Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago Bulls Bulls, Zach LaVine operazione riuscita: ora si pensa al contratto

Bulls, Zach LaVine operazione riuscita: ora si pensa al contratto

di Giovanni Oriolo
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La stagione dei Chicago Bulls è finita a fine aprile con la sconfitta al primo turno dei playoffs contro i Milwaukee Bucks per 4-1. In Gara 5 Zach LaVine, la shooting guard titolare della squadra, era assente per uno dei tanti problemi fisici al ginocchio che lo hanno sempre limitato quest’anno e in tutta la sua carriera. Per questo motivo la stella dei Bulls ha deciso di operarsi di nuovo ginocchio sinistro martedì a Los Angeles.

I dirigenti della franchigia dell’Illinois sono a Los Angeles per partecipare ai Pro-Day prima del Draft NBA e hanno riferito di essere in stretto contatto con il loro due volte All-Star. Nell’ultimo comunicato hanno fatto sapere che l’intervento è “riuscito” e che dovrebbe iniziare un breve periodo di riabilitazione (forse già nelle prossime settimane).

Bulls, Zach LaVine dopo l’operazione riuscita è ora di pensare al rinnovo

La situazione di Zach LaVine è sicuramente la più calda che il front office dei Bulls dovrà affrontare quest’estate. L’ex T’Wolves, infatti, diventerà un free agent senza restrizioni il 1° luglio e le ultime stagioni giocate fanno pensare che il ragazzo cercherà il max. La sua assenza dai 3 quintetti All-NBA gli nega la possibilità di ricevere il super max, ma è eleggibile per ricevere da Chicago uno stipendio fino a 212 milioni di dollari in 5 anni (42.4 l’anno).

C’è chi ritiene che questa ennesima operazione possa aver messo dei dubbi nella dirigenza dei Bulls sul rinnovo della loro stella. Però, nella sua conferenza stampa di fine stagione, l’executive vice president of basketball operations dei Bulls Artūras Karnišovas aveva dichiarato che il suo desiderio era quello di rifirmare LaVine. Aggiungendo che l’eventuale operazione (poi avveratasi), non avrebbe inciso sulla scelta della franchigia.

“Zach è un duro. Quello che ha dovuto affrontare nella seconda parte della stagione giocando sul dolore lo sa solo lui. Per questo noi lo apprezziamo. Ha combattuto in ogni partita per la squadra anche se non era al meglio. Inoltre, anche quest’anno, mi sono divertito a vederlo giocare e portare a casa ottimi risultati. Sono 2 anni che lavoro con Zach e sono 2 anni che viene scelto come All-Star, questo è un orgoglio anche per me. Posso dire che vedendo come lavora e avendolo ormai imparato a conoscere non si fermerà qua

Spero di poter trovare presto l’accordo per il rinnovo con lui e che il prossimo anno sarà ancora con noi. Zach ha un ottimo rapporto con Billy (Donovan), si è integrato bene nel nostro sistema e gli daremo tutto il supporto di cui ha bisogno per rientrare in forma. Quindi spero che rimanga qui per molto tempo”

In questa stagione il calvario dell’ex LSU è iniziato nella partita casalinga del 14 gennaio contro i Golden State Warriors, quando è uscito durante la partita per via di un dolore al ginocchio sinistro. Il giorno successivo si è sottoposto a una risonanza magnetica che secondo i Bulls non ha rivelato danni strutturali, ma ha saltato le cinque partite successive per precauzione. A febbraio, LaVine ha saltato altre tre partite per essere visitato da Neal ElAttrache, lo stesso medico che ha poi effettuato l’operazione l’altro ieri e che lo operò al LCA lacerato nel 2017.

LaVine è poi rientrato per giocare il suo secondo All-Star Game consecutivo, oltre che 20 delle ultime 23 partite dei Bulls. Ma era evidente a tutti che non fosse lo Zach della prima parte di stagione e che giocasse sul dolore.

LaVine: “Ho scelto di operarmi a fine stagione perché prima potevo ancora essere utile alla squadra”

In una recente intervista LaVine ha spiegato il perché ha aspettato la fine della stagione per operarsi. Inoltre ha sottolineato il perché secondo lui fosse stato importante per lui continuare a giocare, anche sul dolore, dopo i problemi al ginocchio accusati.

“La pallacanestro è la mia vita e voglio onorarla sempre al massimo. Per questo ho stretto i denti e ho voluto giocare fino alla fine, anche sul dolore. Perché tengo ai ragazzi con cui gioco, alla squadra, agli allenatori, allo staff tecnico, a tutti. Ci abbiamo messo così tanto per arrivare dove siamo arrivati. Anche io avevo faticato molto e non volevo a nessun costo lasciare la squadra in un momento così delicato. Per me era sbagliato operarmi e saltare delle partite quando potevo andare là fuori ed essere ancora utile alla squadra“.

Certo non ero al 100% e quindi non ero produttivo come quando sono sano, ma ho dato il massimo. Il solo fatto di poter ancora aiutare DeMar, Vooch, Lonzo e tutti gli altri ragazzi a raggiungere gli obiettivi stagionali mi bastava come motivazione per rimandare l’operazione. Penso di aver fatto la scelta giusta, visto che siamo stati in grado di vincere ancora delle partite e arrivare ai playoffs

Zach ha continuato dicendo:

“A volte devi giocare attraverso il dolore e i problemi. Lì si che si vede davvero la grinta e il valore di un giocatore e di una squadra. Sono molto contento di come è andato quest’anno e sono felice di aver lottato contro gli infortuni. Indipendentemente dal contratto, penso che tu i ragazzi hanno visto e riconosciuto la mia mentalità e il tipo di giocatore che sono. Sono un combattente”

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