Ricky Rubio e la sua free-agency: “Voglio una squadra di peso, sarà un domino”

Ricky Rubio, possibile obbiettivo dei Cleveland Cavaliers

L’inizio della free-agency si avvicina sempre più, e non saranno disponibili solo le superstar di cui si parla giornalmente, ma anche giocatori solidi ma meno blasonati come Ricky Rubio. Il playmaker spagnolo era arrivato negli Utah Jazz il 30 giugno 2017, tramite uno scambio con i Minnesota Timberwolves. Ad oggi il suo contratto è in scadenza, e, nonostante due stagioni positive, la squadra di Salt Lake City non sarebbe interessata ad offrirgliene uno nuovo.

Lo spagnolo si trovava in patria in questi giorni per un evento tenutosi nel porto di Barcellona. In collaborazione con Adidas ha preso parte a “Parley for the Ocean”, evento riguardo l’inquinamento del mare. Rubio ha rilasciato anche delle dichiarazioni al quotidiano locale “Marca riguardo la free-agency NBA, ma non solo.

Il giocatore ha commentato così la sua imminente esperienza da free-agent senza restrizioni:

“Sarà divertente perché potrò scegliere tra molte squadre. Ma dipende da molti fattori, ci sono dei giocatori importanti le cui decisioni influenzeranno l’andamento del mercato. Qualsiasi loro movimento lo farà e darà il via ad un effetto domino.”

Ha poi dichiarato i suoi obiettivi:

“Non mi voglio certo accontentare. Ci sono squadre che hanno sotto contratto un playmaker titolare, e quelle me le posso scordare. Io ne cerco una di un certo peso, che mi dia i giusti minuti e che possa competere per i playoff. Questo ne esclude già alcune.”

Rubio ha infine parlato delle attuali NBA Finals, delle quali è protagonista il suo amico e connazionale Marc Gasol. Per lo spagnolo non bisogna sottovalutare i Golden State Warriors, che già in gara 5 “hanno mostrato il cuore del campione”, sebbene ai Toronto Raptors dell’amico manchi solo una vittoria per l’anello. Ha raccontato:

“Se Marc vince l’anello mi ha promesso una foto insieme!”

Comunque, l’ex playmaker di Minnesota ed ormai, salvo sorprese, di Utah, viene da un contratto da quasi 15 milioni di dollari annui. Nelle due stagioni con i Jazz ha realizzato 13 punti, 6 assist e 4 rimbalzi di media. Probabilmente, forte di numeri rispettabili, vorrà quantomeno confermare le cifre che recita il suo contratto in scadenza a giorni. Resta da vedere quale squadra da playoff sarà eventualmente interessata ad offrigli tanto.

Boston Celtics, Kyrie Irving ed un ulteriore indizio che lo avvicina a New York

Poche ore da free-agent e Kyrie Irving decide di tirare un ulteriore scossone all’ambiente Celtics in vista delle prossime due settimane di trattative e colloqui. Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, Uncle Drew avrebbe deciso di cambiare procuratore e agenzia di rappresentanza: sarebbe ufficiale, infatti, la risoluzione tra la PG e il suo agente di lungo corso Jeff Wechsler.

Sempre secondo ESPN, Kyrie starebbe trattando un accordo con la Roc Nation Sports proprio in queste ore, agenzia newyorkese e con un chiaro collegamento con le due franchigie operanti nella Grande Mela. Una decisione sorprendente o un possibile ulteriore indizio in vista della FA? Vediamo perchè, nonostante siano solo congetture, la seconda ipotesi non parrebbe esagerata.

Kyrie Irving-Roc Nation Sports: più che una scelta professionale, un ‘occhiolino’ ai Nets?

