In casa Nets è tempo di riflessioni dopo la prematura uscita dai playoffs. La squadra newyorchese si affaccia al bivio estivo con più dubbi che certezze, dove un collettivo costruito per vincere rischia anzitempo di dissolversi dopo un ciclo biennale.
Se Kevin Durant per ragioni contrattuali sarà il punto su cui rimodellare il roster, il gm Sean Marks deve fare i conti con la situazione di Kyrie Irving, croce e delizia della travagliata stagione appena conclusa.
Il nativo di Melbourne ha sul tavolo un’opzione contrattuale di un altro anno, questa però potrebbe venire rigettata per due ragioni: riformulare un nuovo accordo oppure sondare la free agency.
Secondo Dana Gauruder del portale Hoop Rumors, i dirigenti di Brooklyn vogliono viaggiare sulla linea della prudenza, e l’intenzione è quella di scrutare fino in fondo le motivazioni dell’ex Celtics.
Insomma, prima di accollarsi un investimento i Nets cercano debitamente delle garanzie, quelle che Irving, dal suo arrivo nel 2019, non ha mai saputo dare.
Tra assenze dettate dalla scelta di vaccinarsi, comportamenti strambi e la poca chimica con i compagni, la parentesi bianconera dell’ex enfant prodige in maglia Cavs, si è rivelata un’autentica disfatta, controbilanciata parzialmente da alcune prestazioni ragguardevoli.
Tuttavia, semmai le parti dovessero di nuovo concordare una nuova unione, la speranza per i viscerali tifosi dei Nets, è quella di rivedere un giocatore rivitalizzato, avverso alle sfumature extra campo e totalmente dedito alla sua professione, la stessa che in alcuni frangenti ha saputo raccontare con numeri straordinari.
L’auspicio unisce anche Amar’e Stoudemire, assistente uscente allo sviluppo dei giocatori nello staff di Steve Nash, che più di chiunque altro ha vissuto la quotidianità del numero 11. Intervenuto alla trasmissione First Take di ESPN, l’ex Suns ha concesso due battute sul complesso momento attorno a uno dei big della compagine newyorchese.
“Credo che Kyrie debba impegnarsi in prima persona nel gioco della pallacanestro e che debba dimostrare quanto si stia impegnando per diventare un grande giocatore, perché credo che Kyrie avrebbe dovuto far parte della lista dei Top 75“, ha detto Stoudemire. “Ma allo stesso tempo, deve prendere questa motivazione per la prossima stagione e dimostrare a se stesso di essere un giocatore di alto livello e di farlo in modo costante per tutta la stagione“.
Inoltre, il celebre centro dei primi anni 2000, non si è fatto scappare una piccola frecciatina, ancora una volta, sul vituperato atteggiamento balordo di Irving.
“Può dire di essere disponibile e pronto a giocare la prossima stagione, ma lo farà davvero o ha intenzione di rinnegare e di non giocare, e se questo sarà il caso, si creerà una situazione in cui lui dice che sarà disponibile ma non sarà così , e allora cosa si farà? Quindi ora bisogna negoziare questo aspetto nel contratto, cercando di trovare un modo per far sì che il contratto preveda che, se non gioca, ci siano “X” conseguenze”






La faccia di chi sa di aver scritto la storia ed aver battuto un record che sembrava inarrivabile. Con la vittoria contro Memphis, i Warriors raggiungono quota 73 vittorie stagionali, superando il primato appartenuto ai Bulls di Jordan. A quella squadra apparteneva Steve Kerr, artefice di quest’altro successo. Però per Golden State la stagione non finì altrettanto bene.
uno dei migliori giocatori che abbiano calcato quel palcoscenico. L’immagine rappresenta il numero 24 gialloviola che saluta per un’ultima volta il pubblico che lo ha amato. Mamba out.
Draymond Green colpisce con un calcio nelle parti basse Steven Adams, mettendolo ko. Questo è solo uno dei quattro flagrant fouls che impediscono al numero 23 dei Warriors di disputare gara-5 delle Finali.
l’anno. La stoppata di LeBron James su Andre Iguodala è rimasta il simbolo del dominio del “Re” sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e della vittoria dei Cavaliers.
LeBron James abbraccia il suo compagno Kevin Love e scoppia in lacrime sul parquet dell’Oracle Arena. È finalmente il titolo con la sua Cleveland, che desiderava fin da bambino e non era ancora mai arrivato.
(quasi) tutti gli appassionati. KD si schiera dalla parte dei vincenti e lascia da solo Russell Westbrook, che nel frattempo ha preso più saldamente le redini della squadra.
Dwyane Wade cambia aria. Flash approda a Chicago, dove i Bulls, insieme a Butler e all’altro neo-acquisto Rajon Rondo, hanno grandi ambizioni.
La squadra statunitense si mette in posa per quest’immagine dopo aver vinto il terzo oro olimpico consecutivo e il sesto su sette apparizioni dal 1992, l’anno del Dream Team. Sì scontato il trionfo (+30 in finale sulla Serbia), ma il meno scontato tra tutte le sei vittorie, anche a causa di un roster privato di molte stelle.
in una serata da brividi a Springfield. Julius Erving, Bill Russell, Alonzo Mourning e Isiah Thomas presentano i tre ex-giocatori che emozionano il pubblico con i loro
Nell’immagine Kevin Garnett con il pugno sul petto, uno dei suoi gesti tipici. Nel 2016, oltre a Kobe Bryant e Tim Duncan, si ritira anche KG, alla sua maniera, senza un farewell tour o una partita d’addio.
Craig Sager viene sconfitto dalla leucemia. È questa la terribile notizia che sconvolse il mondo dello sport il 15 dicembre. Una tra le icone sportive statunitensi abbandona la lotta iniziata nel 2014 e tutto il mondo si stringe a lui.
da tre punti di Kyrie Irving è diventato “The Shot”, un rifacimento di ciò che decise le Finals diciotto anni prima. Il tiro della guardia dei Cavs è ciò che decise la partita e portò nell’Ohio il titolo mai arrivato prima.






