Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsChicago Bulls, le ultime su Melo: serve un sacrificato illustre

Chicago Bulls, le ultime su Melo: serve un sacrificato illustre

di Marco Tarantino

Sembra ormai scontato o quasi l’approdo di Carmelo Anthony a Chicago: dopo la notizia che uscirà dal contratto che lo lega ai New York Knicks e testerà la free agency, tutti in America sono sicuri che firmerà un contratto con i Bulls.
Il suo arrivo sarà sicuramente di grande impatto per la piazza ed aiuterà sicuramente Noah e soprattutto Rose nella ricerca di una altra All Star da inserire in quintetto per dare l’assalto definitivo al titolo: in questa stagione, e soprattutto nei playoffs è emerso in maniera evidente il limite della squadra di coach Thibodeau, ovvero la mancanza (con Rose infortunato) di un giocatore leader offensivamente parlando che possa inventare una giocata imprevedibile e tirare fuori dalle mani punti facili.

Bulls vs Knicks

Ma per firmare Melo i Bulls avranno bisogno di alcuni tagli nel proprio roster che potrebbero, anzi sicuramente non si fermeranno al solo utilizzo della clausola amnesty su Carlos Boozer.
Dopo il rifiuto di Phil Jackson di firmare di nuovo Anthony e scambiarlo con i Bulls (sign and trade) per Boozer e le due scelte al draft 2014, non restano molte alternative al Gm di Chicago.

I Bulls hanno 9 contratti garantiti per la stagione 2014 per un totale di 64 milioni di dollari con uno spazio salariale di circa 1.7 milioni: non basterà la clausola amnesty su Boozer per creare lo spazio sufficiente ad offrire un contratto a Melo da circa 22/23 milioni, vediamo perchè!

Se i Bulls riusciranno a liberarsi delle due scelte del draft 2014, che potrebbero pesare intorno ai 3.1 milioni e Mirotic resterà in Spagna per un altro anno, nel Real Madrid,  dovranno necessariamente firmare tre giocatori al minimo salariale per raggiungere un roster di 13 giocatori ed arriveremmo a quota 65.5 milioni.

Il contratto da tagliare di  Carlos Boozer è di 16.8 milioni e quindi porterà gli ingaggi non a quota 48.7 ma di 49.2 perchè con la clausola amnesty saranno detratti 500.000 dollari al tetto salariale. Siamo a quota 15 milioni, ancora molto lontani dai 22 ipotizzati.

Servirà un altro taglio, e non potrà essere Mike Dunleavy, che potrebbe aggiungere circa 2.8 milioni (3.3 il suo contratto) nè tanto meno Jimmy Butler che invece il prossimo anno andrà a guadagnare 2.1 milioni e ne regalerebbe soltanto 1.6 al tetto ingaggi.

Il candidato numero 1 resta perciò Taj Gibson, ala grande in piena fase di maturità, che sembrava essere pronto per partire in quintetto il prossimo anno dopo esser stato un sesto uomo di lusso in questa stagione. Tradando Gibson arriverebbero i fondi necessari per offrire a Melo il contratto che si aspetta, ma questo priverebbe in un colpo solo i Bulls delle sue due ali grandi, che si sono rivelate ottime in questa annata. Tenere Gibson significherebbe dover convincere Melo ad accettare una offerta al primo anno inferiore ai 18 milioni di dollari: molto difficile.

Sarà così utile firmare Melo per i Bulls nella ricerca del titolo se costerà molti sacrifici alla franchigia?

Per NBA Passion,
Marco Tarantino

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