Partendo dal fatto che le seguenti affermazioni possano rappresentare delle mere coincidenze, Twitter è stato invaso da riferimenti e collegamenti abbastanza fondati. Infatti, il presidente della Roc Nation è tale Jay-Z, supporter storico dei Brooklyn Nets. Inoltre, sembra che a livello professionale ci sia una stretta connessione tra il CEO di questa agenzia e il quadro dirigenziale dei Nets.

Come se non bastasse, in aggiunta, tale società veste anche i panni di rappresentate di Kevin Durant, obiettivo n. 1 dei New York Knicks nonostante l’infortunio occorsogli in G5 delle NBA Finals. Oltre al 2-volte MVP delle Finals, la Roc Nation cura anche l’immagine di Henry Ellenson, da qualche mese nuovo membro dei Knicks.

Considerazioni a parte, questi ulteriori dettagli non sembrano di certo essenziali ai fini della trattativa: eppure, la collocazione temporale degli eventi può voler dire qualcosa di più. Coincidenze o frecciatina alle pretendenti? Non lo sapremo mai: resta il fatto che questo mercoledì ci ha restituito un nuovo protagonista dei rumors e della prossima FA, almeno momentaneamente: e costui non ha il Monociglio. 

 

Rich Paul su Anthony Davis: “Nessun rinnovo, diventerà free agent”

Boston Celtics Anthony Davis-divisa-pelicans

Prosegue la telenovela riguardo la situazione di Anthony Davis, questa volta con l’intervento dell’agente del giocatore, Rich Paul.

Il membro della Klutch Sports ha voluto fare chiarezza riguardo il futuro del proprio assistito, dichiarando che diventerà free agent nel 2020 a prescindere dalla franchigia in cui approderà via trade. Non firmerà dunque nessuna estensione contrattuale.

“Non ho idea di dove andrà, e non importa”, ha detto. “Perchè dovrebbe importarmi? Esploreremo la free agency. Ha un anno di contratto, deve giocare, ma dopo di ciò, posso dirlo: Anthony Davis sarà free agent nel 2020”.

Rich Paul allontana Anthony Davis dai Boston Celtics, “Non rifirmerebbe”

Con il proprio intervento a Sports Illustrated, Rich Paul ha voluto inoltre spegnere le speranze dei Boston Celtics. L’agente ha fatto sapere che nel caso in cui venisse scambiato ai Celtics, resterebbe in Massachusetts per una sola stagione.

“I Boston Celtics possono provare a prendere ora Anthony Davis, ma rimarrebbe da loro per un anno. Se i Celtics riuscissero ad ottenere AD via trade, noi andremmo a Boston ma solo per rispettare i nostri obblighi contrattuali, e successivamente Davis diventerà free agent. Glielo ho già detto. Se dovesse andare via da Boston dopo che avranno sacrificato assets per ottenerlo? Non criticate Rich Paul”, ha dichiarato.

Queste parole allontanano quindi i Celtics dalla sfida per il n°23, con una possibile trade che potrebbe avvenire entro pochi giorni, nonostante le smentite di David Griffin, vicepresidente dei Pelicans.

Free agency 2019, la NBA anticipa l’orario d’inizio alle 18 del 30 giugno

kevin durant nba finals

La NBA ha intenzione di anticipare l’orario di inizio ufficiale delle trattative per la free agency 2019 alle ore 18:00 (ora di New York) del 30 giugno.

Un anticipo di sei ore rispetto al consueto scattare della mezzanotte del 1 luglio, una correzione necessaria per evitare che i primi colloqui tra squadre, giocatori e rispettivi rappresentanti inizino a notte inoltrata.

La misura, sinora solo una proposta, andrà approvata entro breve per essere applicabile già alla free agency 2019: “E’ qualcosa che ho sentito chiedere da tanti addetti ai lavori ed amici dei media” Così il Commissioner NBA Adam Silver già nel luglio scorso “E diventando tutti più vecchi, credo che stiamo diventando tutti stanchi di lavorare sempre di notte. C’è davvero la necessità di iniziare (la free agency, ndr) di notte? Dovremo trovare un accordo su questo con la Associazione Giocatori“.

