Sono trascorse solo poche partite dall’inizio della nuova Regular Season e parlare di statistiche, per certi versi, potrebbe ancora essere prematuro ma il sito ESPN ne riporta una davvero interessante.
I Cleveland Cavaliers in questo inizio di stagione sono la squadra con la miglior percentuale al tiro della lega assestandosi con un ottimale 60.7%. Ad impreziosire ulteriormente questo valore sono i tiri sbagliati di Tristan Thompson che attirano più clamore rispetto alle conclusioni corrette in quanto sono molto rari.
Nella penultima partita giocata dai Cavs, mercoledì scorso contro i New York Knicks vinta da Cleveland per 96 e 86, Thompson ha fallito solo due conclusioni ma si è distinto per la sua posizione in campo. Esattamente un possesso dopo aver segnato in schiacciata su alley-oop servito da Mattew Dellavedova, il big man si è preso un jumper dal palleggio da poco oltre la linea del fallo laterale.
Nonostante la conclusione abbia colpito il secondo ferro traducendosi poi in un rimbalzo difensivo da parte dei Knicks, ciò che ha destato più scalpore è stata la naturalezza con la quale si sia preso quel tiro da quella distanza unita anche al fatto che la transizione offensiva dei Cavs godeva ancora di 17 secondi disponibili.
In questa stagione le conclusioni sbagliate da una distanza compresa tra i 10 e i 19 piedi sono state 2 su 6. Questo rappresenta un sostanziale cambiamento nel gioco del classe ’91.
Alla domanda circa il suo range di tiro aumentato, lo stesso Thompson ha così commentato:
Io mi sento bene. Non vado li a cercarlo di proposito. Come ho già detto esso dipende della manovra offensiva, del tempo restante e del punteggio. Lo stesso LeBron (James) mi ha detto di prendere il tiro se è una buona giocata all’interno dell’azione offensiva. Stessa cosa per Kevin (Love). Loro mi hanno visto lavorare e praticarlo in allenamento così, se è un tiro aperto, lo prendo. In caso contrario continuo la manovra offensiva oppure attacco il ferro e faccio quello per cui sono stato chiamato ossia giocare duro”.
Love è considerato come uno dei migliori stretch 4 dell’intera lega ed anche lui ha espresso parole d’elogio su alcune giocate similiari del suo compagno di squadra:
Ha lavorato sodo. Siamo stati giù a tirare un bel pò. Non so se sarà al 100% ogni singola notte ma abbiamo molta fiducia in lui e in tutto ciò che fa”.
Il prodotto di Texas ha accumulato già diverse notti in questa stagione in cui ha messo tutte le conclusioni che ha preso lontano dal ferro. Nella gara di apertura contro i Miami Heat ha piazzato entrambi i jumper che ha preso. Un paio di sere dopo, a Philadelphia, ha avuto la possibilità di servire James con un lob ma ha preferito optare per un tiro dalla media distanza che è passato inesorabilmente attraverso la rete. Tutto ciò a testimonianza di come il suo tiro gradualmente sta divenendo sempre più affidabile.
Thompson adesso è in un equilibrio difficile in quanto la parte del gioco che maggiormente lo contraddistingue è la sua eccelsa capacità nel saper catturare i rimbalzi offensivi. Se è intento a costruire queste conclusioni da fuori il pitturato di conseguenza priverà i Cavs della sua presenza sotto la plance.
Allo stesso tempo, una delle principali critiche imputate al big man canadese, specialmente dopo aver firmato l’estensione quinquennale ad 82 milioni complessivi, è il suo gioco offensivo relativamente limitato che lo hanno portato ad avere finora soltanto una media di 10.1 punti in carriera.
Al momento Thompson sta cercando di guadagnarsi interamente l’estensione espandendo il suo gioco pur non dimenticando ciò per cui è principalmente pagato.
Riuscirà il giovane canadese ad incrementare le sue medie pur mantenendo una massiccia presenza a rimbalzo?
Per NBA Passion,
Antonio Cannizzaro (@AntonioCan22 on Twitter)


