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Dinamo, sicura che fosse Sacchetti il problema?

di Mauro Manca

La Dinamo perde con il Darussafaka e scende rovinosamente dal treno dell’Eurolega. Un convoglio assiepato da troppe inside per la vaporosa armata sarda, vittima di una crisi d’identità che pare proprio non conoscere  fine. Il facinoroso assalto all’arma bianca abbozzato ieri negli ultimi minuti testimonia, se non altro, una reazione sul piano caratteriale, che da sola però non può bastare a colmare le evidenti lacune sul piano tecnico e tattico. L’insicurezza si è insinuata lentamente tra i ragazzi di Meo Sacchetti, per poi diffondersi alla stregua di un virus capace di paralizzare la squadra proprio nei frangenti in cui invece si dovrebbe azzannare la partita.

 

Le fondamenta di questa Dinamo sono fragili come un castello di carte, gli avvii di gara aggressivi lasciano sempre ben sperare, ma vengono puntualmente smascherati da terzi quarti catastrofici. Non c’è la minima comunicazione in difesa e non ci si rende nemmeno conto di quando sia il caso di spendere un fallo tattico o di raddoppiare il post basso. Talvolta sui pick and roll sia il piccolo che il lungo rimangono sul palleggiatore lasciando libero il bloccante, banali e costanti errori di collaborazione. In attacco sembra quasi che ognuno, a turno, debba fare la sua parte come se fosse tutto scritto su un copione. L’isolamento del 5 che tenta il semi gancio; il play, o presunto tale, che attacca in palleggio a testa bassa senza aver nemmeno chiamato un gioco, e gli italiani costretti a recitare da gregari accontentandosi di qualche conclusione estemporanea.

 

Recentemente il GM Pasquini aveva definito l’Eurolega come una palestra per migliorarsi e imparare dai propri errori. Il dirigente ha inoltre descritto la rosa attuale come maggiormente pronta a sfide di un certo livello, con tanti giocatori abituati ai prestigiosi palcoscenici dell’Eurolega. Effettivamente l’anno scorso le mazzate europee si rivelarono salutari lungo il cammino che permise a Sassari di conquistare coppa e campionato; il gruppo acqusì una maggiore consapevolezza e riuscì a trovare progressivamente la propria dimensione ideale. Anche un anno fa non mancavano le critiche, si parlava di tagli e alcuni vivevano da separati in casa, poi la svolta arrivata a partire dalle Final eight di Coppa Italia. La versione attuale della Dinamo non ha però lo stesso talento di quella precedente, c’è da scommettere che la società si sia pentita di alcune scelte di mercato e che presto arriveranno delle novità a livello di roster. A questa squadra serve una scossa per cambiare registro, al presidente Sardara e il GM Pasquini l’arduo compito di invertire una rotta che si trascina sempre più verso un mare in tempesta.

Per NBA Passion,

Mauro Manca

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