E’ sempre stata una consuetudine” Ancora Silver “Ma non significa che non possa cambiare (…) anticipare l’orario aiuterebbe inoltre la copertura mediatica dell’evento. Per la prossima stagione cambierà qualcosa“.

La free agency NBA 2019 sarà un momento particolarmente delicato. Giocatori come Kevin Durant, Kawhi Leonard, Kyrie Irving e Jimmy Butler dovranno rendere innanzitutto nota l’intenzione di non esercitare le rispettive player options e diventare unrestricted free agent.

Klay Thompson, Kemba Walker, Khris Middleton, Tobias Harris, DeMarcus Cousins, D’Angelo Russell, Nikola Vucevic e J.J. Redick alcuni dei free agent già “noti” a partire dal prossimo 30 giugno.

Kemba Walker sul suo futuro: “Non ho idea di quello che accadrà con gli Hornets”

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Kemba Walker ha più volte espresso alcuni pareri sul suo futuro in estate, in modo particolare sulla sua possibile permanenza agli Charlotte Hornets. Allo stato attuale il giocatore 28enne non vuole ritenersi vincolato e, presumibilmente, vaglierà ogni soluzione che gli si porrà davanti.

I DETTAGLI DELLA VICENDA

Kemba Walker, obiettivo di mercato di diverse franchigie Nba, tra cui i Knicks e i Mavericks.

In particolare, il numero 15 di Charlotte avrebbe affermato pubblicamente che si incontrerà con il suo agente per capire quali saranno le prossime mosse da fare. Con riferimento al team di Michael Jordan, poi, il nativo di New York ha ammesso di “non avere idea” di cosa succederà.


Le opinioni recenti del prodotto di Connecticut contrastano con le dichiarazioni rilasciate alla stampa ad inizio stagione, nel quale Walker parlava apertamente di un futuro lungo con Charlotte, con la volontà di voler costruire “qualcosa di speciale”. Ma la stagione 2018-2019 della squadra della Carolina del Nord è stata molto al di sotto delle aspettative iniziali: con un record di 39 vittorie e 43 sconfitte, ed il nono posto finale nella Eastern Conference, gli Hornets mancheranno i playoff per il terzo anno consecutivo.

In tutto questo, è evidente lo status di prima grandezza ormai raggiunto dal playmaker classe 1990, come si evince dalle statistiche da lui raccolte quest’anno.

  • 25,4 punti
  • 4,4 rimbalzi
  • 5,9 assist
  • 43,1 FG%
  • 35,5 3P%
  • 84,2 FT%

Aldilà di tali dati, Kemba sarà un free agent senza restrizioni a partire dal prossimo 1 Luglio. Nel 2014-2015, infatti, egli aveva firmato con il team un accordo quadriennale da 84 milioni, dando fiducia alla squadra che aveva puntato su di lui sin dal primo momento. Ma le vicende, come sappiamo, si sono evolute in maniera piuttosto diversa.

Durante lo svolgimento della Regular Season, più volte è sorto in modo lampante il desiderio della nona scelta al draft 2011 di ambire a contesti competitivi, i quali potrebbero essere rintracciati in diverse franchigie interessate al numero 15, tra tutte i Dallas Mavericks e i New York Knicks, prossime entrambe ad un futuro molto interessante negli anni a venire. Nonostante ciò, comunque, i Calabroni possono offrire alla loro stella una proposta oscillante tra i 190 milioni di dollari e i 221 milioni, mentre tutte le altre squadre possono arrivare  ad un “misero” 140.

La questione, dunque, sembra più tesa che mai. Ma se da parte del 3 volte All Star vi sono molti dubbi, dal lato della franchigia emerge la netta volontà di voler rifirmare a tutti i costi la point-guard, stando anche a quanto riferito dall’allenatore James Borrego.

