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Austin Rivers risponde a Irving: “Boicottare la stagione non serve”

di Dennis Izzo

Nonostante da qualche settimana sia noto il programma dettagliato per la ripresa della stagione, con il ritorno sul parquet previsto il 30 luglio, molti giocatori hanno storto il naso di fronte alla possibilità di tornare a giocare, non tanto per i pericoli legati al rischio di diffusione del coronavirus, quanto piuttosto per non restare indifferenti di fronte a quel che sta succedendo in America, con numerose proteste per chiedere maggiori diritti per le persone di colore, all’insegna dello slogan #BlackLivesMatter.

Il fronte del no è sostenuto principalmente da Kyrie Irving, uno dei vicepresidenti della NBPA, l’associazione giocatori dell’NBA. In tanti appoggiano la point-guard dei Brooklyn Nets, tra cui Carmelo Anthony, Donovan MitchellDwight Howard, C.J. McCollum, Lou Williams e Enes Kanter, mentre non è d’accordo con lui Austin Rivers, figlio dell’head coach dei Los Angeles Clippers Doc Rivers.

La guardia degli Houston Rockets, infatti, ha risposto a Irving con un commento sul profilo Instagram di The Score, sostenendo che la ripresa della stagione NBA non rappresenti affatto un ostacolo alle numerose proteste che si stanno prendendo la scena nelle ultime settimane: “Non riesco a trovare il nesso tra le due cose. Tornando a giocare guadagneremo tanti soldi con cui potremmo aiutare tantissime persone e continuare a sostenere con tutte le nostre energie il movimento #BlackLivesMatter. Sono al fianco dei manifestanti al 100%, perché le ingiustizie durano da troppo tempo e c’è bisogno di un cambiamento significativo.”, le parole di Rivers in merito alla questione su cui tanto si sta dibattendo negli ultimi giorni.

La risposta di Austin Rivers a Irving

Rivers, che prima della sospensione della stagione a causa della pandemia di Covid-19 stava viaggiando a medie di 8.5 punti, 2.4 rimbalzi e 1.6 assist in 60 presenze, di cui 4 partendo nel quintetto titolare (poco più di 23′ a partita), ha poi aggiunto: “Adoro la passione con cui Kyrie sta aiutando questo movimento, è senza dubbio ammirevole e stimolante e sono dalla sua parte. Allo stesso tempo, però, penso che dobbiamo lottare nel modo giusto e non compromettendo le carriere dei giocatori in NBA. Possiamo fare entrambe le cose: possiamo giocare e al contempo aiutare i neri in difficoltà. Non credo che boicottare la ripresa della stagione possa cambiare qualcosa nelle vite di quelle persone, molti di noi vogliono giocare e far sentire la propria voce contro il razzismo. Le due cose non si escludono a vicenda.”

Sulla stessa lunghezza d’onda di Austin Rivers, tra i tanti, anche LeBron James, che ha dichiarato che giocare a Orlando in occasione della ripartenza della stagione NBA non intaccherà in alcun modo il suo impegno fuori dal campo a sostegno della comunità afromericana e delle battaglie che da anni e anni si combattono in America per sconfiggere la piaga del razzismo.

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