Ormai i Top Names di questo ultimo Draft li conosciamo: Lonzo Ball, accompagnato dall’ingombrante (e a volte eccessiva..) ombra del padre, Fultz, prima scelta dei Sixers, Tatum finito ai Celtics, e via scorrendo. Fino alla posizione 9, quella con la quale i Mavs hanno selezionato Dennis Smith, ragazzo dal talento indubbio e cristallino, passato un pò più sottotraccia per varie ragioni. Ma proviamo a conoscerlo meglio.

Smith azione con la canotta di North Carolina
Classe ’97, point guard di 1.90, subisce già nei primi anni giovanili un brutto infortunio al crociato anteriore, elemento importante nella sua storia dato che suscitò i primi dubbi negli occhi degli osservatori, indecisi sulle eventuali possibilità di recupero al 100% del ragazzo. E invece.. I numeri e i dati paiono essere dalla sua:
- 18.1 Punti/partita
- 6.2 Assist/partita
- 4.6 Rimbalzi/partita
- 45.5% da due
- 34.8 Minuti giocati/partita
- ACC Rookie of the year (2017)
- North Carolina Gatorade Player of the Year
Poi, si sa: i numeri sono solo fredde cifre; quello che ha davvero stupito gli esperti è l’enorme capacità atletica, abbinata a una potenza notevole nelle gambe e nello stacco (nonostante l’infortunio), ad una certa vena realizzativa e ad una velocità rilevante. Tutte caratteristiche che potrebbero fare estremamente comodo in una squadra come i Mavericks, più improntata verso uno stile “classico”, con la palla che non gira a gran velocità e senza particolari doti atletiche (il tutto dovuto forse anche all’età degli uomini chiave di Carlisle). In generale, il punto forte del prodotto di NC è la fase offensiva.

Il sorriso di Dennis Smith durante il Draft della passata notte
I principali dubbi sollevati (oltre alla tenuta fisica) sono sostanzialmente quelli attribuibili ad un ragazzo che dal mondo del college si affaccia per la prima volta “tra i grandi”. Qualche cosa da rivedere nella meccanica di tiro, così come sono da aggiustare fase difensiva e visione di gioco, per non rischiare di accentrare troppo le azioni. Ma a 20 anni e con le sue doti non ci sono dubbi sui suoi margini di miglioramento, oltre che sulle possibilità di vederlo diventare uno dei Rookie più forti di questa Draft Class.
Senza esitazione alcuna, sotto l’occhio di uno dei migliori coach della Lega, Smith potrà diventare pedina fondamentale per i texani, oltre che giocatore di livello assoluto. Sarà anche da valutare l’effettiva disponibilità di Carlisle a buttarlo nella mischia da subito, cosa non così scontata, visto il recente passato. Sicuramente il lavoro di questa estate di preparazione saprà darci le risposte necessarie.
Che sia l’uomo giusto per riportare i Mavericks tra le migliori della classe? C’è ancora un mondo di tempo davanti, tutta una free agency da affrontare, tanti avversari che si rinforzeranno allo stesso modo, ma quello che salta subito all’occhio è una bella presenza di giovani talentuosi, per i Mavs che verranno, a partire da Smith, per poi nominare anche Noel e Seth Curry. Si: ci sarà da divertirsi.