LE AFFERMAZIONI DEL COACH DEGLI HORNETS SU WALKER

Borrego in compagnia di Kemba.

Quest’ultimo, infatti, a margine della sconfitta rimediata contro i Magic, è intervenuto sulla questione, augurandosi di rivedere al più presto il suo giocatore prediletto.

Adoro Walker, anche come uomo. Mi piace allenarlo, spero di poterlo fare per molti anni a venire.

In conclusione, una nuova possibile vicenda di mercato sta entrando nel vivo. Con la conclusione dei playoff e l’inizio della postseason, sapremo chiaramente se il rapporto tra Charlotte e Walker sarà destinato a sfaldarsi definitivamente.

Jimmy Butler, direzione New York in estate? Le alternative

Jimmy Butler sarà uno dei grandi free agent estivi, e non sarà l’unica questione da risolvere per Elton Brand, General Manager dei Philadelphia 76ers.

Assieme a Butler, anche J.J. Redick ed il neo acquisto Tobias Harris saranno liberi di sondare il mercato. La volontà dei Sixers di trattenere a lungo il nucleo che da qui a maggio dovrà giocarsi l’acceso alle – quantomeno – finali di conference ad Est rimarrà invariata, a meno di disastri (ergo, eliminazioni precoci).

Come riportato però da Sean Deveney di sportingnews.com, è opinione diffusa tra diversi executive NBA che Jimmy Butler non vestirà la maglia dei Philadelphia 76ers la prossima stagione:

Dei tre futuri grandi free agent estivi per i Sixers, Jimmy Butler è colui che avrà meno probabilità di rimanere a Philadelphia a fine stagione

Butler, arrivato a novembre dai Minnesota Timberwolves, che cedendolo a Philadelphia assecondarono il desiderio dell’ex giocatore dei Chicago Bulls di competere in una squadra con ambizioni di titolo, potrebbe dunque rivelarsi a fine stagione il “sacrificato”, nei progetti di Elton Brand.

Redick, che nelle due stagioni passate a Philadelphia ha sviluppato un’intesa speciale, in campo e fuori con Joel Embiid (e recentemente anche con Ben Simmons), e Harris sono considerate due perdine fondamentali e complementari al duo di star dei Sixers, in virtù della grande capacità di aprire il campo e giocare lontano dalla palla.

Jimmy Butler, giocatore intenso e grande trattatore della palla, ha dovuto sacrificare negli ultimi mesi possessi e tiri per adattarsi al sistema offensivo di coach Brett Brown. I Sixers dei “Phantastic 5” hanno le carte in regola per una lunga corsa ai playoffs della Eastern Conference, ma sia Butler che Harris saranno in estate alla ricerca di un contratto al massimo salariale, un impegno potenzialmente onerosissimo per la proprietà dei Sixers, in vista anche del prossimo rinnovo di Ben Simmons.

Jimmy Butler, direzione New York in estate? Le alternative

Butler, 4 volte All-Star e 2 volte nominato nel secondo quintetto difensivo NBA, gode di stima incondizionata nei circoli NBA. Due le squadre che potrebbero puntare decisamente al 29enne prodotto di Marquette University: i New York Knicks ed i Brooklyn Nets.

L’arrivo di Tobias Harris potrebbe aver cambiato in maniera decisiva il panorama in casa Sixers. La posizione di Butler quale “terza punta” di un trio di stelle è dallo scorso febbraio meno scontata, e l’inserimento di Harris nel sistema offensivo di coach Brown è finora proseguito in maniera positiva (19.6 punti e 8.1 rimbalzi a partita, con il 50% al tiro per Harris nelle 18 partite sinora giocate ai 76ers, 13-5 il record di squadra).

Qualora Jimmy Butler dovesse decidere di proseguire altrove la sua caccia al titolo NBA ed all’agognato supermax contract da 157 milioni di dollari in 4 anni, le due squadre di New York potrebbero rivelarsi le alternative più plausibili.

