Il continuo tira e molla tra Irving, la NBA, i Nets e la città di New York non ha ancora visto la sua fine, anzi, si è arrivati in una situazione di stallo che non porta benefici a nessuno. Per i fan dei Nets, che giustamente sperano nel titolo, le speranze di vedere Kyrie giocare a breve sembra impossibile. La stagione partirà stanotte proprio con la partita tra Nets e Bucks, Irving è ancora fuori squadra e fermo sulla sua decisione di non vaccinarsi.
Nell’intervista di apertura della stagione, il commissioner Adam Silver ha voluto dire la sua e fare il punto della situazione sulla questione.
“Avrei preferito che i giocatori accettassero l’obbligo vaccinale, come hanno fatto gli arbitri. Penso che questa cosa ci avrebbe permesso di evitare alcuni dei problemi, come abbiamo ora con Kyrie e New York City. Io e Kyrie ci conosciamo bene e so che ha una forte visione su diversi temi sociali. La posizione di un giocatore ha una certa influenza sui tifosi… ed è per questo che mi auguro che tutti i giocatori, alla fine, decidano di vaccinarsi. Il problema di Irving però al momento è con i regolamenti della città di New York, non con i nostri: la NBA, assieme all’associazione giocatori, ha varato un regolamento preciso e intende applicarlo”.
Silver ha confermato che il tasso di vaccinazione dei giocatori ha raggiunto “circa il 96 percento” ed è probabile che “aumenti una volta iniziata la stagione”.
Silver: “Spero che Kyrie Irving decida di vaccinarsi”
In effetti la NBA sulla questione ha le mani legate, la decisione dei Nets di mettere fuori squadra Irving è stata raggiunta dopo che la città di New York ha emanato l’obbligo vaccinale. E sulla decisione della città Silver ha aggiunto: “Penso che la scelta di New York City e altre città di chiedere la vaccinazione a persone che partecipano ad attività al chiuso sia una scelta responsabile in termini di sicurezza pubblica. Poi, la situazione cambia da mercato a mercato. Vedremo cosa succederà. Francamente, spero che Kyrie, nonostante la sua forte posizione sulle vaccinazioni, spero decida di vaccinarsi perché vorrei vederlo giocare e vorrei vedere i Nets, la sua squadra, scendere in campo al completo.”
La questione con Kyrie sembra quindi non poter trovare fine a meno che il giocatore non decida di vaccinarsi cosi da riunirsi con i suoi compagni di squadra oppure cambiare aria, data la volontà di New York di garantire sicurezza attraverso l’obbligo di vaccinazione. I Nets avrebbero potuto usufruire di Irving in tutte le partite in trasferta dove non c’è l’obbligo vaccinale – solo New York e San Francisco hanno imposto la vaccinazione obbligatoria – eppure la franchigia ha scelto che per il benessere della squadra Kyrie non avrebbe giocato.
Verso una stagione “normale”
Nonostante questo problema sia al centro dell’attenzione il commissioner spera che la stagione possa tornare alla normalità degli anni passati: “È la stagione del nostro 75° anniversario, mi auguro possa essere il più normale possibile, con una regular season di 82 partite e le arene finalmente piene. Non vedo l’ora ricominci la competizione, non c’è mai stato così tanto talento diffuso nella nostra lega, come dimostra il fatto che 8 squadre diverse hanno vinto il titolo nelle ultime 11 stagioni”.
Nell’ultima stagione il calo dell’entrate per la lega è stato del 35%, con la ripresa della stagione regolare sotto la forma “normale” delle precedenti stagioni, le entrate dovrebbe raggiungere i 10 miliardi di dollari stimati. Vedere nelle fasi finali della stagione tutte le star in campo è sia negli interessi della lega che dei fan.
Se Irving decisse di non vaccinarsi e quindi di non giocare ci sarà più spazio per giocatori come Patty Mills e Jevon Carter.
I Nets sono una squadra di titolo con e senza Kyrie, Durant e Harden proveranno a portare a casa il Larry O’Brien Trophy, se Irving si aggiungerà alla “missione” dipenderà solo da lui.

