La squadra:
Come detto, fino adesso non c’è praticamente alcuna novità rispetto al roster dell’anno passato, con sole due piccole differenze.
Anzitutto l’ingresso di Dennis Smith Jr. Nona scelta al draft di quest’anno, playmaker molto promettente e possibile steal of the draft. In secondo luogo l’uscita di DeAndre Liggins verso Houston, con il giocatore già rientrato nell’affare CP3. Stop. Nulla più, nulla meno.
Troppo poco? Forse si, tanto più osservando come un già iper-competitivo Ovest (per non parlare della Division, ambito in cui i Mavericks sono sempre stati in difficoltá) sia stia ulteriormente rinforzando. Nowitzki, Barnes, Curry, Matthews e Noel (Mejri) potranno bastare per arrivare almeno alla post season? Difficile, sia a dirsi che a realizzarsi.
E’ vero: è un gruppo composto da un buon mix di giovani talenti e uomini d’esperienza, ma forse un piccolo ulteriore salto sarebbe necessario.

Il possibile quintetto base (Photo by Tom Pennington/Getty Images)
Cosa ha di buono questo quintetto? I vantaggi sono sostanzialmente riassumibili così:
- Dirk Nowitzki, nonostante l’età e le medie che inevitabilmente scendono, resta un diamante raro. Capace a quasi 40 anni di dare quello sprint in più che può fare la differenza tra il vincere e il perdere una partita.
- Barnes resta senza dubbio l’acquisto più importante dell’ultimo periodo. Dopo qualche delusione regalata ai tifosi Warriors durante le penultime Finals, potrebbe aver trovato a Dallas la giusta dimensione per crescere e migliorare.
- Seth Curry è probabilmente la maggior sorpresa. Arrivato in sordina, ha dimostrato gran talento (dote di famiglia), medie sontuose e “rabbia agonistica”, molto spesso utile per svegliare una squadra un pò assopita.
- Wes Matthews è probabilmente in una fase calante della sua carriera. L’anno passato, però, tra alti e bassi, ha saputo più volte tenere a galla i compagni. Buon 3&D player.
- Nerlens Noel è ancora da valutare, è giovane e in canotta blu ha giocato poco. Nonostante ciò le potenzialità sono indubbie.

