David Lee cerca spazio ai Mavericks

di Marco Tarantino

All’inizio della scorsa stagione, David Lee credeva che sarebbe stato un giocatore chiave dei Golden State Warriors. Fu un grave infortunio al bicipite femorale a fermarlo, seguito dall’esplosione di Draymond Green che lo relegò in panchina. Dopo una stagione con pochi minuti in campo e nonostante un grandissimo contributo come small-ball center nelle finals, in estate Lee ha chiesto di essere scambiato con una squadra che potesse dargli minuti significativi. L’esperienza a Boston però non si è rivelata all’altezza delle aspettative e Lee ha collezionato appena trenta presenze di cui solo due nel 2016. Nonostante questo, le cifre di Lee nelle ultime due stagioni non sono lontane dalle sue medie in carriera (16.8 punti e 10.8 rimbalzi, calcolate su 36 minuti d’impiego).
Queste cifre hanno convinto i Mavericks ad investire su di lui, nonostante il risultato non sempre convincente dell’ultima operazione simile da parte dei Mavs: Stoudemire infatti l’anno scorso venne firmato dai Mavericks dopo un buyout dalla sua squadra precedente. Il compito di Stoudemire era di potenziare la second unit dando minuti di riposo al titolare Tyson Chandler, Lee dovrà eseguire lo stesso compito con Zaza Pachulia.
Lee infatti nella sua carriera ha giocato soprattutto come power forward ma coach Carlisle ha intenzione d’impiegarlo come centro di back-up, ruolo in cui quest’anno sono stati impiegati anche Dwight Powell, JaVale Mcgee e Salah Mejri.
Intervistato da espn.com, Lee ha dichiarato quanto segue: “Non ho chiesto promesse riguardo ai minuti che giocherò, saranno determinati da come gioco. Non vedo l’ora di poter aiutare la squadra vicino al tabellone, sia in attacco che in difesa. Davvero, non ho aspettative sui minuti, voglio guadagnarmeli giocando bene ed aiutando la squadra a vincere. Fin ora la stagione è positiva quindi non sono qui per cambiare le cose, ma sono in fiducia ed in forma. L’anno scorso a Golden State non ho potuto giocare molto per gli infortuni ma sono comunque riuscito a dare un buon contributo per la conquista del titolo. A Boston, per molti motivi, le cose non sono andate nel verso giusto. Ora però sto bene, mi aspetto di avere un grande impatto e di aiutare la squadra a vincere molte partite. Staremo a vedere cosa succede.”

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