I New York Knicks andranno in estate alla caccia di Kevin Durant e Kyrie Irving. In caso di impossibilità di raggiungere uno o entrambi tra Irving e Durant, Butler potrebbe essere la “seconda scelta” della squadra di coach David Fizdale, allenatore che pone grande attenzione a leadership ed applicazione difensiva.

I Brooklyn Nets avranno in estate spazio salariale a sufficienza per mettere sotto contratto un grande free-agent. Sistemato col rinnovo di Spencer Dinwiddie lo spot di point-guard, il GM dei Nets Sean Marks sarà chiamato a risolvere la questione D’Angelo Russell. L’ex giocatore dei Los Angeles Lakers sarà restricted free-agent in estate, ed attirerà le grandi attenzioni di più di una squadra.

I Los Angeles Clippers, tra le destinazioni “storicamente” gradite da Butler, sono una possibilità concreta. Al pari di New York, i Clippers sono garanzia di piazza di prim’ordine, ed al pari dei Nets squadra di talento ed ambizioni di alta classifica. La presenza di coach Doc Rivers, allenatore in passato di giocatori come Kevin Garnett e Chris Paul, potrebbe far pendere l’ago della bilancia in favore dei Clippers, qualora l’obiettivo numero uno del proprietario Steve Ballmer – Kawhi Leonard – dovesse sfumare.

Brown-Harris, l’head coach di Philadelphia: “Ha grandissimo talento”

Brown-Harris, l'head coach di Philadelphia: "Ha grandissimo talento"

Brown-Harris: rapporto molto felice tra le parti. L’head coach dei 76ers spera in un rinnovo del nuovo acquisto ex Los Angeles Clippers.

Brown-Harris, l’head coach di Phila: “Con lui, tutta la squadra ha acquisito maggior capacità decisionale”

In un’ Eastern Conference che all’inizio della stagione doveva necessariamente essere dominata dai Boston Celtics guidati da coach Brad Stevens, una delle realtà sicuramente più pericolose in vista della prossima post-season sono senza dubbio i Philadelphia 76ers.

La squadra guidata da coach Brett Brown, nonostante i tanti infortuni accorsi in questo ultimo periodo alla stella Joel Embiid, sta proseguendo nel suo processo di crescita e con il mercato messo in mostra in questa regular season, ha lanciato un forte segnale a tutte le dirette concorrenti.

Oltre all’impatto iniziale messo in scena da Jimmy Butler, l’approdo del sorprendente Tobias Harris dai Los Angeles Clippers, ha cambiato ancora una volta le carte in tavola per la post-season dell’Est, ma la situazione che preoccupa leggermente la proprietà è quella legata alla sua situazione contrattuale in scadenza al termine di questa stagione.

Ad intervenire sulla crescita della compagine della Pennsylvania è stato lo stesso coach Brett Brown, che è intervenuto anche sulla vicenda riguardante l’ approdo di Harris in quel di Philadelphia.

Ecco le parole rilasciate dall’head coach dei 76ers ai microfoni del ‘Philadelphia Inquirer‘:

Io spero che Tobias Harris sia un giocatore dei 76ers per molto tempo. Mi piace molto il suo stile di gioco e ha fatto smepre molto bene da quando è arrivato qui a Philadelphia. Ha grandissimo potenziale e talento e tutto ciò che sta facendo in questo momento è sicuramente mettersi in gioco e mettersi a servizio di squadra e organizzazione. Spero molto che nella prossima stagione sia parte integrante del nostro processo”.

Kemba Walker pronto a lasciare gli Hornets? “Deciderò quando sarà il momento”

Kemba Walker-Charlotte Hornets

Kemba Walker, point guard degli Charlotte Hornets, sarà uno dei nomi di grido nella prossima free agency estiva. L’ex scelta numero 9 al draft 2011 degli allora Charlotte Bobcats farà parte di un gruppo di free agent del calibro di Jimmy Butler, Kawhi Leonard e Kyrie Irving.

