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Argentina-Spagna: troppa roja per l’albiceleste, dopo l’anello arriva l’oro per Scariolo

di Giovanni Oriolo

È finalmente arrivato il giorno dell’assegnazione delle medaglie. Alle 10 Australia e Francia si contenderanno il gradino più basso del podio, mentre Spagna e Argentina si sfidano per l’argento e l’oro. La roja viene da una vittoria (al doppio overtime) contro la squadra di coach Andrej Lemanis, mentre i sudamericani hanno superato nei 40 minuti regolamentari la Nazionale transalpina.

Argentina-Spagna: partenza esplosiva degli iberici, la panchina sudamericana tiene meglio dei titolari

Ecco i quintetti titolari: la Spagna si schiera con Rubio, Fernandez, Oriola, Hernangomez e Gasol. L’Argentina risponde con Campazzo, Brussino, Garino, Scola e Delia.

I ragazzi con la camiseta roja partono molto meglio degli avversari con un parziale iniziale di 11-2, condizionato soprattutto dai tanti rimbalzi offensivi del minore dei due Hernanomez, dalla tripla di Gasol e dai canestri di Rubio e Oriola. Allora coach Hernandez, dopo soli 3 minuti dalla palla a due, chiama un timeout dove parla poco di tattica, ma cerca di spronare i suoi così: “Ragazzi tirano da soli, i rimbalzi li prende Hernangomez e siete sempre in ritardo. Guardate che se non ce la fate qui ce ne sono altri 7“.

Lo scossone sembra non arrivare e gli spagnoli volano sul +12, solo Brussino (8 punti, 2 rimbalzi, 2 assist e 2/2 da 3 punti) riesce a segnare 3 canestri nella prima metà di tempo e accorcia sul 14-8. Allora l’Albiceleste prova a rispondere alla partenza spagnola e sale fino al -1. Poi in cattedra Juncho (11 punti, 5 rimbalzi, 1 stoppata e 1 palla recuperata) che a suon di stoppate e rimbalzi, sommate alle tante palle perse dall’Argentina, peggiora la situazione dei sudamericani. Scola e Campazzo tirano molto male, mentre non sbaglia Ribas che una tripla e 2 tiri liberi riporta il gap a +6. La roja vola e chiude il quarto sul 23-14 con i centri di Llull e Willy.

All’Argentina mancano Campazzo e Scola, Gasol e Rubio dominano l’albiceleste

Il secondo quarto vede la Spagna ricominciare da dove aveva lasciato ed allungare il divario sul + 17 dopo 2.30 minuti dall’inizio. Laprovittola (18 punti e 3 palle recuperate) con 7 punti in 3 canestri, prova ad abbozzare una reazione per l’albiceleste. Da allora, fino a 3 minuti dalla fine del primo tempo, la sfida continua a suon di canestri ed errori da una parte e dall’altra, che porta il risultato sul 37-29. In questo periodo il distacco balla costantemente tra i 15 e i 18 punti di differenza.

La Spagna allora prova a dare una spallata decisiva al match, ma l’Argentina risponde e torna nuovamente sotto fino a -8 con i due liberi di Facundo Campazzo (che oggi chiuderà con 11 punti, 2 rimbalzi, 8 assist e 4 palle recuperate tirando 2/11 dal campo). Le furie rosse, però, realizzano una serie di canestri consecutiva e vanno al riposo lungo in vantaggio di 43-31.

Argentina-Spagna: nel terzo quarto arriva l’allungo decisivo della Spagna, l’Argentina si accontenta della medaglia d’oro

Nel terzo quarto la Nazionale guidata da Scariolo gioca sulle ali dell’entusiasmo, affidandosi ai tanti giocatori militanti in NBA e Eurolega, e semina una stanca e poco concentrata Argentina. Alla squadra di coach Hernandez sembrano mancare i giocatori giuda, soprattutto Luis Scola (che chiuderà con 8 punti, 8 rimbalzi, 2 assist e 1/10 dal campo e 0/5 dalla lunga distanza). A 5 minuti dalla fine del quarto prima il centro dei Denver Nuggets e poi Ricky Rubio (20 punti, 7 rimbalzi e 3 assist dopo l’ultima sirena) siglano il nuovo massimo vantaggio (+22).

L’Argentina illude di poter rimontare dopo due triple consecutive di Deck e Campazzo, ma i tanti falli commessi troppo presto portano gli spagnoli in lunetta che riescono così a respinge quello che era l’ultimo attacco argentino. Il quarto prosegue un po come la fine del secondo, punto a punto, anzi libero contro libero. La partita, infatti, si innervosisce e le squadre diventano molto fallose, regalando tanti viaggi in lunetta agli avversari. Il gap tra le due Nazionali rimane costante (balla tra i 18 e 20) e si va all’ultima sosta sul 66-47.

Gabriel Deck è l’ultimo ad arrendersi per l’Argentina, ma Gasol e compagni sono stati sempre in controllo della partita

A inizio quarto Gabriel Deck prova un’ultima reazione, ma i compagni non lo seguono, e i suoi canestri saranno utili solo per il suo tabellino (il migliore dei suoi a fine partita con 24 punti e 10/13 dal campo). Gli ultimi 10 minuti è il buon vecchio Llull (15 punti e 2 assist) a guidare gli spagnoli, mentre Gasol (14 punti, 7 rimbalzi, 7 assist, 2 palle recuperate e 3 stoppate MVP) e Rubio che si godono il meritato riposo. Il match continua con l’Argentina che arriva fino al meno -12 (78-66) con una super schiacciata di un mai domo Deck.

A 5 minuti dalla fine le squadre tornano entrambe in bonus, i sudamericani sono più fallosi e imprecisi sia al tiro che al creare azioni d’attacco, e il divario torna ad allungarsi (questa volta non scenderà più). La tripla di Rubio a 1.30 secondi dalla fine scrive un definitivo più +21 (93-72). Allora Scariolo e Hernandez decidono che è finita e mandano in campo i secondi quintetti per far giocare a tutti e per far assaggiare (a vincenti e perdenti) il parquet di una di una finale di un Mondiale. Il risultato finale è 95-75 per la roja che sale sul tetto del Mondo.

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