The Curry-Green Dance
James Wiseman è fuori per infortunio, ha 20 anni e non ha ancora avuto a disposizione una off-season come si deve per lavorare sul gioco. Il talento abbonda e allora vale la pena avere pazienza per i Golden State Warriors.
Questo significa che vedremo parecchio Draymond Green da centro, e la coppia Green-Stephen Curry circondata da tiratori: Otto Porter Jr, Nemanja Bjelica, “Michael” Jordan Poole, Damion Lee, Juan Toscano-Anderson, persino il vecchio Andre Iguodala.
Precisamente i quintetti con cui Steph ha trascinato a play-in lo scorso anno degli Warriors che dopo aver perso Wiseman e Oubre Jr per infortunio, sembravano pronti ad aprile a tirare i remi in barca. A corto di uomini e di centri, Steve Kerr si è affidato a ciò che negli anni ha sempre funzionato, ovvero alla “danza” di Curry e Green. Con Curry, Green, Wiggins e “Juan T.” in campo, ovvero il quartetto che assieme a Looney o Poole ha giocato l’intero finale di stagione lo scorso anno, gli Warriors hanno chiuso con un offensive rating di 117.0 e un net rating di +13.2. Curry ha chiuso il mese di aprile a 37 (!) punti di media.
Aggiungiamo quel che resta di Iguodala, un Klay Thompson all’80% di quello fermatosi nel 2019, abbastanza difesa (quinti per defensive rating lo scorso anno), e tanto tiro perimetrale al duo Curry-Green, e che Warriors otteniamo? Una versione riveduta e corretta di quelli del 73-9. Ovviamente, a meno di sorprese, non così devastante, ma anche la versione riveduta e corretta di quella squadra varrebbe una buona preoccupazione, se siete gli avversari.
In preseason, i Golden State Warriors hanno tentato 53.2 tiri da tre punti di media a partita, Stephen Curry ha segnato 41 punti all’ultima uscita. Se non è una dichiarazione di intenti questa…
Jaren Jackson Jr e i Grizzlies
11 partite lo scorso anno per Jaren Jackson Jr, reduce da un infortunio al ginocchio destro rimediato nella bolla di Orlando, e apparso in ritardo di un passo soprattutto in difesa.
Poco male, per un giocatore di 22 anni appena compiuti e che nelle prime due stagioni NBA ha fatto intravedere del potenziale offensivo non comune, col suo tiro da fuori e la capacità di attaccare fronte a canestro. Dopo i problemi fisici, JJJ ha potuto lavorare in estate sul suo gioco, e in preseason i primi risultati si sono già visti: 18 punti e 7.3 rimbalzi di media (dato confortante, questo), con il 48.3% al tiro da tre punti su oltre 7 tentativi a partita, tiri presi con fiducia e intraprendenza anche dal palleggio.
I falli (3.3 di media) restano… tipo un botto, come si dice in termini tecnici, la difesa è da rivedere, con la tendenza a cercare la stoppata a tutti i costi, e soprattutto quello di scoprirsi a rimbalzo. Se Jaren Jackson si dimostrerà la seconda star del futuro accanto a Ja Morant, vero Chris Paul in fieri, i Grizzlies avranno trovato l’intelaiatura per una squadra che potrebbe lottare per il titolo in futuro. Se Jackson Jr si dimostrerà “solo” molto bravo, anche le ambizioni dovranno ridimensionarsi.
I Grizzlies ci credono, come dimostrano il rinnovo da 4 anni e 105 milioni di dollari appena firmato, e la trade che in estate ha spedito Jonas Valanciunas a New Orleans per Steven Adams, che rispetto al lituano giocherà meno minuti e palloni.

