Se Damian Lillard ha davvero messo in discussione il suo futuro a Portland, dopo la fine della scorsa stagione, è stata una tentazione fugace, dettata forse dalla frustrazione, e dal calcolo.
Alla vigilia di quella che sarà la sua decima stagione con la maglia dei Trail Blazers, Lillard ha voluto ribadire che nelle sue intenzioni non c’è quella di lasciare la squadra e la città. “Le avversità ci saranno sempre, ci saranno sempre dei momenti duri. Se la stagione dovesse partite non come ci aspettiamo, se faremo fatica, io sarò il primo a non essere contento, e come me nessun altro. Ma una cosa che non farò è abbandonare la nave e darmela a gambe, se accadrà. So che può sembrare una cosa scontata da dire, ma per me è così“.
Da una parte, Dame sembra mettere in preventivo quella che ha definito “rocky start”, una partenza a rilento possibile per una squadra che ha cambiato allenatore, Chauncey Billups, dopo 9 anni di continuità con coach Terry Stotts. Lillard è stato fondamentale per la scelta di Billups, grande ex giocatore e campione NBA, alla sua prima esperienza da capo allenatore.
“Voglio essere parte del suo successo, è qualcosa di cui andare fieri quando contribuisci al successo di un allenatore. Avevamo già un bel rapporto prima che venisse qui, e che oggi è ancora più profondo, ora che ci parliamo tutti i giorni“. E quindi l’endorsement ufficiale: “Mi piace tantissimo Chauncey, e amo giocare per i Trail Blazers, amo Portland. Mi piace ciò che abbiamo costruito qui“.
Supporto che Chauncey Billups incassa volentieri: “E’ critico avere l’appoggio del tuo miglior giocatore, che incidentalmente è anche uno dei migliori giocatori al mondo. E che vuole andare fiero di fare questa parte di viaggio con me. Dice molto di chi sia Damian Lillard“.