Durante le ultime due deludenti annate degli Charlotte Hornets, Kemba Walker è stato più volte accostato a diverse squadre.

Kemba Walker sarà free agent l’estate prossima

In prossimità della trade deadline del febbraio scorso, gli Hornets sono arrivati al punto di mettere ufficialmente sul mercato il due volte All-Star, dicendosi disposti a valutare eventuali offerte.

Dal canto suo, L’ex Most Outstanding Player delle Final Four NCAA 2011 con la maglia degli Huskies di UConn, ha sempre ribadito di essere determinato a condurre la sua squadra di nuovo ai playoffs, cercando di non farsi influenzare dalle voci di mercato attorno a lui.

In luglio, in occasione di una visita nella sua New York, Walker aveva dichiarato di considerarsi un “Hornet” a tutti gli effetti, e di non avere piani immediati per l’addio alla franchigia presieduta da Michael Jordan.

Non è nei piani piani andarmene ora, non è una cosa che dipende da me“, queste le parole di Kemba.

Nella giornata di mercoled’, Walker è tornato a parlare del suo futuro. Ospite del podcast radiofonico del giornalista e conduttore TV Brandon “Scoop B” Robinson, l’ex UConn ha corretto leggermente il tiro rispetto alle dichiarazioni newyorchesi di luglio.

Kemba Walker: “Tornare ai playoffs è l’unica cosa che voglio. Prenderò una decisione quando sarà il momento”

Gli Charlotte Hornets sono reduci da due stagioni negative. Nemmeno l’arrivo di Dwight Howard nell’estate 2017 è riuscito ad invertire la tendenza.

In entrambe le stagioni, Kemba Walker si è guadagnato la convocazione all’All-Star Game, ma gli Hornets non sono mai andati oltre le 36 vittorie stagionali.

Brandon Robinson ha domandato a Walker se, in una Eastern Conference priva di LeBron James, gli Charlotte Hornets possano essere considerati dei rivali per Boston Celtics e Philadelphia 76ers.

Questa la risposta di Kemba:

Non direi, perché dovremmo? Nelle ultime due stagioni non abbiamo dimostrato nulla. Nemmeno io considererei gli Hornets dei rivali… Comunque, la cosa non ci tocca, non ci disturba. La stagione non è neppure iniziata, e durante l’anno può accadere di tutto (…) il mio obiettivo sono i playoffs. Voglio tornare ai playoffs, voglio che la mia diventi una squadra da playoffs. La prossima deve essere la prima di tante post-season

– Kemba Walker sui suoi obiettivi per la prossima stagione –

Walker, nato e cresciuto a New York, è stato accostato più volte ai New York Knicks quale possibile obiettivo di mercato. I Knicks saranno in prima linea l’estate prossima per raggiungere un free agent di primo piano, in grado di fare coppia con Kristaps Porzingis.

Kemba rimanda ogni decisione sul suo futuro al luglio 2018:

Non saprei cosa dire. In carriera ho indossato una sola maglia sinora, quella di Charlotte. Quando sarà il momento di prendere una decisione, lo farò. Due mesi fa dissi che non mi vedevo in maglia Knicks, semplicemente perché al momento non mi vedevo con alcuna maglia che non fosse quella degli Hornets, capisci cosa intendo?

– Kemba Walker sull’imminente free agency –

Kemba Walker, Marvin Williams, Nicolas Batum
Nicolas Batum, Kemba Walker e Marvin Williams (AP Photo/Nell Redmond)

Walker rappresenta per gli Hornets 2018\19 una delle poche certezze. Il payroll di Charlotte è impegnato per 120 milioni di dollari in contratti onerosi, elargiti a giocatori come Nicolas Batum, Marvin Williams o Bismarck Biyombo i quali, a causa di infortuni e limiti, non hanno potuto essere di grande aiuto al due volte All-Star.

