2) Mardy Collins vs JR Smith (Knicks-Nuggets 16/12/2006)
Cosa? Ancora loro? E bene si, 4 su 4 per la squadra della Grande Mela, oltretutto come lasso di tempo siamo solo un mese prima della rissa Camby-Ferry. Siamo già nel lasso temporale dei Knicks perdenti, ma che era meglio non prendere in giro (JR può confermare).
Come al solito ci troviamo a fine quarto quarto, manca 1:23 alla sirena, ma questa volta sia in regular season. I nervi dovrebbero essere meno tesi, ma non a New York. Dove la squadra di casa sta perdendo 119-100 contro una delle forze dell’Ovest. Ma Smith non è sazio e parte in contropiede, venendo rimontato e fermato con le cattive da Mardy Collins. Per chi non se lo ricordasse è una guardia/ala tiratrice con breve esperienza NBA e che fino a 2 anni fa potevate ammirare nel campionato francese con lo Strasburgo.
JR non gradisce e si alza per andare faccia a faccia con l’avversario. Compagni e arbitri provano a separarli, ma la cosa degenera nel più classico tutti contro tutti (venendo anche qui coinvolto il pubblico). Diversi giocatori si uniscono alla rissa, la guardia dei Nuggets cambia obiettivo e salta su Nate Robinson, che era intervenuto in difesa di Collins. Ma a combinarla grossa è Carmelo Anthony che prima si lancia in mezzo ai giocatori dei Knicks e poi sferra un pungo a Jared Jeffries. Il numero 20 della squadra di casa perde le staffe e si butta all’inseguimento della star di Denver, che scappa. L’intervento di dirigenti e allenatori placa il tutto.
La scena, però, è deplorevole e gli arbitri decidono di usare il pugno duro: tutti e dieci i giocatori che erano in campo sono stati espulsi. Tutti e 10!!!
Ancora più severo fu il già citato commisser NBA che come conseguenze della vicenda decise di dare 47 giornate di sospensione combinate tra 7 giocatori. 15 giornate di squalifica per Carmelo Anthony, 10 per JR Smith e Nate Robinson, 6 per Mardy Collins, 4 per Jared Jeffries, 1 per Nene e Jerome James. In più il pugno rifilato da Anthony a Jeffries gli costò oltre 600mila dollari di multa. Mentre per lo spettacolo indegno furono multati sia i Knicks, che i Nuggets, per 500 mila dollari a testa.
1) Ron Artest vs Ben Wallace/pubblico (Pistons-Pacers 14/11/2004)
E bene si, la prima notizia è che in quella che è stata ribattezza coma le “più brutale rissa NBA” non sono presenti i New York Knicks. La vicenda si svolse al Palace of Auburn Hills, arena dei Pistons fino al 2017. Proprio dal nome dell’arena arriva il soprannome di “The Malice at the Palace“. Era il 14 novembre del 2004, quindi siamo nel primo mese di regular season. Da una parte c’erano gli Indiana Pacers di Ron Artest non ancora Metta World Peace e Reggie Miller. Mentre dall’altra i Detroit Pistons dei Bad Boys guidati da Ben Wallace e Chauncey Billups (freschi campioni NBA). Mancavano circa 50 secondi alla fine di un match bello, molto fisico e che vedeva gli ospiti avanti nettamente per 97-82. Ben Wallace penetra segna e subisce il fallo di Artest che lo manda in lunetta, ma quel tiro non ci sarà mai.
Sarà la frustrazione della sconfitta o l’inutilità del fallo, ma il centro dei Pistons decide di andare e brutto muso con la guardia dei Pacers. I due iniziano ad azzuffarsi, con soprattutto Wallace che si butta alla ricerca dell’avversario. Arbitri, compagni, avversari, allenatori e addetti alla sicurezza; sono una ventina le persone servite per separare momentaneamente i due.
La calma, però, dura solo pochi secondi. Perché, mentre Ben veniva accompagnato di forza lontano dai compagni e Ron Artest era stato fatto sdraiare sbollire i nervi, un tifoso lancia un bicchiere pieno di coca-cola sul giocatore dei Pacers. La guardia della franchigia di Indiana non ci vede più dalla rabbia e, oserei dire, il resto è storia. Per i più curiosi lascio il link con descrizione precisa (oltre al video qui sotto). Per gli altri è giusto sapere che iniziò una mega azzuffata tra i giocatori dei Pacers, soprattutto Artest e il compagno Stephen Jackson, contro diversi sostenitori della squadra ospite.
Le conseguenze della vicenda, neanche a dirlo, furono pesantissime. Tra gli spettatori ne fecero le spese maggiori: John Green (colui che aveva tirato il bicchiere e due pugni in faccia a Artest) e Charlie Haddad (anche lui colpì l’ex campione NBA durante la rissa) che furono espulsi a vita dallo stadio dei Pistons e si beccarono diverse denunce. Altri 5 spettatori furono accusati di aggressione e gli fu vietato di partecipare agli incontri dei Pistons per il resto della stagione.
Successivamente (una volta rivisti bene i video dell’accaduto) arrivarono dure sentenze: Bryan Jackson, tifoso accusato di aver lanciato una sedia pieghevole e ferendo il giocatore dei Pacers Jermaine O’Neal. Il quale fu condannato a due anni di libertà vigilata e al pagamento di 6mila dollari di risarcimento. Oltre che a David Wallace (fratello di Ben), il quale venne condannato a un anno di libertà vigilata e al servizio della comunità per aver sferrato dei pugni alle spalle alla guardia Eddie Jones.
Anche per i giocatori coinvolti fu usata la mano pesante. Per i Pacers: Ron Artest fu sospeso per l’intera stagione e multato per 5 milioni di dollari, Stephen Jackson prese 30 partite di squalifica e 1.7 milioni di dollari, Jermaine O’Neil ricevette 15 di giornate e 4 milioni di dollari, Anthony Johnson 5 match e 120 mila dollari. Minori le conseguenze per Reggie Miller e David Harrison (solo 1 giornata e 60 mila dollari di multa solo per il primo). Per i Pistons le sentenze furono meno gravi, ma non mancarono. Ben Wallace fu fermato per 6 giornate e pagò 400 mila dollari di sanzione, mentre Chauncey Billups, Derrick Coleman e Elden Campbell ricevettero 1 giornata e circa 50 mila dollari di multa a testa.

