Se la NBA fosse un contenitore come Netflix, quali sarebbero le serie da non perdere assolutamente nella nuova stagione che inizia nella notte italiana tra martedì e mercoledì?
Ne abbiamo scelte 10, tra vari generi e “ordini di grandezza”: serie evento, potenziali cult e drama ormai popolari da settimane, ma di cui si attende il gran finale.
In rigoroso ordine causale, eccovi le 10 serie o storyline per cui varrà la pena seguire la stagione NBA 2021\22. Oltre al grande basket, naturalmente.
Zion e i Pelicans
Cosa sta succedendo, esattamente, in casa New Orleans Pelicans? Come se non bastassero i tre cambi di in panchina in tre anni (Gentry-Van Gundy-Green), una free agency in cui la squadra ha cambiato pelle con l’arrivo di Jonas Valanciunas e Devonte’ Graham, e gli addii di Lonzo Ball, Eric Bledsoe e Stevend Adams, come se nulla fosse in occasione del Media Day di fine settembre, David Griffin ha sganciato la bomba.
Zion Williams si è rotto un piede a luglio, si è operato e ha finito per saltare per intero il training camp. Griffin si era detto “speranzoso” se non fiducioso di ritrovare Zion in campo per la prima partita stagionale, e invece Williamson non ha ancora ripreso ad allenarsi con i compagni. Se ne riparla a novembre, probabilmente.
In preseason, per quel che vale, i Pelicans hanno imbarcato acqua. La squadra è nuova, e senza Williamson neppure ‘sto granché, Brandon Ingram ha saltato quasi per intero la prestagione. Non una situazione facile per l’esordiente head coach Willie Green, a capo di un roster che privo della sua star potrebbe trovarsi ad affrontare una partenza a handicap, con tante sconfitte (il calendario iniziale di New Orleans non lascia molto respiro).
C’è però dell’altro. Come nel 2019, Williamson inizierà ai box la stagione, e il 2020\21 era finito anzitempo per via di un infortunio alla mano sinistra che aveva fatto infuriare Griffin, che se l’era presa con gli arbitri. Questo è il terzo infortunio di una certa rilevanza in due anni per Zion Williamson, che per il resto si è dimostrato lo scorso anno il giocatore dominante che – potenzialmente – potrebbe essere per diversi anni. Williamson sarà inoltre eleggibile a fine stagione per la sua rookie scale extension, i Pelicans non hanno combinato sostanzialmente nulla nelle ultime due stagioni, e la terza non inizia proprio col vento in poppa.
Nei circoli NBA e attorno al giocatore girano da mesi voci di un entourage di Zion scontento della situazione, dell’outlook dei New Orleans Pelicans. Un’ipotesi ardita, ma che potrebbe anche prendere corpo se la stagione 2021\22 dei Pels si dimostrerà un’altra stagione persa, è che Williamson potrebbe decidere di non rinnovare il suo contratto nel 2022 e diventare restricted free agent già nel 2023. Sarebbe la prima scelta di lottery (una prima scelta assoluta per di più) a prendere tale decisione.
C’è però una lunga stagione da giocare in mezzo, e anche per questo vale la pena seguirla attentamente.
The Mo Mamba Revenge Tour
Tipica serie che Netflix ti consiglia perché hai visto troppe partite dei Sacramento Kings lo scorso anno. Mo Bamba è in una situazione simile, ma ancor più di nicchia, rispetto a quella del povero Marvin Bagley III AKA quello-scelto-al-posto-di-doncic.
Gli Orlando Magic lo hanno scelto al draft NBA 2018 con la sesta chiamata assoluta, prima di Miles & Mikal Bridges, prima di Shai Gilgeous-Alexander, prima di Michael Porter Jr. Steve Clifford lo ha tenuto inchiavardato alla panchina per le prime due stagioni, Bamba ha saltato la reprise NBA nella bolla di Orlando dopo aver contratto il Covid, e solo lo scorso anno ha avuto finalmente luce verde dopo che i Magic hanno smantellato la squadra in un solo giorno, alla trade deadline 2021 cedendo tutti. Per l’ex Texas 8 punti e 5.8 rimbalzi di media, un 32.7% al tiro da tre migliorabile e 1.3 stoppate di media, la consueta quantità industriale di falli (4.3 per 36 minuti), e per una volta, dello spazio per giocare e sbagliare, come si confà a un giovanotto.
Spazio che non dovrebbe mancare nel 2021\22. Gli Orlando Magic potrebbero essere la peggior squadra NBA, hanno quatto centri (Bamba-Lopez-Carter Jr-Wagner), e far giocare tanti minuti a un lungo 23enne ancora tutto da fare, specie accanto a due point guard al primo e secondo anno (Jalen Suggs e Cole Anthony) è un ottimo modo per perdere tante belle partite.
Ma se Mo Bamba ha davvero qualcosa da dimostrare al mondo, è arrivata l’ora.

