibile anche se a mezzo servizio, mentre il veterano Marco Belinelli è stato finora autore della miglior postseason della sua carriera.

Le transizioni dei Sixers sono state fulminanti ed efficaci.

Miami si lecca le ferite e torna a casa consapevole di avere ancora molta strada da fare per ergersi a contender. D’altro canto Philadelphia, nonostante l’inesperienza (Wade vanta piu presenze ai playoff di tutto il roster dei Sixers) avanza alla fase successiva dove incontrerà una tra Boston e Milwaukee. Il Processo continua.

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