“Non è clutch. Non ha range. Non c’è mai quando conta. Non difende.”
Queste sono solo le più sobrie delle tante considerazioni che il mondo della pallacanestro riversava contro Chris Bosh ai tempi dei Raptors.
Forse le più importanti, anche se io quegli epiteti ancora oggi li ricordo praticamente tutti. Forse perché molti ero il primo a condividerli. Forse perchè tutto il mondo del basket li condivideva.
Chris Bosh era tutto ciò che Toronto aveva. E viceversa.
La linea sottile che separa un campione da un gran giocatore è la sua capacità di adattarsi alle situazioni. Di cogliere le opportunità se e quando ti si presentano di fronte. Di mettere in discussione e a disposizione il proprio “io” in favore di un collettivo.
Per uno come Chris, arrivato al massimo ad essere umiliato nel primo turno di playoff, significava dimostrare al resto del mondo di poter rinunciare ai 22+10 di media – sempre fatti passare come inutili ma roba per pochi eletti – per poter pensare di far parte di un progetto vincente.
Nonostante l’inevitabile scetticismo iniziale del tempo, l’occasione arrivò con la chiamata di Wade, James e Riley in quel di Miami.
Additato come il principale problema da risolvere, come colui che avrebbe rotto il giocattolo, come il terzo incomodo che avrebbe preteso più onori che oneri, Chris Bosh è stato in realtà la chiave di volta per il successo del progetto Big3.
Molti lo ricorderanno più che altro per qualche canestro importante, per quel rimbalzo per LA tripla di Allen o quella stoppata su Green, ma il lungo con la faccia da pterodattilo è stato fondamentale anche in termini di redefinizione del ruolo. Con l’aiuto di LBJ e la benedizione di coach (guru) Spoelstra ha sostanzialmente illuminato la strada dal ferro al perimetro per i lunghi del basket moderno, ridefinendo il concetto di Stretch5 determinante sui due lati del campo.
Perdonatemi la retorica, ma sono particolarmente affezionato alle rivincite. A quelli dati per morti che risorgono. Agli underdog che ce la fanno. Ai deboli che trovano in sè la forza. Chris Bosh verrà ricordato per esser stato un pluri AllStar, un campione olimpico e un due volte campione NBA.
Da oggi, per le questioni relative alla sua salute che tutti conoscete, non è più un giocatore dei Miami Heat.
Da oggi, Chris Bosh non è più un giocatore di basket.
Da oggi, Chris Bosh aspetta solo la chiamata per la Hall of Fame.
And One

Chris Bosh (Miami Heat)