In estate sono arrivati dai San Antonio Spurs Tony Parker e coach James Borrego. L’ex assistente di Gregg Popovich rimpiazzerà Steve Clifford sulla panchina degli Hornets.

Dal draft (via LA Clippers) è arrivato Miles Bridges. L’ala ex Michigan State è stata selezionata con la scelta numero 12.

George: “Volevo andare ai Lakers, ma ora sono contentissimo qui a OKC”

Lakers Paul George George sugli arbitri

Paul George rimane agli Olahoma City Thunder. Questa è stata una delle prime notizie dall’apertura del mercato dei free agent. PG ha firmato un contratto di 4 anni per un totale di 137 milioni di dollari. Niente Lakers, quindi, per il nativo di Palmdale, città situata proprio a pochi chilometri da Los Angeles. I gialloviola sono riusciti a far firmare invece il Re, LeBron James, realizzando il colpo dell’estate.

PG: “Voglio portare il titolo a OKC”

Già la scorsa estate in molti credevano nel trasferimento dell’ex Indiana Pacers a Los Angeles. L’ala ha chiesto ai Pacers di essere scambiato, ma alla fine è approdato ai Thunder. Dopo una stagione piena di alti e bassi, senza però aver raggiunto gli obiettivi prefissati, George vuole riprovarci. Ecco le sue parole:

Sono davvero contento che i tifosi dei Lakers abbiano voluto il mio ritorno a casa per vestire la maglia gialloviola. Io volevo questo trasferimento prima di decidere di andare ad OKC, ma sfortunatamente non sono stato scambiato ai Lakers. Loro non mi hanno preso. Sono andato ad Oklahoma, e questa è stata una cosa grandiosa per me.

George, una volta diventato free agent, non ha neanche incontrato la dirigenza dell’ex franchigia di Kobe Bryant. Ecco il motivo:

Più che per lealtà, l’ho fatto perché l’ho ritenuta la cosa più giusta da fare. Penso che rimanere qui sia l’opportunità migliore per mettermi alla prova e portare un titolo dove non è stato vinto. Qui tutti mi hanno accolto a braccia aperte, e voglio che i tifosi percepiscano ciò che sento anche io quando penso a ciò che possiamo fare qui. Voglio far parte di qualcosa che sia speciale e che io stesso ho creato.

Dan Gilbert-LeBron: “Vinceremo senza di lui”

Dan Gilbert-LeBron-NBA-2017-2018

Dan Gilbert-LeBron: Anche se James decidesse di lasciare l’Ohio e diventare free agent, il proprietario dei Cleveland Cavaliers Dan Gilbert pensa che la squadra possa rimanere competitiva in futuro.

“Dan Gilbert crede di poter costruire una squadra da titolo senza LeBron, e penso che non vede l’ora di farlo.” ha detto Brian Windhorst di ESPN “Non penso che la costruisca già per il prossimo anno, ma credo che a Dan Gilbert piacerebbe fare una lunga cavalcata che porti i Cavaliers alla vittoria del titolo.”
James ha una player option da 35,6 milioni di dollari per rimanere con i Cavs.

Dan Gilbert-LeBron: si può ricostruire senza il Re?

