Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiNBA, inizia la stagione 2021-22: ecco le 10 storie da seguire

NBA, inizia la stagione 2021-22: ecco le 10 storie da seguire

di Michele Gibin
NBA

La pazienza di Dame

Offeso oltremodo da come i suoi Blazers avevano terminato la stagione scorsa (cioè male), Damian Lillard era arrivato addirittura a considerare un futuro lontano da Portland, e dal suo feudo.

Allarme rientrato, dopo le Olimpiadi, il nuovo disco e il matrimonio estivo con la compagna storica. Lillard è ancora il capo ai Trail Blazers, che per il resto non hanno cambiato molto, se non l’allenatore: fuori Terry Stotts (l’unico coach per cui Dame abbia giocato nella NBA), dentro Chauncey Billups, all’esordio.

La squadra è sostanzialmente la stessa dello scorso anno, con un Larry Nance Jr in più e con una panchina – se possibile – ancora più debole. Lillard viene dalle due migliori stagioni in carriera, in cui non ha lesinato energie ed è diventato un candidato MVP. Tecnicamente, con le assenze di Jamal Murray e Kawhi Leonard per infortunio, e con le condizioni di Klay Thompson tutte da verificare al rientro dopo due anni, nella Western Conference potrebbe aprirsi anche per i Blazers un pertugio per evitare i play-in. Portland si è gestita in preseason, le ha anche perse tutte ma Billups ha impiegato molte seconde linee, nel tentativo di trovare le rotazioni migliori (con Dennis Smith Jr!).

Le prime 10-15 partite di regular season dei Blazers saranno da seguire. Se l’inizio non sarà dei migliori, le voci di mercato su McCollum, Nurkic, Covington e Ben Simmons non potranno far altro che ripartire. E’ possibile che anche un tipo riflessivo come Dame possa perdere finalmente la pazienza e staccare con la testa se – facciamo a gennaio – i Blazers si ritroveranno attorno al 50% di vittorie, magari persino sotto?

Trading Spurs

Che sia la volta buona in cui vedremo una trade di metà stagione dei San Antonio Spurs?

Se siete degli scommettitori, le quote sono appena scese con la notizia del taglio di Al-Farouq Aminu e del suo contratto trade-friendly. Il materiale non mancherà comunque, più avanti in stagione.

In Derrick White, Lonnie Walker IV e Thaddeus Young, e la totalità delle proprie scelte future al draft, gli Spurs hanno gli asset per imbastire una trade che possa portare a San Antonio un giocatore di alto livello, da affiancare a Dejounte Murray, Keldon Johnson, Doug McDermott e Jakob Poeltl per accelerare la ricostruzione dopo 20 anni favolosi. La domanda è: esiste tale giocatore?

San Antonio sarebbe un’ottima soluzione per Ben Simmons, la contropartita che gli Spurs potrebbero girare ai 76ers tra le migliori che Daryl Morey potrebbe ottenere. Il disgelo tra Simmons e i Sixers servirà soprattutto al giocatore australiano e a Rich Paul per trovare una via d’uscita, e in fretta (diciamocelo, a un lieto fine con Simmons e Embiid a camminare a braccetto verso l’arcobaleno e la finale NBA si è smesso di crederci da mo’).

Nella mente fertile di qualche sceneggiatore, potrebbe San Antonio emergere come candidata fantasma in una fantatrade per Kyrie Irving, ribelle e fuori squadra (per ora) a Brooklyn? Difficile, sebbene in Texas Kyrie non avrebbe di che preoccuparsi di vaccini e obblighi che tanto lo urtano di recente.

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