Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiWarriors-Cavs: cinque spunti di riflessione

Warriors-Cavs: cinque spunti di riflessione

di Raoul Oliva
kevin durant le ultime

E’ la sera di Natale, siete a cena con i parenti, tutto è tranquillo. Tra una portata e l’altra vi intrattenete con lo zio che non vedevate da tempo e con il cugino che abita lontano. Manca qualche minuto alle 21:00. Nessuno in casa condivide con voi la passione per l’NBA, ma voi sapete benissimo che alle 21, la sera di Natale, si gioca Warriors-Cavs. E voi, da buon appassionato NBA, vi collegate su Sky. Nel frattempo, magari, spiegate anche un po’ le regole ai parenti ignoranti in materia, risultando, una volta tanto, al centro dell’attenzione. E’ lo spirito del Natale, forse. Ma adesso si son fatte le 21, l’arbitro sta per scodellare la palla contesa: chi vuol capir capisca, da adesso non ci siete per nessuno. Da adesso la testa è alla partita. In questa prima edizione natalizia targata Nike del nuovo millennio, non ci sarà spazio per delle divise speciali, che tanto erano piaciute in questi ultimi anni, ma poco importa. Lo spettacolo continua. La partita è stata vinta dai padroni di casa 99-92. A fine partita, tornate a conversare con i parenti, magari gli parlate anche un po’ del match che avete appena visto. “Punteggio basso” diranno, “nulla di che”, provocheranno. Voi spiegategli, invece, perché non è stato affatto così. Se non sapete cosa dire, seguite i prossimi cinque spunti di riflessione sulla partita: qualcosa di buono potrete tirar fuori.

1) NO STEPH, CI PENSA KD

La notizia dell’assenza di Steph Curry si sapeva già da tempo: il 5/12 la Point Guard si è fatta male alla caviglia nella vittoria contro i Pelicans per 125-115 a 59 secondi dalla fine. Un brutto colpo per i Warriors, che ano dovuto rinunciare per un periodo indefinito al loro miglior giocatore (o lui o Durant, fate voi). Con lui, assenti “di lusso” anche Zaza Pachulia e Javale McGee, ma questo non ha fermato i campioni in carica: McCawal posto di Steph e Bell Centro nel quintetto titolare e si è ovviato al problema. Ovviamente, Kevin Durant ha preso la squadra sulle spalle e l’ha portata alla vittoria con ben  25 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 5 stoppate.

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Kevin Durant, top scorer dei suoi in Warriors-Cavs.

2) FALLO O NON FALLO, QUESTO E’ IL DILEMMA

Contestatissimo il numero 35, nel presunto (ma non troppo) fallo su LeBron James a 25 secondi dalla fine del quarto quarto: LeBron va in penetrazione, KD lo tocca nettamente sul braccio mentre tira, ma per gli arbitri è una di quelle 5 stoppate: solo rimessa per i Cavs e LeBron furioso. Il 23 dirà ai microfoni che Durant lo ha “toccato due volte”, e rivedendo le immagini non gli si può dare torto, però l’interpretazione in diretta non era semplice e diamo agli arbitri il beneficio del dubbio. In ogni caso, un altro grande protagonista della gara per i Warriors è stato Klay Thompson, autore di 24 punti, 7 rimbalzi e 2 assist  e di una prestazione da vero top player quale lui è, con i suoi scivolamenti che hanno fatto impazzire anche Flavio Tranquillo in telecronaca. Tripla doppia per Draymond Green, con 12 punti, 12 rimbalzi e 11 assist, mentre gli altri hanno atto da contorno con i loro punti, e le loro giocate per portare la loro squadra alla vittoria finale.

3) LEBRON SOTTOTONO

Di solito siamo qui a parlare e discutere di quanto LeBron abbia giocato bene o di quanto sia stato decisivo per i suoi Cavs, anche in caso di sconfitta, ma stavolta non possiamo dirlo con certezza. le stats sono comunque buone, ha messo 20 punti, 6 rimbalzi e 6 assist ed ha dominato a tratti anche fisicamente. Però il Re, stavolta, è stato destituito, anche per demeriti suoi: le 7 palle perse sono un dato iconico di questa sua partita, in cui è stato poco attento e poco affidabile, come invece di solito è, ed è mancato nel momento decisivo. Ok, il fallo di Durant c’era, e due tiri liberi sul -3 a 25 secondi dalla fine avrebbero potuto cambiare la partita. Ma il vero LeBron è un altro. Speriamo di tornarlo a vedere al più presto.

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LeBron James non ha fatto la sua solita partita fenomenale in Warriors-Cavs, e io suoi ne hanno risentito.

4) WARRIORS ANCORA SQUADRA DA BATTERE?

A questa domanda una risposta certa, chiaramente, non c’è, perché ancora non siamo neanche a metà Regular Season, ma al momento non sembra esserci una squadra più completa e, di conseguenza, più forte dei Golden State Warriors Infatti alla Baia stanno dimostrando di saper vincere anche senza titolari e contro tutti i tipi di avversari, salvo ovviamente alcune partite. Ma il primo posto riconquistato a Ovest (pur con 2 partite in più di Houston) non è un caso, e questa squadra al completo sembra veramente difficile da battere. Poi hanno ottimi elementi anche dalla panchina, e questo diventa fondamentale quando i “big” devono riposare. Con queste premesse, possono essere ancora loro la squadra da battere, ma la stagione è lunga, tanto lunga.

5) PROSSIMAMENTE

Dopo Warriors-Cavs, i padroni di casa torneranno a giocare il 28/12, contro gli Utah Jazz, sempre alla Oracle Arena. I jazz vengono da un periodo non troppo esaltante, in cui nelle ultime 10 partite hanno vinto solo 2 volte, e giocheranno contro i Denver Nuggets il 27/12, quindi potrebbero arrivare più stanchi alla sfida contro i Warriors, che invece avranno più giorni di riposo. La sfida, in ogni caso, dovrebbe essere a senso unico. I Cavaliers, invece, affronteranno, sempre il 28/12, i Sacramento Kings, fuori casa al Golden 1 Center. I Kings non sono una squadra fenomenale, ma comunque sono una squadra da non sottovalutare, che comunque non dovrebbe dare troppi grattacapi ai vice-campioni in carica.

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