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Clippers, per Doc Rivers fondamentali le conferme di DeAndre Jordan e suo figlio Austin

di Giuliano Granata

La stagione dei Los Angeles Clippers, dopo aver vissuto un periodo entusiasmante culminato con la vittoria contro gli Spurs, è terminata nel peggiore dei modi. Infatti i ragazzi di Doc Rivers sono diventati una delle nove squadre nella storia della NBA a farsi rimontare nei Playoffs dopo essere stati in vantaggio 3-1. Sicuramente sembrava che potesse essere realmente l’anno dell’ormai eterna “seconda” squadra di Los Angeles per arrivare al tanto agognato titolo NBA ma gli Houston Rockets si sono dimostrati molto più affamati e per la franchigia di Steve Ballmer è  già iniziata la offseason che sarà ricca di interrogativi.

Nonostante le certezze rappresentate da Chris Paul e  Blake Griffin, il roster per il prossimo anno è tutt’altro che definito e sarà una lunga free agency per Coach Doc Rivers, che dopo essere stato criticato per la scelta di alcuni giocatori lo scorso anno (come per esempio il contratto dato a Spencer Hawes), dovrà valutare bene le possibili riconferme e nuovi innesti, anche e soprattutto perchè la situazione salariale non è delle migliori. L’incognita principale è rappresentata da DeAndre Jordan che in estate sarà free agent e per i Clippers la sua rifirma rappresenta una priorità. Per le sue capacità difensive e atletiche è uno dei lunghi più ricercati della prossima free agency e già alcune squadre si sono dimostrate interessate a lui (Mavericks su tutti) ma i Clippers faranno di tutto per trattenerlo come dichiarato dall’ex allenatore dei Celtics a Fran Blinebury di NBA.com : “La nostra priorità è D. Jordan, questo è ovvio. Non so quanto posso dire su quest’argomento. Si può interferire con la libertà del ragazzo? Se questo è possibile, allora ho intenzione di provare a condizionarlo in questo momento.” 

Chris Paul e DeAndre Jordan

Chris Paul e DeAndre Jordan

DeAndre Jordan, però, non sarà l’unico free agent che potrà decidere il suo futuro liberamente, infatti abbandoneranno il roster di Los Angeles anche Austin Rivers, Hedo Turkoglu, Glen Davis, Ekpe Udoh e Dahntay Jones. Lo stesso Doc Rivers si è già espresso su questi giocatori tramite Arash Marzaki di ESPN Los Angeles dicendo che proverà a rifirmare soltanto suo figlio Austin Rivers, il quale, nepotismo a parte, è stato sicuramente il miglior giocatore della panchina dei Clippers nei Playoff, a volte risultando molto più utile del sesto uomo designato Jamal Crawford. “Penso che la trade è stata molto utile per noi, l’unica critica che ho ricevuto è quella di aver ceduto troppo per lui. Non sono sicuro che la trade sia stata sfavorevole per noi. Una seconda scelta per un giocatore di rotazione di soli 22 anni. Non so nemmeno se c’è una domanda da fare. E’ stata una scommessa per me personalmente. Era solo dura per me ed ero portato a non volerla fare ma sono felice di aver ascoltato la gente per un cambiamento e non sono stato testardo per fortuna. Ho ascoltato Dave Wohl. Ad inizio anno abbiamo firmato Farmar e non ho ascoltato nessuno. Col senno di poi sarebbe stato bello avere lui [Austin] tutto l’anno, magari avremmo potuto giocare meglio. E’ stato un errore. “ Inoltre Rivers aggiunge :” La gente che lo critica forse non si rende conto che ha solo 22 anni. Questo è il modo in cui io invece lo guardo. E’ giovane e ci ha sicuramente aiutato. Penso che questo sia evidente a tutti, inoltre penso che lui si trovasse bene qua e che gli piacesse anche l’allenatore, a volte. Sai, sarà interessante. Io davvero lo voglio far ritornare e penso che sarebbe fantastico averlo di nuovo qui ed è adatto per questa squadra. Ma gli affari sono affari e sarà una cosa interessante di questa estate.”  Insomma sicuramente la decima scelta assoluta del Draft 2012 ha lasciato il segno nella ‘Lob City’, come dimostrato dalle ottime cifre che ha ottenuto durante i Playoffs dove viaggiava a  8.4 punti e 1.1 assists in 17.9 minuti a partita, cifre sicuramente importanti per un giocatore che nei primi anni della sua carriera NBA ha avuto pochissime possibilità per esprimere le sue qualità. Per quanto riguarda la situazione salariale i Clippers non potranno offrire più della qualifying offer da circa 3.1 milioni annui, proprio perchè i Pelicans all’inizio della stagione hanno rifiutato di estendere la QO di Rivers e per questo motivo le altre franchigie potrebbero offrire contratti più onerosi. Nonostante tutto quindi Austin Rivers dovrebbe accettare, nel caso voglia rimanere in California, un contratto vicino alle cifre attuali (2,43milioni in questa stagione) con una player option per il secondo anno a causa della situazione salariale di Los Angeles. Suo padre resta comunque fiducioso infatti quando gli è stata posta la domanda sulla difficoltà di poter convincere suo figlio Austin, Doc Rivers ha risposto :” No, sarà facile. La sua rifirma sarà la più facile, chiamerò sua mamma”.

Doc e Austin, padre e figlio al comando dei Clippers. Binomio che continuerà l'anno prossimo?

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Non resta che aspettare i movimenti che l’allenatore dei Clippers deciderà di fare per migliorare una squadra già forte, ma che con le incognite rappresentate soprattutto da Jordan e Austin Rivers potrebbe perdere due tasselli importantissimi e potrebbe rischiare di indebolire la sua squadra. Quindi se realmente l’obiettivo resterà la vittoria del titolo Los Angeles non può permettersi di perdere due giocatori che sono stati fondamentali quest’anno e che potrebbero aiutare a terminare il processo di crescita dei Clippers di Paul e Griffin.

Per NBA Passion,

Giuliano Granata (@xstrongfanLAL su Twitter).

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