E’ giovedì 18 agosto e la sveglia suona presto. Sono su un treno che mi porterà nella città eterna. Sì, perché lo stesso giorno, alle 18.00, una selezione della Stella Azzurra, uno dei club italiani più noti a livello giovanile con la prima squadra in serie A2, sfiderà il CDC, California Basketball Club, nelle cui file comparirà Bronny James, figlio maggiore di LeBron, suo fratello Bryce, Ashton Hardaway, figlio di Penny, ed infine Justin Pippen, figlio della leggenda dei Chicago Bulls.
La maggior parte dei giocatori di cui il roster del CDC è composto provengono da Sierra Canyon, un istituto privato a Los Angeles che è stato la casa dei fratelli James. Bronny, guardia di 1.91m circa, è nato nel 2004, mentre suo fratello più giovane Bryce, cresciuto fino a 198 cm recentemente, è nato a giugno del 2007. Ashton Hardaway, invece, è un sophomore di 203 cm mentre l’ultimo figlio d’arte in lista, Justin Pippen, è un classe 2005.

Prima di sbarcare in Italia, il CDC ha giocato a Londra e poi a Parigi, in ciascun caso sfidando una selezione dei migliori talenti locali e nazionali. Entrambe le prime gare sono risultate in una sconfitta, 74-81 a Londra e 85-97 contro i migliori U18 francesi. A Roma, il California Basketball Club ha avuto l’occasione di farsi le ossa con una società molto proficua nella produzione di talenti provenienti dal settore giovanile.
Scopriamo cosa è successo all’arena Altero Felici, casa della Stella Azzurra Roma.
IL CDC sbarca a Roma: tutti i riflettori puntati su Bronny James
Manca una mezz’ora alla palla a due quando vedo nel parcheggio dell’arena due immensi camion muniti di tutta la strumentazione necessaria per trasmettere un evento in televisione. Sono le telecamere di ESPN, che trasmetterà la gara in diretta sul canale ESPNU, dedicato allo sport americano.
Metto piede nell’arena ma non faccio in tempo a guardami attorno che Bronny, sulla mia sinistra, è lì a riscaldarsi. Per quanto al tiro risulti già un po’ impreciso, lo osservo attentamente e noto grandi doti di ball handling, quasi da professionista oserei dire. Si vede che Bronny ha avuto l’opportunità di crescere allenandosi con un certo signor James. Da lì a poco la terna arbitrale fischia la fine del riscaldamento e l’inizio del match. Si eseguono solennemente l’inno americano e poi quello italiano. Tutto è pronto per iniziare.
Il primo quarto vede la Stella Azzurra in netto vantaggio, non solo nel punteggio ma, soprattutto, a livello tecnico e fisico. Il CDC sembra prendere la partita fin troppo sotto gamba, e questo risulta in una difesa blanda incapace di opporsi all’attacco dei padroni di casa. Per di più, i californiani faticano a fare canestro da fuori area, non a caso il tabellone di metà primo quarto segna 12-1 per la Stella. La seconda frazione sigla la ripresa degli ospiti. Bronny è ancora impacciato, continua ad occuparsi bene del pallone eppure non è in grado di trovare il fondo della retina.

A ridurre lo svantaggio è Ashton Hardaway, che potrebbe non avere la rapidità e l’esplosività del padre ma dimostra una buona mano dalla lunga distanza. I suoi canestri da tre valgono il -6 (21-15). La Stella Azzurra continua a mettere pressione applicando una difesa molto fisica, ciononostante, è in questo frangente che arriva il primo canestro dal campo di Bronny James, a referto dalla punta destra a 4 minuti dall’intervallo. Il protagonista di fine primo tempo è Jimmy Oladokun, centro del CDC di 203 cm, autore di 11 punti fino a quel momento.
E’ di Oladokun l’and-one con tiro libero segnato del 30-29. La Stella Azzurra si ritrova in vantaggio di solo un punto. Sulla rimonta del CDC si chiude il primo tempo.
Il terzo quarto è il momento in cui gli ospiti tornano definitivamente in gara, anche a livello mentale. Dopo un leggero sbandamento iniziale che li porta sotto di 5, 38-33, Bronny esegue una chasedown (che richiama lontanamente quella di papà LeBron, ndr), recupera palla e la consegna al compagno per la tripla del -2 (41-39). La stoppata di Bronny è fondamentale per spostare il momentum, l’energia sul campo, a favore dei suoi.
Nel quarto quarto torna a segnare Oladokun, questa volta da tre punti. Si iscrive al match anche Majok Choul, centro di 208 cm che esegue prima un gancio e poi manda a bersaglio il canestro da tre del 50-53. I californiani salgono finalmente in vantaggio. Risponde con la stessa moneta Francesco Rapini, sono suoi i tre punti della parità (53-53). Sulla tripla da lontano di Hardaway il CDC si concede un attimo di respiro, 55-60 a 2 minuti dal termine. La Stella Azzurra le prova tutte, tuttavia, il canestro da fuori area sembra non arrivare mai.
Gli ospiti commettono un sanguinoso errore perdendo palla sopra di 3, 57-60. La Stella Azzurra ha la possibilità di pareggiare e mandare la partita ai supplementari. Trenta secondi sul cronometro, i padroni di casa non trovano una via per far canestro, provano il tiro del pareggio allo scadere, ma questo non colpisce nemmeno il ferro. Vincono Bronny James e compagni.
Prima vittoria dopo le due sconfitte a Londra e Parigi. Bronny impreciso a livello tecnico lungo i quaranta minuti, eppure ha fatto quel che dovrebbero fare tutti i giocatori quando i tiri non entrano: giocare più di fisico. La sua stoppata in rimonta è il gesto chiave che ha dato la carica necessaria ai suoi compagni per strappare la vittoria ai padroni di casa. Bene anche Ashton Hardaway, il quale, come detto, dimostra una buona mano al tiro da tre. Bryce James non è sceso in campo, mentre non pervenuto il figlio di Scottie.
Per il CDC, a realizzare più punti è stato Hardaway con 21, segue Choul con 18. Per la Stella Azzurra Roma, Rapini con 11 ed Innocenti con 9.

