LeBron James e coach Blatt avevano avvisato durante la Pre-Season, l’inizio stagione dei Cavs sarebbe stato difficile, e i primi risultati sembrano aver dato ragione ai due.
Partenza in salita con record 1-3, salvo un’inversione di tendenza grazie alle due vittorie di fila contro Nuggets e Pelicans che hanno ridato serenità e fiducia all’ambiente. Quando si cambia molto è normale vivere un primo momento di assestamento. Il cambio più significativo è avvenuto negli interpreti ovviamente. LeBron James e Kevin Love, uniti al talento del già presente Kyrie Irving, spostano sicuramente gli equilibri.
Se da una parte il talento offensivo non si discute, ciò che meno è stato curato nella costruzione del roster, è sicuramente la tendenza del team a difendere. Se LeBron sotto questo aspetto è un giocatore di assoluto livello, non si può dire di certo lo stesso per Love e Irving, gente che con la fase difensiva ha poco da condividere. Proprio qui entra in ballo Dion Waiters, guardia dalle grandi potenzialità che, a causa della scarsa tendenza a dar man forte in difesa, può essere considerata la vittima sacrificale della situazione. Dopo poche partite infatti, coach Blatt ha capito che l’unica soluzione possibile fosse postare Waiters in panchina, dando maggiore equilibrio al quintetto con l’apporto di Shawn Marion. Il cambio ha quindi una ragione tattica, troppi shooter e pochi difensori.
Ma come l’avrà presa il ragazzo proveniente da Syracuse? Avrà digerito questo boccone amaro? Se da una parte, molto professionalmente, non è arrivata nessuna lamentela a riguardo della situazione, David Blatt, comunque, ha tenuto a precisare che non deve essere vista come una bocciatura da parte di Waiters in quanto: “Non mi piace il termine ‘panchinaro’ perché non penso che corrisponda al vero. Waiters è un ragazzo che ha un minutaggio importante e garantisce un grande contributo. Che parta dal quintetto o meno fa poca differenza. Tutto sta nel modo in cui gioca e in cosa fa in questi minuti”.
Ecco quindi come, coach B. mandi dei segnali significanti nei confronti del suo ragazzo. Waiters è giovane e ha tempo per crescere, l’importante è capire che non conta molto partire dallo starting five o dalla panca, quanto più giocare bene ed essere determinanti per la franchigia, cosa dimostrata raramente nei primi due anni ai Cavs. Pertanto ha indirettamente delineato il nuovo importante ruolo che aspetta il 22enne da adesso in poi: diventare un giocatore importante dalla panca, il sesto uomo, il fattore che possa guidare il second team quando i Big Three tireranno il fiato in panca, trasformandosi praticamente nel Manu Ginobili della situazione.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino

