Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA ClippersDeAndre Jordan ci rinuncia: non cambia la sua tecnica ai liberi

DeAndre Jordan ci rinuncia: non cambia la sua tecnica ai liberi

di Mauro Manca

La linea della carità rappresenta quel momento in cui, per una manciata di secondi, ci si trova da soli in una sfida a tu per tu col canestro. Niente avversari, nessun impedimento, solo una disperata ricerca della giusta concentrazione, che in quell’interminabile lasso di tempo conta perfino più della tecnica. Il fondamentale del tiro libero ha creato e crea diversi grattacapi a tanti giocatori NBA, in particolare a un cospicuo numero di Big Men. Il socio fondatore di questo esclusivo club è nientemeno che Shaquille O’Neal, il cui Hack-a-Shaq ha rappresentato la sola (e inutile) maniera di arginarne il dominio sotto le plance agli albori degli anni 2000. Ma l’ex centro dei Lakers è solo il capostipite di una folta lista che ha visto come ultima “vittima” il lungo dei Cavs Tristan Thompson, spedito impietosamente in lunetta durante le ultime finali prima dell’arrivo dei fatidici ultimi due minuti, quelli durante i quali un eventuale fallo sistematico viene punito col tecnico. Chi ha da sempre vissuto un pessimo rapporto con la lunetta è il centro dei Los Angeles Clippers DeAndre Jordan, uno dei centri più atletici ed esplosivi dell’intera lega, nonché uno dei migliori rimbalzisti. Il nativo di Houston ha però fatto registrare pessime percentuali ai liberi in ogni stagione disputata, stendando in diverse annate a raggiungere il 40% complessivo. Jordan ha provato più volte a migliorare questo aspetto del gioco, cambiando anche la posizione del piede vicino alla linea, ma senza mai ottenere risultati rilevanti, come dimostra il drammatico 39,7% della stagione 2014/2015. Quello di Jordan è il più classico dei blocchi mentali, una difficoltà nel concentrarsi che si ripercuote impietosamente sulle sue percentuali, e pare che sia proprio su questo aspetto che il big man stia focalizzando il suo lavoro. In ogni caso, per liberare i Clippers dall’imbarazzante Hack-a-Jordan, in aiuto di Doc Rivers è arrivato Josh Smith, uno che ai liberi è sempre stato una sentenza…

Ah no, scusate.

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