Se decidesse di andarsene, i Cavaliers probabilmente inizieranno subito una ricostruzione.
“Non c’è un giocatore nei Cavs che è sicuro che giocherà a Cleveland l’anno prossimo” ha aggiunto Windhorst.
Gilbert ritiene che che il suo team può tornare ad essere una contender per il titolo ripartendo da zero. Cosa che però i Cavaliers non hanno dimostrato di potere e riuscire a fare in passato. Avevano zero titoli prima del 2016 e non avevano mai raggiunto le finali NBA senza LeBron.
Durante i quattro anni in cui James ha giocato a Miami, i Cavs non hanno vinto più di 33 partite in una stagione.
I Cavaliers sono stati fortunati alla lottery con tre prime scelte, selezionando Kyrie Irving, Andrew Wiggins e Anthony Bennett. I primi due potrebbero aver contribuito a creare una squadra da titolo, ma è improbabile che la squadra lo sarebbe stata senza James.
Visto che gli sforzi di ricostruzione hanno avuto successo altrove in passato, Cleveland spera di poter ricostruire anch’essa se LeBron dovesse trovare una nuova casa in questa offseason.

LeBron James Free Agency: “E’ bello giocare con gente forte”

LeBron james-empatia

LeBron James Free Agency: LeBron ha più o meno evitato le domande sul suo ormai prossimo stato di free agent dopo che i suoi Cleveland Cavaliers sono stati eliminati 4-0 dai Golden State Warriors.

James quest’estate probabilmente genererà ancora un’altro terremoto che rimodellerà il panorama della NBA. LeBron non avendo annunciato nulla dopo gara 4, sembra ancora pieno di interrogativi.
“Non ne ho idea in questo momento, l’unica cosa che ho sempre fatto è considerare la mia famiglia … la mia famiglia è una parte fondamentale di ciò che decido e decideró di fare nella mia carriera e continuerà ad esserla sempre. Non ho una risposta per te adesso” ha detto James.

LeBron James Free Agency: vuole giocatori intelligenti

Tuttavia, James ha fornito alcune informazioni su quale tipo di situazione cercherà questa estate. Come ha fatto dopo gara 3, James ha menzionato ciò che desidererebbe:
“Ho cambiato aria nel 2010 per poter giocare con giocatori di talento, giocatori che usano la testa in modo eccelso e in grado di vedere cose ancor prima che accadono.” ha spiegato James.
“Quando hai la sensazione di essere molto forte, è pur sempre bello giocare con altri giocatori altrettanto forti.” ha aggiunto.
James è stato accostato soprattutto ai Philadelphia 76ers, ai Rockets e ai Lakers, sebbene non si sia ancora detto niente in un modo o nell’altro.

Isaiah Thomas-Miami: l’ex Celtics interessa agli Heat

infortunio isaiah thomas-Isaiah Thomas-Miami

Isaiah Thomas-Miami affare possibile? Secondo gli ultimi rumors si. Isaiah Thomas potrebbe lasciare Los Angeles quest’estate. Si sono infatti fatti avanti i Miami Heat, che sono interessati al giocatore per puntare al raggiungimento dei playoffs anche il prossimo anno. Però probabilmente gli Heat non avrebbero lo spazio salariale necessario per poterlo firmare, secondo quanto riferito da Ira Winderman. Isaiah Thomas sarebbe di grande aiuto per una squadra che fatica a segnare tanto, ma è in forte dubbio che l’All-Star, reduce da una stagione marcata dall’infortunio all’anca, firmi un contratto a breve termine con gli Heat. Il giocatore sarà free agent e i Lakers penseranno ad altri due nomi, LeBron James e Paul George, prima di una possibile firma in giallo-viola per Isaiah.

Isaiah Thomas-Miami: Heat la squadra giusta?

Gli Heat potrebbero essere la squadra perfetta per la rinascita di Isaiah Thomas che questa stagione ha faticato molto. Lui lo sa. Sa che gli Heat hanno fatto rinascere molti giocatori giunti nel peggior momento della loro carriera. Ciò nonostante tutto dipenderà da quanto Isaiah chiederà agli Heat. La stella dei Lakers poteva chiedere un contratto al massimo salariale, ma ora tutto è cambiato a causa dei problemi all’anca. Inoltre Isaiah Thomas non si definisce assolutamente un sesto uomo e perciò a complicare la firma con gli Heat ci sarebbe anche Goran Dragic.