Coach Walton, l’inizio di un lungo cammino

di Marco Damiani
Luk Walton e Thibodeau non saranno sulla panchina Knicks nella prossima stagione?

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Luke Walton è alto 203 cm e pesa 106 Kg, ma questi sono dati oramai poco interessanti e per nulla utili, perché il figlio dell’Hall of Famer Bill Walton non gioca più a basket, o meglio, scende in campo, ma in borghese, con appunti pre-partita sotto braccio e lavagnetta al seguito.

L’ex  Los Angeles Lakers ha, difatti, da poco intrapreso il cammino per affermarsi come allenatore, permanendo poco meno di un anno all’Università di Memphis, passando per la D-League e approdando, nella stagione 2014-2015, nella massima Lega americana come vice di Steve Kerr ai Golden State Warriors. Esordisce come capo allenatore il 27 Ottobre 2015 in attesa del rientro dello stesso Kerr (fuori per seri problemi alla schiena), e viene addirittura nominato “Coach del Mese della Western Conference NBA” per le partite giocate tra ottobre e novembre, complici anche le incredibili prestazioni individuali, in particolare di Stephen Curry.

La sua conoscenza del gioco è, senza dubbio, dovuta in gran parte ai suoi anni da giocatore a Los Angeles, allenato da Phil Jackson, guru e profondo conoscitore dello sport sul campo e fuori, e Kobe Bryant, uno dei più grandi esecutori dell’attacco triangolo. A proposito di Walton, lo stesso Bryant, intervistato da Diamond Leung del San Jose Mercury News, dice:

Di solito, quando lui era ancora qui a giocare, lo prendevo in giro sul fatto che fosse destinato ad essere molto meglio come coach che come giocatore. Gli stavo alle costole. Lui non voleva sentirlo perché non aveva ancora in testa di poter essere un allenatore, ma io sì. 
Era lì. Era solo questione di tempo”.

È molto intelligente. Vede sempre il gioco come combinazioni e sequenze. …La maggior parte dei coach pensa in combinazioni da due, lui pensa in combinazioni da tre. Questo passaggio porta ad un altro che ne porterà ad un altro ancora. E ricordo noi due seduti nello spogliatoio a parlare di questa roba”.

Per ora le sue quotazioni, come coach, sono in rialzo e già qualche squadra ha mostrato interesse nei suoi confronti. Come inizio non c’è male.

Sky’s the limit.

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