Cavaliers-Knicks: il gioco di squadra al potere -NBAPassion
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Cavaliers-Knicks: il gioco di squadra al potere

Cavaliers-Knicks: il gioco di squadra al potere

La stagione NBA 2016-2017 si è aperta con la partita tra Cavaliers, campioni in carica, e Knicks. I primi scendevano in campo per lanciare un messaggio alle contendenti per  il titolo; i secondi con l’idea di dare inizio alla rinascita sportiva. I Cavaliers non hanno però avuto problemi a portare a casa la partita, vincendola per 117-88. Siamo solo al primo match stagionale, ma le indicazioni tecniche risultano già interessanti per entrambi i team.

Pochi giorni fa Derrick Rose aveva dichiarato:”Noi e Golden State siamo i superteam di questa lega”. E’ evidente che qualcosa sia andato storto nei meccanismi del gruppo di Hornacek:

  1. Difesa non all’altezza. Nonostante l’arrivo di due ottimi difensori come Lee e Noah, il canestro Knicks è stato bersaglio facile per i Cavaliers. Tutto parte da chi dovrebbe essere il leader della squadra: Carmelo Anthony. Il numero 7 ha permesso a James di creare gioco per i compagni e di segnare punti facili (5 schiacciate per il Re). Anche quando messo a marcare Smith, Melo ha mostrato l’emblema della propria attitudine difensiva, prendendo un facile taglio dietro le spalle. Inoltre Hornacek ha commesso l’errore di consegnare Irving alle cure di Rose, anziché a quelle di Lee. Chiaro che, con continui errori sugli esterni, i lunghi Knicks non possono aiutare sempre, se non pagando lo scotto di lasciare liberi i diretti avversari.
  2. Attacco asfittico. Melo, Rose e Porzingis hanno segnato 52 degli 88 punti dei Knicks. Tra i giocatori di ruolo e i gregari nessuno ne ha segnati più di 8 (Jennings). Questo è indice di un gruppo che, privo ancora di chiare certezze di gioco, si affida agli isolamenti dei tre tenori. Emblematico il numero di soli 17 assist di squadra. Con questo modo di giocare, la partita dei Knicks è durata solo fino all’intervallo. Se i Big Three non iniziano a segnare 80 punti a serata, Hornacek farà meglio a coinvolgere anche gli altri nel sistema offensivo.

Dall’altra parte, i Cavaliers hanno eseguito tutto alla perfezione, dando segnali positivi in entrambe le fasi del gioco:

  1. Gioco di squadra. I Cavs hanno totalizzato ben 31 assist di squadra. quasi la metà (14) portano la firma di James. The King, come previsto, decide di regalare grande spazio per realizzare ai propri compagni. Da una situazione del genere è nata una circolazione di palla che ha portato i Cavaliers a facili conclusioni da dentro e fuori l’area. Inoltre, ha portato buoni risultati la consegna delle chiavi a livello realizzativo a Irving e Love. I due Cavaliers di primissima linea hanno combinato 52 punti, dimostrando di meritare la fiducia del Re. Nella stagione dei Cavs, sarà importante, a livello di punti, godere di costanza da parte di Kyrie e di KL.
  2. Difesa migliorata rispetto alla scorsa stagione. Gli ultimi episodi delle Finals hanno  donato una certa consapevolezza difensiva alla truppa di Lue. Nel primo tempo sono stati concessi diversi canestri facili al ferro, soprattutto a Rose. Nella seconda metà, i Cavaliers hanno negato l’area ai Knicks, scommettendo anche sulle percentuali da 3 (9/27). Una scelta sicuramente saggia da parte dello staff. Questa ha, infatti, permesso di scavare il solco nel terzo quarto. Infine, da notaresche gli innesti di Dunleavy ed Andersen potrebbero rivelarsi quantomai preziosi nella metà campo difensiva.

Insomma, da una parte una squadra fatta e finita, pronta a difendere il titolo: i Cavaliers. Dall’altra una squadra che deve ancora trovare i propri equilibri: i Knicks. E sarà meglio farlo in fretta…a New York non c’è più tempo né pazienza per eventuali fallimenti.

LeBron James dei Cavaliers difende su Carmelo Anthony dei Knicks

LeBron James dei Cavaliers difende su Carmelo Anthony dei Knicks

Andrea Ranieri
andreranieri98@gmail.com

Studente di lettere presso l'Università Statale di Milano. Allenatore e appassionato di pallacanestro, americana ed europea. Redattore per NBAPassion.com

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